La colazione al sacco…. quasi mancata!

Può capitare, lo so.
Ma a me non era mai successo. Ho sempre avuto una buona memoria e mai, mai in 44 anni avevo dimenticato un appuntamento, un impegno… Mai. ( Se è capitato non me lo ricordo 😉 ).
Ieri faceva freddo. Sono uscita dall’ufficio, ho raggiunto Marco all’oratorio dove stava giocando con un suo amichetto e siamo andati di corsa al campetto di calcio dove Luca stava facendo gli allenamenti.
Oltre mezz’ora ad aspettare. C’era anche una bava di vento.
Alla fine dell’allenamento ero gelata. Non sentivo più le estremità di mani e piedi.
Tornati a casa, ho spedito Luca sotto la doccia calda. Intanto ho preparato la cena: pastina in brodo, filetti di merluzzo al forno, formaggi, frutta.
Alle nove finalmente avevo finito di sparecchiare, rassettare la cucina, lavare i piatti, steso i panni che intanto la lavatrice aveva lavato.
Ho detto a mio marito: “E’ finita anche questa giornata. Avrei da stirare, ma non ne ho proprio voglia. Domani è un altro giorno e si vedrà!”

Ho preso il cellulare, ho aperto WhatsApp. C’erano dei messaggi sul gruppo della classe di Marco.
Il primo: “Domani i bambini vanno in gita, volevo sapere se….”
Non sono riuscita a leggere oltre.
“Cavolo, cavolo, cavolo!”, ho esclamato (In realtà ho detto altro… ma non lo posso scrivere 😉 ).
“Cosa è successo?” mi ha chiesto subito mio marito.
“Domani Marco deve andare in gita e io me ne ero completamente scordata. Completamente! Capisci? Il nulla, il vuoto.”
E lui: “Vabbè, che problema c’è? Ora lo sai”
Io: “Gita significa pranzo al sacco. Cosa gli do da mangiare a tuo figlio domani? Mangiasse tutto!”
Lui: “Del parmigiano e dei taralli!”
Io: “Tutto il giorno fuori con due taralli e due tocchi di parmigiano? Certo che tu la fai facile! Anche io vorrei essere uomo per non dover pensare a nulla.”
Ho aperto il frigorifero. C’era del formaggio, una vaschetta di prosciutto crudo e in dispensa avevo del pane bianco per tramezzini.
Ho chiamato Marco. “Tu domani vai in gita?”
E lui: “Certo”
Io: “Ma non me lo potevi ricordare?”
Lui: “Mamma, mi hai dato i soldi e hai firmato l’avviso, lo sapevi anche tu della gita!”
Io: “Sì, sapevo che dovevi andare al museo con la scuola, ma non mi ricordavo il giorno. Potevi ricordarmelo! Ti va bene se per domani ti preparo dei tramezzini farciti?”
Marco: “Mamma, lo sai che non mi piace questo pane. Non mi puoi dare come sempre qualche focaccina e dei panini morbidi?”
Io: “Ok, va bene. Domattina mi alzo prima e ti vado a prendere il pane fresco e le focaccine. Poi ti preparo dei tocchetti di parmigiano e dell’acqua. Ti basta o vuoi altro?”
E mentre mi accordavo con Marco sul da farsi, mio marito sorrideva: “Certo che come lo vizi tu….”
Alle nove e mezza i bambini erano già a letto.
Ma io ero continuavo ad essere nervosa. Ero arrabbiata, incavolata con me stessa. “Ti rendi conto? Se non avessi letto quel messaggio io avrei mandato il bambino a scuola senza pranzo al sacco! Povero figlio e che figuraccia avrei fatto!”
E mio marito: “Altro che VivaLaMamma, saresti diventata la barzelletta della scuola! Ah! Ah” Ah!”
Io: “Scusa, ma mi spieghi perché devo essere solo quella che si deve ricordare le cose, quella che deve organizzare, preparare… Tu ti senti esonerato? Non ti senti un po’ in colpa?”

Lui: “Io? No. Ci hai sempre abituati così. Tu sei quella che fa tutto, che pensa a tutto… Va bene così!”
Io: “No, mi sa che non va più bene così. Sto perdendo colpi…”

Sono andata a letto, ma non ho riposato bene. Mi sono svegliata mille volte. Avevo paura di non sentire la sveglia, di non fare in tempo a fare tutto… Insomma nottataccia.
Stamattina la sveglia. Mio marito prontamente: “Non devi andare a comprare i panini?”

Io: “Sì, mi sto alzando. Un attimo…”
Alle 7.20 ero già tornata a casa con i panini ancora caldi, le focaccine appena sfornate e i cornetti al cioccolato per la colazione!
Arrivata in ufficio ho raccontato alle mie colleghe della mia dimenticanza.

“E’ la prima volta, vero? Ecco perché stai così! Vedrai che all’ennesima volta non ti sentirai più in colpa!”, mi ha risposto la prima collega sorridendo.
E l’altra: “Beh, io una volta ho dimenticato mio figlio in palestra!”
Io: “ E poi?”
Lei: “E poi mi hanno chiamata e sono andata a prenderlo”.
Io: “E come ti sei sentita?”
Lei: “Che ti devo dire, siamo umani, può capitare… In fondo anche Gesù fu dimenticato al tempio…”

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6 risposte a “La colazione al sacco…. quasi mancata!

  1. Maria che dire…io sono abbastanza easy e snaturata.
    Come @mammamedico anch’io segno sul calendario gli appuntamenti importanti in quanto essendo abituata ad appuntare x lavoro (x paura di dimenticare) e ad usare il pc x tutto…la mia mente sicuramente non è allenata. Quindi x evitare dimenticanze…scrivo.
    Snaturata xkè lascio molto alle mie figlie. Voglio dire un conto sono gli appuntamenti tipo colloqui, ospedali, visite ecc., un conto il piacere. La gita è una cosa che interessa e piace a te? Bene. Te la devi ricordare tu (anche se cmq la scrivo sul calendario). Sei tu che il giorno prima mi devi ricordare che devo predisporre x il pranzo al sacco. Io ho un milione di cose a cui pensare…pensarne una tu non credo crei scompiglio o chiamate al telefono azzurro. Inoltre a scuola se ne parla, sempre, quindi non si può dire che i bambini non sappiano. E questo fin da quando erano piccole…dall’asilo addirittura. Non mi vergogno di questo. Credo nell’arte dell’arrangiarsi.
    Personalmente preferisco essere attenta su altro che…sui panini. Ahahah.
    Per il resto che dire sei stata molto brava e premurosa.

  2. Maria consolati io mi scrivo tutto e spesso dimentico! sulla memoria del padre non conto, manco si ricorda il compleanno suo figuriamoci una gita del figlio! quindi no problem stai serena e io lo avrei mandato conq uello che c era in casa quindi meriti un applauso!!!

  3. quest’anno ho preso l’abitudine a fine mese di stampare un grosso foglio di calendario per il mese successivo, dove segno solo le attività dei bambini, il tipo di abbigliamento (motoria, progetto di psicomotricità etc), il giorno in cui devo dare doppia merenda perchè la piccola ha delle attività pomeridiane a scuola. in questo modo è più difficile dimenticare. perchè dimentico. e tanto. e anche per me perdere colpi è durissimo. e anche da noi faccio e penso a tutto io. ma se mio marito mi desse pure la colpa per averlo abituato troppo bene lo “strozzerei”

  4. Condivisione. Maria ricordatelo “condividere” è un bel verbo.
    Semmai fosse capitato… i bambini avrebbero condiviso il pasto con tuo figlio. E una brava maestra non lo avrebbe fatto pesare.
    Siamo noi mamme, spesso, a farci più problemi del dovuto!

  5. Maria… che voglia di alzarsi prima.
    Io come Silviafede lo avrei mandato con quello che c’era in casa. Se i bambini hanno fame… mangiano!
    E comunque per fortuna che c’è WA!

  6. Maria le tue colleghe hanno perfettamente ragione….puo’ capitare facciamo una vita stressante e sempre di corsa qualche colpo si puo’perdere…e in questi casi dico viva wa dove c’e’ sempre qualcuno nei vari gruppi che ti ricoda gli appuntamenti ed ha qualcosa da chiedere in merito…
    Per me sei stata fin troppo brava ad alzarti prima e provvedere, io a Fede avrei detto ti accontenti di quello che c’e’ per una volta ti sforzi di mangiare una cosa che non ami tanto…
    Mio marito mi ha raccontato che un mesetto fa Fede era in piscina e lui aspettava la fine del turno…solo che si e’ distratto a leggere un’email e l’orario era passato da un pezzo…ha ricevuto una telefonata “e’ la segreteria della piscina qualcuno dovrebbe venire a prendere Federico” e lui ha risposto che era li’ e sarebbe arrivato subito ..Fede non vedendolo arrivare e’ andato in segreteria e ha chiesto di fare il numero del papa’ perche’ non lo vedeva….quando me lo ha raccontato ho pensato “meno male che abbiamo un figlio sveglio che non si perde d’animo…” questo per ribadirti che puo’ capitare siamo umani…

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