Piccoli e grandi, tutto è relativo

Come si fa a spiegare ad un bimbo di due anni e mezzo che è piccolo per alcune cose e grande per altre?

“Luca, no amore, il coltello non si prende. Puoi tagliarti. Sei ancora piccolo”.

“Luca, le forbicine sono di Marco, tu sei ancora piccolo”

“Luca, forza, mangia da solo, ormai sei grande”.

Stamattina, ci pensavo. Povero Luca, sicuramente lo sto mandando in confusione.

A distanza di due minuti, ho pronunciato due frasi.  Con la prima l’ho incoraggiato a fare le cose da solo (“Luca, mettiti le scarpe, sei capace, sei diventato grande”) con l’altra, invece, gli ho fatto venire le crisi di identità.
Mi ha chiesto: “Mamma, andiamo a scuola?”
Gli ho risposto: “No amore, Marco va a scuola, lo accompagniamo insieme. Tu invece vai al nido, sei ancora piccolo”.

Mi ha guardato con aria di sfida e mi ha detto: “Mamma, io sono grande. Vedi? Non ho più il pannolino”.

Sssì, gli volevo rispondere, peccato però che tra ieri e oggi hai sporcato 5 mutandine e 5 pantaloni tra pipì e popò. Ma non l’ho fatto. Non sono stata così crudele! 🙂

In quel momento, però, ho capito che tra grande e piccolo sto combinando un gran pasticcio.

Ho cercato di spiegargli la teoria della relatività… ma non so quanto abbia capito!

Forse, per quello, è ancora piccolo! 😉

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6 risposte a “Piccoli e grandi, tutto è relativo

  1. SCUSATE, E’ PARTITO L’INVIO…
    anche noi usiamo la tecnica del riferimento alla scuola, e pare capire bene, cosi’ capita che faccia poi riferimento a bimbi piu’ grandi o piu’ piccoli che sa che fanno il nido o le elementari per dire ad esempio: “la giulia non puo’ o non sa farlo perche’ va al nido”. oppure “seba (suo cugino) ha il cellullare perche’ va alle medie”.
    cosi’ e’ molto piu’ chiaro per loro secondo me, perche’ riescono a fare paragoni di persone fisiche.

  2. e’ vero, anche noi usiamo spessissimo come riferimento il parametro della scuola per indicargli una cosa adatta o non adatta alla sua

  3. Anche io ho adottato una tecnica simile a quella di ciocco pero’ utilizzo l’eta’…una cosa si puo’ fare da 5 anni in poi, un’altra da 10 quindi solo i bimbi grandi, un’altra fino a 3 anni quindi non e’ piu’ per lui.
    Il concetto di piccolo e grande e’ talmente relativo che in effetti gli confondevo le idee, cosi’ sembra capire, ma non sempre approvare…ma questa e’ un’altra storia!

  4. maria, però hai “sbagliato” a dire a Luca che lui non va a scuola! anche il suo nido è una scuola per lui, certo non la stessa di Marco, ma sempre una scuola.
    cmq è vero rischiamo di mandare in confusione i bimbi. io ho adottato il sistema del “livello scolastico”:
    quando era al nido e voleva fare una cosa pericolosa gli spiegavo che non poteva farla perchè la possono fare quelli che vanno alle elementari o materna a seconda delle cose.
    gli dicevo che una certa cosa la doveva imparare a fare xchè poi andava alla materna, una scuola da “grandi”…
    Ora se invece fa i capricci e si comporta da piccolo gli dico che se continua così lo rimandano al nido, perchè lui ormai è grande perchè va alla materna, ma se vuole andare sulle autopiste quelle x i più piccoli, ma non x lui, (quest’estate c’erano in paese) gli ho risposto che ci possono andare solo i bimbi che vanno alle elementari e che quindi doveva aspettare.
    so che è complicato, ma lui sembra aver capito che è grande x certe cose, ma piccolo x altre.

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