15 Giu

Separazione, figli ed ex, come gestire il tutto?

I figli di genitori divorziati hanno problemi a scuola, spesso soffrono di ansia, tristezza e hanno bassa autostima. A dirlo è uno studio pubblicato dalla American Sociological Reviewche.
Non solo, a loro avviso, questi problemi pur migliorando nel tempo, non sono destinati a scomparire del tutto. “I bambini rimangono comunque più indietro rispetto ai figli di famiglie intatte”.

Sarà vero? Chiediamo il parere alla nostra Psicologa-amica, la dottoressa Francesca Santarelli.

Dottoressa, in caso di separazione, cosa possono fare i genitori per alleggerire o quantomeno ridurre l’impatto di questa situazione sui figli?

Partiamo da una premessa che per me risulta essere fondamentale: non è la separazione in sé che costituisce l’elemento traumatico per i bambini, né è la causa principale che favorisce tutte quelle conseguenze che spesso vengono descritte, raccontate e attribuite alla separazione stessa, ma è il COME si vive questa fase delicata di “cambiamento”, come si gestisce a livello emotivo, che significato gli diamo, come coinvolgiamo, facciamo vivere e spieghiamo ai nostri figli quello che sta accadendo e perché….

Molte coppie, senza volerlo, usano spesso l’alibi dei figli per non avere il coraggio di dire “basta” a qualcosa che non esiste più, per non avere la forza di ammettere a se stessi che è finito il desiderio di voler condividere ancora la propria vita con il partner… E allora, si sentono spesso frasi del tipo: “ Non mi separo per i figli, sono troppo piccoli, non voglio causare loro tanta sofferenza, ecc…”, quando in realtà, dietro queste frasi, si cela spesso la frustrazione della “fine” di un progetto, di una sorta di “fallimento” e il timore di sentire in realtà sulla propria pelle, tutta quella sofferenza….

Mi piacerebbe invece, offrire una visione alternativa della questione “separazione” e poter aiutare i genitori a valutare la cosa da altri punti di vista, sicuramente piu costruttivi. Innanzitutto chiediamoci: “Qual è il bene del bambino? Siamo proprio sicuri che il suo bene sia quello di offrirgli un esempio di coppia e di amore, non basato piu sul sentimento autentico, ma sull’obbligo di stare ancora insieme? È questo che vorremmo per lui un giorno?” 

Da un punto di vista psicologico posso garantire  che è meglio stare a contatto con un solo genitore alla volta, purchè stabile e sereno, che vedere mamma e papà farsi la guerra o non rispettarsi e amarsi sinceramente! I bambini avvertono “la corrente emotiva” che passa tra i genitori, al di là delle parole che usano o della sforzo che magari fanno per non litigare davanti a lui.

Vedere che gli adulti dicono basta alle sofferenze che vivono in coppia, o che uno dei due decide di mettere fine a un rapporto senza piu amore, è un messaggio positivo, che infonde fiducia e li aiuta a vivere meno nell’illusione del “stare insieme a tutti i costi e per sempre!”

Importante dunque evitare di riversare sui figli i propri malumori e di responsabilizzarli in modo eccessivo, evitando di coinvolgerli in prima persona o demolire l’immagine dell’altro in modo piu o meno subdolo. Evitare di usarli come “spie” o “contenitori” della propria rabbia o tristezza causata dalla rottura e rassicurarli sempre che loro non ne sono responsabili e che non cambierà nulla nel rapporto individuale con entrambe. È importante infatti, dare ai figli anche l’immagine che i genitori sono in primis un uomo e una donna e che non sono unicamente al loro servizio.

 La separazione in realtà, puo essere un evento che da traumatico puo diventare un’occasione di trasformazione, di crescita e di forza per un bambino, rafforzandone anche l’autonomia e l’indipendenza.

E’ giusto informare subito i figli dei problemi che ci sono in famiglia? Oppure è meglio non condividerli fino a che i genitori non abbiano preso una decisione?

Sarebbe bene che i figli, fin da quando nascono, vengano educati al concetto che i genitori, ancor prima di ricoprire questo ruolo, sono un coppia, un uomo e una donna nella loro individualità e in quanto tale, hanno un loro spazio personale e intimo, in cui i figli non dovrebbero entrare nello specifico, specialmente dinanzi alle difficoltà.

Spesso, per evitare sofferenze invece, i genitori prendono tempo, dicono bugie, recitano la parte del “va tutto bene” e della coppia felice, ma è una strategia inutile o che comunque puo funzionare per un tempo limitato.

I bambini hanno certo diritto di sapere, hanno bisogno di comprendere e dare senso a ciò che gia percepiscono nell’aria, soprattutto se sono evidenti dei cambiamenti nella routine familiare (mamma e papà non dormono piu insieme, non si rivolgono piu la parola, ecc). In questi casi, anche se la decisione non è stata presa in modo definitivo, occorre confermare ai bambini che ci sono dei problemi e del perche ci si sta comportando in quel modo, ma stando attenti a dare la stessa versione dei fatti e senza responsabilizzare ne mamma ne papà. È importante che i due genitori si comportino allo stesso modo nei confronti del bambino, soprattutto  che siano d’accordo sul cosa dire. Se poi si è arrivati alla decisione finale, sarebbe opportuno comunicargliela insieme.

Ricordatevi: dal punto di vista dei figli, una separazione è serena, se i due genitori sono “sereni” nella scelta e nella gestione pratica ed emotiva che ne consegue.

La regola base è quella di evitare di coinvolgerli troppo, soprattutto dandogli eccessive spiegazioni e personali “punti di vista” sulle problematiche che ci sono all’interno della coppia e usare sempre poche e semplici parole.

Andando sul personale, c’è una cara lettrice del blog, Atena, che non ama più il su compagno, non lo desidera neppure come amante e ciononostante ha paura a lasciarlo per non far del male a lui e a tutta la famiglia. Ma è giusto sacrificare sé stessi fino a questo punto? Alla fine l’infelicità di una mamma non contagia ugualmente il resto della famiglia?

Mi riallaccio a quanto dicevo nella prima risposta, spesso, senza rendersene conto, ci si preoccupa di non far soffrire “i co-protagonisti” della vicenda per una sorta di “proiezione” personale, ossia ci si preoccupa per gli altri per non pensare troppo alle paure, alle emozioni, ai dubbi e al significato che, a livello inconscio, la situazione ci attiva in noi…

Non sono certo io a dire se è giusto o no sacrificare se stessi per la felicità altrui, perche credo che ci sono persone dedite ad una forma di “vittimismo” o “martirio” che serve loro per stare meglio rispetto alla possibilità affrontare la fine di una relazione. Ma posso certo dire che se invece, la persona in questione soffre realmente e profondamente nello stare insieme ad un partner che non ama piu, è certo che inevitabilmente, la sua infelicità non riguarda piu solo se stessa, ma rischia di essere contagiosa soprattutto per un bambino, che a differenza dell’adulto, non puo scegliere se andarsene o restare, ma non ha scelta, deve “subire” lui, la scelta fatta dagli adulti e il clima emotivo che ne deriva. Genitori che vivono una situazione simile dovrebbero ben riflettere su quanto detto prima e fare una scelta su cosa proteggere in primis? Il partner che non si ama piu? La sua famiglia? Se stessi? Il proprio bimbo? Senza però,  nascondersi dietro “bugie” solo per paura: i figli soffrono il doppio nel sentire che uno dei due genitori  (o entrambi) non si amano piu e stanno insieme per motivi a lui incomprensibili…
I Figli, hanno bisogno di coerenza e sincerità! Ricordiamoci che tutto ciò che facciamo nella nostra vita privata, comprese queste scelte, saranno per lui un insegnamento e un esempio che un domani potrà riversarsi nella sua vita di coppia adulta.

C’è poi un nostro amico, Matthew, che è un papà eccezionale, separato da tempo. Lui ha posto dei quesiti molto interessanti.
Del tipo: due genitori separati come devono gestire il proprio rapporto in presenza dei figli? Se litigano i bimbi soffrono, se non litigano e sembra tutto normale è possibile che si illudano, che pensino ad un ritorno insieme della famiglia. E allora come si può mantenere un rapporto civile senza far nutrire false speranze ai figli?

E infine in presenza di affido congiunto i bambini restano alcuni giorni con il papà e altri con la mamma. C’è il rischio di disorientarli in questo modo, di farli sentire un po’ “nomadi”?

Dopo una separazione, sarebbe opportuno tenere a mente che, anche se siamo usciti dal rapporto di coppia, saremo invece sempre uniti in quanto genitori e come tali, ci si dovrebbe attenere alle stesse regole che valgono per genitori che vivono sotto lo stesso tetto: mai litigare con toni aspri, giudicanti, umilianti davanti ai figli, in caso di disaccordo dire “mamma e papà ne parleranno tra loro e poi vediamo”, piuttosto cha attaccare o demolire l immagine dell’altro davanti gli occhi di un figlio.

Un rapporto civile si basa sul  rispetto per l’altra persona, anche se non si ama piu e cercando di avere una linea comune e condivisa almeno come genitori, evitando di usare “l’alibi del figlio” per continuare ad attaccarsi, vendicarsi e scaricare la propria rabbia verso l’altro. La mia esperienza mi conferma che, coppie che sono arrivate in modo univoco e consapevole alla decisione della separazione e che hanno elaborato “il fallimento”, la fine e la sconfitta, non fanno fatica a mantenere rapporto civili come genitori.
Credo inoltre che la chiarezza e la fermezza di quello che abbiamo deciso e che continuiamo a vivere, sia l unico elemento che possa aiutare i figli a non crearsi false aspettative. Anche se nel suo piccolo, il bambino puo fraintendere per esempio che una comunicazione serena tra mamma e papà, o un’uscita per una pizza tutti insieme senza litigare, possa essere la ripresa di qualcosa, sarà l’atteggiamento coerente e le parole dei genitori, a chiarire i suoi dubbi e a non mandarlo in confusione.

L’affido congiunto ha parere controversi e crea confusione in molti di noi.

Quello che posso dire è che se viviamo in primis noi genitori uno stato emotivo e mentale da “nomade” o facciamo percepire questa preoccupazione/sensazione ai nostri figli, sarà piu facile che vivano di riflesso anche loro le stesse percezioni e vissuti.

Anche in questo caso, non è tanto la situazione che crea disorientamento o disagio al bambino, ma il modo in cui noi adulti glielo facciamo vivere e lo viviamo con noi stessi. Se il figlio sente che noi stiamo bene,siamo sereni e non siamo preoccupati a riguardo né soprattutto contrari, per lui non sarà il “trauma” che ci immaginiamo…

Consiglio di dare ai vostri figli ordine e stabilità. È importante ad esempio che alcune azioni quotidiane (pasti, nanna, compiti) vengano gestiti in egual modo dai due genitori anche se avverranno in case separate. Alcuni gesti e abitudini che esistevano prima della separazione, è importante che vengano mantenuti da entrambi anche dopo, perche la routine, anche se per giorni alterni e in luoghi diversi, tranquillizza l’ansia del cambiamento che ogni figlio vive.

Grazie mille dottoressa Francesca Santarelli. Grazie per questi preziosi consigli.

Mamme e papà avete qualcosa da aggiungere, da chiedere oppure volete maggiori approfondimenti in merito a qualche particolare aspetto degli argomenti affrontati?
La parola passa a voi…

OkNotizie

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La Psicologa amica

173 Commenti a “Separazione, figli ed ex, come gestire il tutto?”

  1. Monica Scrive:

    Francesco, spero di non sembrare invadente o inopportuna. Dopo aver letto cio’ che hai scritto, mi sono chiesta se tua moglie ha lavorato prima di sposarsi e da quanto tempo si verifica questa sua instabilita’. Hai detto che durante gli anni di fidanzamento era diversa. Le vostre famiglie hanno percepito la situazione che si e’ creata tra voi? Te lo chiedo perche’ ho l’impressione che tu ti stia sobbarcando da solo la ricerca di una soluzione. Non credo sai che la tua infinita pazienza e il tuo impegno siano sufficienti. Se tua moglie si rifiuta di rivolgersi ad uno psicologo perche’ ritiene che solo le persone “pazze” ne abbiano bisogno, e’ importante farle capire che si tratta di un pregiudizio. Cosi’ facendo nega a se stessa la possibilita’ di capire le motivazioni che stanno alla base del suo comportamento e di essere guidata nella ricerca di un maggiore equilibrio. Da come lo descrivi sembra un circolo vizioso. Ma dovete uscirne consapevolmente in due. Se attualmente lei non vuole saperne, potresti cominciare tu a consultare uno specialista, coinvolgendola successivamente. Cosa ne pensi?

  2. Chiara Scrive:

    Questo articolo mi angoscia perché da mamma di due bambini uno di 6 l altro di 8 anni mi ritrovo con un marito che non mi ama più. Siamo andati da una consulente matrimoniale che dopo averci ascoltato e aver ricevuto da lui una risposta negativa sul suo impegno a continuare gli incontri ci ha liquidato prospettandoci un lungo doloroso cammino. Così dopo un incontro senza neanche proporre un cammino personale parallelo. … siamo usciti da quella stanza con lui che doveva fare le valigie. Presa dall angoscia in macchina io gli ho chiesto se davvero era questo che voleva …che quella donna non ha diritto di trattarci così non ci conosce ecc. Ci siamo abbracciati con mia sorpresa pur provati entrambi. Ora conviviamo a casa, lui è più presente e coinvolto con i bambini. ..chiede tempo soprattutto per riappropiarsi del ruolo di padre che fino adesso non ha svolto con passione. Sembra che tutto vada a meraviglia. ..ma io non sono amata. ..rispettata Sì amata no. Condivido appieno quello che mamma dice …infatti pur di salvare il matrimonio essendo tutto recente mi sto sforzando a fatica di mantenere gli equilibri. Sto lavorando sul mio carattere cercando di migliorare gli aspetti negativi. L egoismo però di lui arrivato al punto di volere IL suo benessere rispetto a quello non solo mio ma dei suoi figli fa davvero male . Prima di arrivare a tanto avrei lottato per migliorare quello che secondo me non andava bene e cercato a tutti i costi di farlo capire all altro. La facoltà della separazione unità ad egoismo e infantilità purtroppo portano a questo. MI chiedo con angoscia se sto illudendo anche i miei figli. Questo timore mi porterebbe a decidere e scegliere la separazione. Scusate se non stata molto chiara ma l emozione prende il sopravvento.

  3. barbara Scrive:

    Sono in una situazione un po brutta e vorrei un consiglio dove posso scrivere?

  4. Redazione (Maria) Scrive:

    @Barbara: se vuoi parlare con me (Maria) puoi scrivere a vivalamamma@mediaset.it. Se invece vuoi condividere il tuo problema con tutti, scrivi nel post: l’angolo dello sfogo!

  5. Pietro Scrive:

    Sono un padre separato da 6 mesi.
    42 anni.
    Ho due figli di 9 e 11 anni.
    Affido congiunto.
    Sensi colpa altissimi, nei confronti dei figli ma anche della ex-moglie.

    Il matrimonio era stanco, ci volevamo bene, tanto, ma eravamo arrivati a un punto fermo.
    Niente sesso. Niente condivisioni emotive.
    Mi sentivo fermo, come in attesa della vecchiaia.
    Non ci sono mai stati litigi violenti.
    Ho cercato di reagire all’interno della coppia, proponendo momenti di condivisione, ma non ho avuto riscontri.
    Forse ho sbagliato a non pensare ad un aiuto esterno… chissà…
    Ed è capitato: mi sono innamorato di un’altra.
    Un amore devastante, fortissimo, mai provato prima.
    Non riuscivo più a guardare mia moglie negli occhi.
    Sensi di colpa.
    Volevo fare qualcosa, ma non riuscivo a confessare e nemmemo a rinunciare
    a quell’amore che mi stava dando emozioni mai provate.
    Riuscivo a comunicare emozioni con una persona, cosa che con mia moglie, per nostra incapacità,
    non siamo mai riusciti a fare.
    Così ho fatto in modo di essere scoperto.
    Sono faticosamente uscito di casa.
    Il momento più duro? dirlo ai figli, in questo siamo stati bravi, si. Grazie all’aiuto di professionisti.
    Sto facendo psicanalisi, sarà in lavoro lungo.
    Sto conoscendo meglio me stesso.
    Vivo da solo.
    La storia che ha dato origine al tutto continua. Fra alti e bassi.
    Ho paura del futuro.
    Ho paura di non essere in grado di gestire i figli e di dare loro qualcosa.
    Ho paura della solitudine affettiva.
    Ho paura di non aver fatto la scelta giusta.
    Ci sono momenti di quasi serenità, ma sono pochi.
    Vedo la mia ex-moglie che soffre, anche se, come abbiamo sempre fatto, non se ne parla.
    Soliti sensi di colpa.
    Puntualmente cado nell’immobilismo, poi qualcosa mi fa tremare e riesco un po’ a riemergere, ad essere me stesso.
    La testa è in un continuo rimuginare. Energie che se ne vanno.

    Chiaramente stanno emergendo problemi caratteriali rimasti sotto terra per anni.
    Ansia e insicurezza in primis.

    Difficile mettere in pratica i consigli.
    Devo rendermi conto che la sofferenza è inevitabile e affrontarla,
    per passarci attraverso, non vederla come un muro.
    Devo convertire i sensi di colpa, in responsabilità delle scelte fatte.
    Devo pensare ad essere io, non ad essere ciò che gli altri si aspettano da me.
    Non devo temere il giudizio degli altri, curare cioè la mia insicurezza.
    Pensare ai problemi che delle opportunità.
    E non stare fermo a rimuginare, ma andare avanti.

    Oggi va così, domani magari meglio….

  6. Redazione (Maria) Scrive:

    @Pietro, il tuo commento mi ha commossa. Mi ha lasciato senza parole…

  7. CriCri Scrive:

    @Pietro: mi dispiace per la tua situazione, presumo sia durissima. Ma cosa ti fa davvero paura?
    Il fatto di rimanere solo? Voglio dire ora stai provando delle sensazioni nuove, fortissime magari molto piacevoli, ma hai paura che possano terminare e quindi di essere di nuovo solo? Oppure hai paura di aver mandato a monte una situazione che seppur già compromessa ti dava forse una parvenza di sicurezza. Oppure hai paura della reazione che potrebbero avere i tuoi figli alla fine del percorso? Scusa la raffica di domande ma tra le righe ho letto una sofferenza che forse e dico forse non è ancora canalizzata. Fai bene a farti aiutare, vedrai alla fine troverai un equilibrio x te e per i tuoi figli. Non sentirti in colpa, capita…capita spesso,…non curarti di ciò che dice la gente…tanto ha sempre motivo x parlare, anzi sparlare. Concordo con te sull’andare avanti. Bisogna farlo. Se vuoi puoi sfogarti qui. Coraggio.

  8. SilviaFede Scrive:

    @Pietro: hai aperto il tuo cuore e ci hai esposto i tuoi pensieri con una sensibilita’ unica….ti auguro ogni bene e spero che tutti i tuoi “vorreo” espressi a fine commento si realizzino piano piano….in bocca al lupo, magaris scrivesse piu’ gente “sincera” com te , mi hai davvero colpito

  9. anna Scrive:

    sembra un disco che suona continuamente ..l’ultima moda propinata dalla nostra società… siccome si è arrivati a svilire tutto… rapporti umani, responsabilità…. il nostro io e la sua supremazia su tutto e tutti, ( perché ovviamente NOI dobbiamo stare bene, NOI dobbiamo essere felici) allora per attutire i nostri sensi di colpa ci viene raccontata la favoletta che se gestita bene, la separazione puònon creare danni ai nostri figli ….dottoressa, le posso fare una domanda? Lei é separata ed ha figli? Se si, i suoi figli sono felici di vivere questo? E per favore non risponda dicendomi che é meglio una separazione rispetto ad una guerra in casa… perché questi sono i due estremi… esiste anche altro… la volontà di rimettersi in discussione… ma questo ahimè costa troppa fatica, è più facile lasciare e dedicarsi a se, ed anestetizzare la sofferenza per il dolore procurato ai figli con il classico protocollo da manualetto standardizzato che ormai viene propinato.

  10. SilviaFede Scrive:

    @anna: leggo dolore nelle tue parole per cui immagino avrai vissuto una situazione difficile in prima persona…e di questo mi dispiace molto.
    Pero’ per esperienza indiretta, amici e parenti, ho visto separazioni di molti tipi…innanzitutto maturate dopo vari tentativi di rimettere insieme i cocci, e di provare a tenere unita la famiglai e dopo altrettanti fallimenti non per mancanza di volonta’ ma per distanze incolmabili nella coppia.
    Anche io credo che i figli ne risentano, sarei sciocca a dire il contrario, e’ normale per ogni figlio desiderare i genitori uniti e una famiglia serena, ma a volte non e’ possibile dargliela e quindi si deve usare la testa , farsi aiutare e fare tutto cio’ che e’ possibile per limitare i danni.
    Questo e’ possibile se entrambi i genitori riescono a mettere da parte loro stessi ed i propri rancori ….a volte non e’ facile specie all’inizio, siamo umani e una ferita non si supera in un attimo, pero’ per il bene dei figli si puo’ lavorare in questo senso.
    Non credo sia una moda quella di separarsi, piuttosto una rivendicazione….tutti abbiamo diritto a ricercare la felicita’ personale, questo non e’ un peccato, lo scopo della vita e’ essere felici , per cui non mi sento di giudicare chi decide di cambiare strada e ricominciare , a qualsiasi eta’….e’ vero si hanno delle responsabilita’verso i figli, ma non sono l’unica ragione di vita, prima di tutto siamo persone e meritiamo di essere felici e non dobbiamo dimenticarlo mai

  11. Ba78 Scrive:

    @anna: lei è separata, suppongo, ed ha ancora molto rancore, evidente dalla sue parole…….ma se così non fosse, mi scuso sin d’ora per averlo supposto.
    Riguardo alla sua esternazione, mi permetta di contraddirla, in quanto credo fortemente e fermamente, che nessuno lasci il/la proprio/a compagna/o di vita a cuor leggero, attutendo i sensi di colpa in ragione e funzione di un benessere personale da raggiungere, perché le assicuro che nella maggior parte dei casi non è così!!!
    “il classico protocollo da manualetto standardizzato che ormai viene propinato” altro non è che una ricerca di “civiltà” da entrambe le parti per se stessi e per le creature, che colpe non hanno!!!
    e mi dia il permesso di aggiungere anche che molte volte noi “donne” perdiamo di vista la civiltà, il rispetto per noi stesse, per i propri figli ed il rispetto per gli ex mariti, quando ci rendiamo conto che da un punto di vista economico non siamo state egregiamente soddisfatte!!! o risarcite!!!! di che poi????!!!!

  12. anna Scrive:

    Il lato economico credo sia l’ultimo dei pensieri, almeno per me, rancore verso l’ex, neanche …pena e delusione sicuramente. Il manualetto non rende più civili, detta semplicemente un protocollo che allevia i sensi di colpa. ..per quanto concerne invece la ricerca spasmodica della felicità personale. …che dire basta guardarsi intorno …la nostra società ne è lo specchio. Nella ricerca della nostra felicità perdiamo di vista tutto il resto.
    Dottoressa, non ha risposto alla mia domanda.

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