Separazione, figli ed ex, come gestire il tutto?

I figli di genitori divorziati hanno problemi a scuola, spesso soffrono di ansia, tristezza e hanno bassa autostima. A dirlo è uno studio pubblicato dalla American Sociological Reviewche.
Non solo, a loro avviso, questi problemi pur migliorando nel tempo, non sono destinati a scomparire del tutto. “I bambini rimangono comunque più indietro rispetto ai figli di famiglie intatte”.

Sarà vero? Chiediamo il parere alla nostra Psicologa-amica, la dottoressa Francesca Santarelli.

Dottoressa, in caso di separazione, cosa possono fare i genitori per alleggerire o quantomeno ridurre l’impatto di questa situazione sui figli?

Partiamo da una premessa che per me risulta essere fondamentale: non è la separazione in sé che costituisce l’elemento traumatico per i bambini, né è la causa principale che favorisce tutte quelle conseguenze che spesso vengono descritte, raccontate e attribuite alla separazione stessa, ma è il COME si vive questa fase delicata di “cambiamento”, come si gestisce a livello emotivo, che significato gli diamo, come coinvolgiamo, facciamo vivere e spieghiamo ai nostri figli quello che sta accadendo e perché….

Molte coppie, senza volerlo, usano spesso l’alibi dei figli per non avere il coraggio di dire “basta” a qualcosa che non esiste più, per non avere la forza di ammettere a se stessi che è finito il desiderio di voler condividere ancora la propria vita con il partner… E allora, si sentono spesso frasi del tipo: “ Non mi separo per i figli, sono troppo piccoli, non voglio causare loro tanta sofferenza, ecc…”, quando in realtà, dietro queste frasi, si cela spesso la frustrazione della “fine” di un progetto, di una sorta di “fallimento” e il timore di sentire in realtà sulla propria pelle, tutta quella sofferenza….

Mi piacerebbe invece, offrire una visione alternativa della questione “separazione” e poter aiutare i genitori a valutare la cosa da altri punti di vista, sicuramente piu costruttivi. Innanzitutto chiediamoci: “Qual è il bene del bambino? Siamo proprio sicuri che il suo bene sia quello di offrirgli un esempio di coppia e di amore, non basato piu sul sentimento autentico, ma sull’obbligo di stare ancora insieme? È questo che vorremmo per lui un giorno?” 

Da un punto di vista psicologico posso garantire  che è meglio stare a contatto con un solo genitore alla volta, purchè stabile e sereno, che vedere mamma e papà farsi la guerra o non rispettarsi e amarsi sinceramente! I bambini avvertono “la corrente emotiva” che passa tra i genitori, al di là delle parole che usano o della sforzo che magari fanno per non litigare davanti a lui.

Vedere che gli adulti dicono basta alle sofferenze che vivono in coppia, o che uno dei due decide di mettere fine a un rapporto senza piu amore, è un messaggio positivo, che infonde fiducia e li aiuta a vivere meno nell’illusione del “stare insieme a tutti i costi e per sempre!”

Importante dunque evitare di riversare sui figli i propri malumori e di responsabilizzarli in modo eccessivo, evitando di coinvolgerli in prima persona o demolire l’immagine dell’altro in modo piu o meno subdolo. Evitare di usarli come “spie” o “contenitori” della propria rabbia o tristezza causata dalla rottura e rassicurarli sempre che loro non ne sono responsabili e che non cambierà nulla nel rapporto individuale con entrambe. È importante infatti, dare ai figli anche l’immagine che i genitori sono in primis un uomo e una donna e che non sono unicamente al loro servizio.

 La separazione in realtà, puo essere un evento che da traumatico puo diventare un’occasione di trasformazione, di crescita e di forza per un bambino, rafforzandone anche l’autonomia e l’indipendenza.

E’ giusto informare subito i figli dei problemi che ci sono in famiglia? Oppure è meglio non condividerli fino a che i genitori non abbiano preso una decisione?

Sarebbe bene che i figli, fin da quando nascono, vengano educati al concetto che i genitori, ancor prima di ricoprire questo ruolo, sono un coppia, un uomo e una donna nella loro individualità e in quanto tale, hanno un loro spazio personale e intimo, in cui i figli non dovrebbero entrare nello specifico, specialmente dinanzi alle difficoltà.

Spesso, per evitare sofferenze invece, i genitori prendono tempo, dicono bugie, recitano la parte del “va tutto bene” e della coppia felice, ma è una strategia inutile o che comunque puo funzionare per un tempo limitato.

I bambini hanno certo diritto di sapere, hanno bisogno di comprendere e dare senso a ciò che gia percepiscono nell’aria, soprattutto se sono evidenti dei cambiamenti nella routine familiare (mamma e papà non dormono piu insieme, non si rivolgono piu la parola, ecc). In questi casi, anche se la decisione non è stata presa in modo definitivo, occorre confermare ai bambini che ci sono dei problemi e del perche ci si sta comportando in quel modo, ma stando attenti a dare la stessa versione dei fatti e senza responsabilizzare ne mamma ne papà. È importante che i due genitori si comportino allo stesso modo nei confronti del bambino, soprattutto  che siano d’accordo sul cosa dire. Se poi si è arrivati alla decisione finale, sarebbe opportuno comunicargliela insieme.

Ricordatevi: dal punto di vista dei figli, una separazione è serena, se i due genitori sono “sereni” nella scelta e nella gestione pratica ed emotiva che ne consegue.

La regola base è quella di evitare di coinvolgerli troppo, soprattutto dandogli eccessive spiegazioni e personali “punti di vista” sulle problematiche che ci sono all’interno della coppia e usare sempre poche e semplici parole.

Andando sul personale, c’è una cara lettrice del blog, Atena, che non ama più il su compagno, non lo desidera neppure come amante e ciononostante ha paura a lasciarlo per non far del male a lui e a tutta la famiglia. Ma è giusto sacrificare sé stessi fino a questo punto? Alla fine l’infelicità di una mamma non contagia ugualmente il resto della famiglia?

Mi riallaccio a quanto dicevo nella prima risposta, spesso, senza rendersene conto, ci si preoccupa di non far soffrire “i co-protagonisti” della vicenda per una sorta di “proiezione” personale, ossia ci si preoccupa per gli altri per non pensare troppo alle paure, alle emozioni, ai dubbi e al significato che, a livello inconscio, la situazione ci attiva in noi…

Non sono certo io a dire se è giusto o no sacrificare se stessi per la felicità altrui, perche credo che ci sono persone dedite ad una forma di “vittimismo” o “martirio” che serve loro per stare meglio rispetto alla possibilità affrontare la fine di una relazione. Ma posso certo dire che se invece, la persona in questione soffre realmente e profondamente nello stare insieme ad un partner che non ama piu, è certo che inevitabilmente, la sua infelicità non riguarda piu solo se stessa, ma rischia di essere contagiosa soprattutto per un bambino, che a differenza dell’adulto, non puo scegliere se andarsene o restare, ma non ha scelta, deve “subire” lui, la scelta fatta dagli adulti e il clima emotivo che ne deriva. Genitori che vivono una situazione simile dovrebbero ben riflettere su quanto detto prima e fare una scelta su cosa proteggere in primis? Il partner che non si ama piu? La sua famiglia? Se stessi? Il proprio bimbo? Senza però,  nascondersi dietro “bugie” solo per paura: i figli soffrono il doppio nel sentire che uno dei due genitori  (o entrambi) non si amano piu e stanno insieme per motivi a lui incomprensibili…
I Figli, hanno bisogno di coerenza e sincerità! Ricordiamoci che tutto ciò che facciamo nella nostra vita privata, comprese queste scelte, saranno per lui un insegnamento e un esempio che un domani potrà riversarsi nella sua vita di coppia adulta.

C’è poi un nostro amico, Matthew, che è un papà eccezionale, separato da tempo. Lui ha posto dei quesiti molto interessanti.
Del tipo: due genitori separati come devono gestire il proprio rapporto in presenza dei figli? Se litigano i bimbi soffrono, se non litigano e sembra tutto normale è possibile che si illudano, che pensino ad un ritorno insieme della famiglia. E allora come si può mantenere un rapporto civile senza far nutrire false speranze ai figli?

E infine in presenza di affido congiunto i bambini restano alcuni giorni con il papà e altri con la mamma. C’è il rischio di disorientarli in questo modo, di farli sentire un po’ “nomadi”?

Dopo una separazione, sarebbe opportuno tenere a mente che, anche se siamo usciti dal rapporto di coppia, saremo invece sempre uniti in quanto genitori e come tali, ci si dovrebbe attenere alle stesse regole che valgono per genitori che vivono sotto lo stesso tetto: mai litigare con toni aspri, giudicanti, umilianti davanti ai figli, in caso di disaccordo dire “mamma e papà ne parleranno tra loro e poi vediamo”, piuttosto cha attaccare o demolire l immagine dell’altro davanti gli occhi di un figlio.

Un rapporto civile si basa sul  rispetto per l’altra persona, anche se non si ama piu e cercando di avere una linea comune e condivisa almeno come genitori, evitando di usare “l’alibi del figlio” per continuare ad attaccarsi, vendicarsi e scaricare la propria rabbia verso l’altro. La mia esperienza mi conferma che, coppie che sono arrivate in modo univoco e consapevole alla decisione della separazione e che hanno elaborato “il fallimento”, la fine e la sconfitta, non fanno fatica a mantenere rapporto civili come genitori.
Credo inoltre che la chiarezza e la fermezza di quello che abbiamo deciso e che continuiamo a vivere, sia l unico elemento che possa aiutare i figli a non crearsi false aspettative. Anche se nel suo piccolo, il bambino puo fraintendere per esempio che una comunicazione serena tra mamma e papà, o un’uscita per una pizza tutti insieme senza litigare, possa essere la ripresa di qualcosa, sarà l’atteggiamento coerente e le parole dei genitori, a chiarire i suoi dubbi e a non mandarlo in confusione.

L’affido congiunto ha parere controversi e crea confusione in molti di noi.

Quello che posso dire è che se viviamo in primis noi genitori uno stato emotivo e mentale da “nomade” o facciamo percepire questa preoccupazione/sensazione ai nostri figli, sarà piu facile che vivano di riflesso anche loro le stesse percezioni e vissuti.

Anche in questo caso, non è tanto la situazione che crea disorientamento o disagio al bambino, ma il modo in cui noi adulti glielo facciamo vivere e lo viviamo con noi stessi. Se il figlio sente che noi stiamo bene,siamo sereni e non siamo preoccupati a riguardo né soprattutto contrari, per lui non sarà il “trauma” che ci immaginiamo…

Consiglio di dare ai vostri figli ordine e stabilità. È importante ad esempio che alcune azioni quotidiane (pasti, nanna, compiti) vengano gestiti in egual modo dai due genitori anche se avverranno in case separate. Alcuni gesti e abitudini che esistevano prima della separazione, è importante che vengano mantenuti da entrambi anche dopo, perche la routine, anche se per giorni alterni e in luoghi diversi, tranquillizza l’ansia del cambiamento che ogni figlio vive.

Grazie mille dottoressa Francesca Santarelli. Grazie per questi preziosi consigli.

Mamme e papà avete qualcosa da aggiungere, da chiedere oppure volete maggiori approfondimenti in merito a qualche particolare aspetto degli argomenti affrontati?
La parola passa a voi…

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190 risposte a “Separazione, figli ed ex, come gestire il tutto?

  1. Buongiorno…
    Io, vorrei chiedere un vostro parere. Sono mamma di due figli 26 e 20 anni. Il più grande ha una bimba di un anno e mezzo dunque sono già nonna a 47 ! Niente di che fin qui. Mi sono separata dal secondo marito, mai accettato dai miei figli che alla fine a ceduto e mi ha chiesto di scegliere tra lui e i miei figli… Certo, non ho pensato tanto… Allora ho capito che non c’era amore tra di noi! Ho deciso di trovare un uomo che abbia già figli, magari così è sulla stessa onda con me, che può capire la mia situazione…
    Trovato! Papà di tre figli! Ok, va bene così… Grandi tutti i tre. Separato, da 17anni non divorziato perché questo le impedirebbe prendere la particola in chiesa e lui è cattolico praticante(me l’ha detto lui).In tutti questi mesi da quando ci frequentiamo non ho mai conosciuto i suoi figli, lui invece i miei sì… Un incontro casuale ma che i miei figli hanno capito del nostro legame.
    Siccome i figli del mio uomo vivono fuori città quando tornano a casa della loro madre mio lui è sempre presente a casa della ex dicendo che per la serenità dei suoi figli lui deve esserci… Sono venuta a sapere che se lui invita a casa sua i suoi figli (anche se uno alla volta perché non sono sempre tutti i tre) deve essere anche la mamma! Che la sua ex compagna a accettato questa situazione e andava tutto bene perché lei era presente sia nella casa della ex moglie che a casa sua. Addirittura che la ex compagna prestava a lui la macchina per poter fare dei viaggi (sempre per i figli) dove c’era anche la ex moglie. Io, non mi ci vedo ad essere accanto a lui nella casa della ex moglie o casa sua con la madre dei suoi figli accanto!!!! Io, e il papà dei miei figli non ci sentiamo neanche oltre il fatto che ci separano mille kilometri… Cosa devo fare? Io, amo questo uomo ma questa situazione mi supera… Preciso, che non conviviamo ma con questa situazione non credo che succederà mai!!! Se io un fine settimana vado di lui, se arrivano i suoi figli aggiungendo anche la madre cosa succederà? Devo chiamare anche i miei figli… Forse anche mio ex? Esagero… Scusatemi, mi sembra una follia sapete perché? Perché lui pensa che io possa accettare tutto ciò come la sua ex compagna(non ha figli e secondo me aveva dei interessi ad accettare tutto!)…Aiuto! Non voglio perderlo ma neanche fare cose che non mi piacciono, che non stanno nella mia testa! Sono ottusa? Ho provato parlare con lui che ogni volta mi dice che l’ultima donna di cui dovrei essere gelosa e la sua ex, che fa tutto per i figli e che la sua ex compagna ha accettato tutto e non vede perché io non possa fare la stessa cosa! Dove sbaglio? Come devo fare? Grazie

  2. Credo che questi articoli siano molto pericolosi in quanto pieni di falsità, superficialità e un profondo maschilismo. La visione “romantica delle coppia” non è necessariamente la visione corretta. Nella storia dell’umanità il romanticismo è solo un punto piccolissimo nella storia e non ha portato alla felicità promessa, tutt’altro. non può quest’ideologia giustificare il profondo individualismo che sta portando alla distruzione della nostra civiltà. Il romanticismo si basa sull’idea che il matrimonio sia un continuo di lunghe passeggiate al tramonto, mentre il matrimonio è fatica, impegno rinuncia, serietà, anche si forzarsi di andare d’accordo. L’idea che qualsiasi impegno preso possa essere rotto casualmente sulla base di non sento più la terra che trema quando vedo mia moglie/mio marito è una mentalità stupida, egoista, individualista e superficiale. L’amore vero è una scelta. Non si subisce come si subisce un sentimento, un attrazione, se si è preso un impegno non si può cestinare. Anche in una visione atea del matrimonio.

    • Quindi devo subire violenze psicologiche, fisiche e maltrattamenti dal padre di mio figlio solo perché il mio bambino si sente bene a giocare con il padre?? Per carità… Ho provato di tutto, ho cercato nei migliori mezzi possibili di non arrivare allo stremo (anche perché i miei genitori sono evangelisti, contro il divorzio in assoluto) ma non ce la faccio più…!!! Ogni giorno è un incubo, ogni volta che li chiedo qualcosa mi risponde malissimo, mi sgrida quando il mio stipendio non esce nel giorno giusto, e quando succede qualcosa di brutto al suo lavoro mi arriva a casa buttando i piatti su muro…!! Poi il peggio di tutto, credetemi, è che forse lo sopporterei tutto questo, se lui non avesse dei giorni di totale indifferenza con me del tipo: Certe volte, arriva a casa, manco un buona sera, guarda il telefono anche quando lo chiamo a cena e smette solo quando si addormenta su divano. Credetemi, senza neanche rivolgermi una parola. Questo per me mi fa talmente male che a volte piango del dolore. Si è vero, la bibbia dice “l’amore tutto sopporta, tutto soffre.” (1Corinzi 13:7) però non posso permettermi di vivere il resto della mia vita edvinvecchiare con una persona che per me non prova nessun rispetto. Ma Dio mi perdonerà. Io creddo solo a lui.

    • Credo che questo sia uno dei punti di vista che ci può essere ma credo anche che dipenda molto da come si vive all’interno di una coppia. Se l’altro non si occupa minimamente della propria famiglia ed è partecipe solo ed esclusivamente a livello economico io penso che non si tratta più nemmeno di impegno se non di colui/colei che gli impegni di tutta una famiglia se li sente addosso da solo da anni.
      Assicuro che essere da soli in tutto e per tutto non è facile e dopo un pò è snervante chiedere la presenza anche di due ore a settimana per la moglie e i figli.
      Secondo il mio punto di vista fare famiglia vuol dire dedicare, anche se poco, del tempo ad essa.
      Non si tratta di “farafalle nello stomaco” come peri ragazzini, ma di una scelta consapevole del fatto che non basta sposarsi e fare figli per dire che si ha famiglia. Un impegno preso è giusto e sacrosanto rispettarlo ma non in qualunque caso, quando non c’è la voglia distare insieme alla tua famiglia tutto svanisce: affetto, amore, condivisione, e tutto il resto.
      Quindi non generalizziamo, ma andiamo a fondo del perchè si prendono decisioni cosi drastiche. Ai figli non bisogna insegnare ne a prendere decisioni alla leggera solo mancanza di “farfalle nello stomaco” ma nemmeno ad essere martiri della coppia…

  3. misono separata dopo 23 anni di convivenza e una figlia di 17 anni che nn accetta o non vuole accettare la mia decisione. me ne sono andata dopo lunghi 5 anni di insulti, tradimenti . lei per ripicca sta con il padre e nn vuole accettare di venire da me , mangiare , pero io le lavo stiro , spesa, taxi dove la porto a scuola , cavallo ripetizioni.
    AIUTO COME MI DEVO COMPORTARE. ? SONO DISPERATA XCHE LEI ASPETTA CHE IO RITORNI SUI MIOEI PASSI che nn faro mai. grazie

    • Lascia stare con suo padre e ti staccati del tutto! Niente servizi! Niente telefonate, niente preoccupazioni. Io, ho fatto mille km per allontanarmi da un marito violento non solo con me ma anche con i miei figli… Dopo 16 anni si è fatto sentire e sai cos’è successo? Il più grande mi ha girato le spalle dicendo che suo padre ha bisogno del suo aiuto e in più cerca di fare la stessa cosa anche con la sua sorellina… Mi sono sentita dire che non ho fatto niente, che ho fatto solo il mio dovere… Credimi, speravo di aver dato valori e non solo ai miei figli che oggi si sono dimostrati degli egoisti!!! Lasciala crescere, diventerà mamma e prega che non gli succeda quello che è successo a te… Guarda avanti, la tua vita! Unica vita che abbiamo anche se fa schifo! Scusami… Ti auguro il meglio

  4. Buongiorno ringrazio per i preziosi consigli
    La mia situazione e che sono fuori di casa da circa 6 mesi sono sposato dal 96 e ho tre figli due gemelle di 10 anni e un figlio di 18 anni
    Adesso vivo in una casa a un km dalla mia famiglia e sono uscito di casa dopo anni di tentativi nel ricercare invano soluzioni con mia moglie anche attraverso aiuti di psicologi
    Oggi sono in una situazione dove mia moglie non ha ancora assorbito questo fallimento della coppia è ancora nella speranza che io ci ripensi come anche i miei figli
    Le due gemelle sono riuscito a portarle nella nuova casa e a condividere del tempo con loro e cerco di essere più presente possibile in modo da rassicurarle che il papà c’è e ci sarà sempre (anche se sono restie a fermarsi dormire a casa mia ) è chiaro che per loro e come accettare e rendere definitiva la situazione attuale di separazione e quindi non vogliono fare questo passo )
    Dall’altra ho il problema con mio figlio che da quando me ne sono andato non è mai voluto venire nella nuova casa e ha smesso di condividere del tempo libero con me ( prima veniva in mountain bike) pur con molti inviti non è più venuto
    Io con lui ho cercato di mantenere le solite abitudini ogni mattina lo accompagno a scuola ho provato a parlargli due volte e a spiegargli tutti i miei tentativi fatti con la mamma e che non era giusto andare avanti così
    Ho cercato di comunicargli che comprendo il suo stato d’animo ma ho cercato di spronarlo che non è giusto che lui presempio rifiuti categoricamente il fatto di venire nella nuova casa di non legarsi al luogo ma di dare importanza al rapporto con suo papà ma purtroppo forse è tutto troppo fresco perché sono tutti ancora nella speranza che il papà torni in maniera particolare mia moglie
    Quindi mi chiedo se sto sbagliando qualcosa ? Ho Bisogno veramente di un consiglio per sapere quale potrebbe essere l’atteggiamento più sano da adottare
    Grazie

  5. Salve.ho una storia da quasi quattro anni.vi racconto prima la storia del mio compagno.a convissuto per11 anni con una donna.al ultimo anno lui aveva un amante.La sua donna e rimasta incinta ma lui continuava ad avere una doppia vita.dopo qualche mese che è nata la sua figlia lui a deciso di raccontare la verità alla sua compagna. Che a un altra storia e che è innamorato di un altra donna.lei e impazzita è lui la lascia e va a vivere con l altra.dopo 5 anni si separa e conosce me.al inizio eravamo solo amici e mi raccontava che si è appena lasciato e che li manca la sua fidanzata etc….dopo mesi di corteggiamento ho ceduto e ci siamo messi insieme. Al inizio giocavo ma poi mi sono innamorata davvero. Dopo un po di mesi di convivenza ho scoperto che lui stava con me e andava nello stesso tempo anche con la sua ex.ho fatto le valigie e sono andata via di casa.nessuno non sapeva dove sono apparte mia sorella. Lui lo ha supplicata in ginocchio e mi ha trovato. Mi si è messo in ginocchio e mi diceva che solo dopo che mi ha perso si è reso conto quanto mi ama.piangeva e mi diceva che non vogle vivere senza di me.lo amavo troppo e sono tornata.un giorno abbiamo litigato e io sono di nuovo andata via .quando abbiamo fatto pace ho scoperto che mi ha tradito con la sua ex.mi ha detto che voleva dimenticarmi e che io ero andata via e che non era un vero tradimento. ..va be. …di nuovo per tanto amore abbiamo ripreso da capo.eravamo sempre più innamorati.mi ha chiesto di sposarlo.e per la prima volta nella mia vita ho detto di si.mi ha detto che voleva dei figli con me e che sono la donna della sua vita.andiamo avanti e divento amica con sua figlia che più passa il tempo più stravede per me.scrive dapertutto che mi ama…mi coccola quando ci vediamo e mi lascia dei disegni con me lei nel mezzo e suo papà. Praticamente quando ci sono mi soffoca.mi sta attaccata.piacio molto anche alla mamma della bambina che mi invita sempre a casa sua.lei sta con un altro uomo e hanno un altra figlia.e una donna in gamba e una bravissima madre.arriviamo al mio problema.Mio compagno a un buon rapporto con la mamma della sua bambina per il bene della loro figlia e fin qui tutto normale.ansi ottimo.ma che si sentono al telefono per ogni piccola cosa che riguarda la bambina,che ogni sera devono raccontarsi per mezzo ora quello che la loro figlia ha fatto,che ogni cosa che lei a bisogno lui lo fa,che vanno sempre insieme per ogni piccola cosa anche una banale ricetta. Tutto questo lo posso anche capire.ma che di domenica vanno tutti insieme in ospedale della mamma del mio compagno mi sembra troppo.Ho perso la pazienza e li ho detto che ha passato i limiti e lui mi ha risposto che ho bisogno di un psicologo è che io devo per forza accettare la sua ex peche non è una minaccia per me.ditemi per favore come mi devo comportare? Ho davvero bisogno di aiuto.questa situazione mi spezza il cuore. Io non potrò mai essere amica della sua ex.e sempre una ex….poi il suo modo di fare con lui mi manda fuori di testa.una domenica lui a chiuso il telefono per stare un po in relax.dopo lei era incazzata nera e li urlava perché aveva spento il telefono e lui non diceva niente.più tante altre cose.aiutatemi.cosa devo fare?

  6. Buongiorno sono separata da 5 anni Ho cercato con tutta me stessa di mantenere contatti con il mio ex.CI siamo anche rivisti due anni fa ma dopo qualche incontro lui ha deciso che non se la sentiva di riprovare .
    Ora lui ha una compagna molto più giovane di me.Io sto impazzendo per gelosia…non riesco a non pensare a lui….a loro….

    • Ho 40 anni mi sono separata per la seconda volta 10 giorni fa…sto veramente male sopratutto pensare che mio figlio non avra’ piu’ una famiglia unità e serena….

  7. Io vivo una situazione paradossale. Siamo separati da un anno. la decisione è stata presa dalla mia ex moglie in realtà solo conviventi. Bene..dopo un anno ogni secondo libero lo passiamo tutti assieme compreso la figlia di 8 anni. Giochiamo ridiamo scherziamo mangiamo assieme fuori programmiamo vacanze ecc.. Insomma..io sono quello ancora innamorato ma lei a suo tempo mi disse di non esserlo più. So che la mia ex ha instaurato una relazionr difficile con un uomo sposato che chiaramente non si sa se lascerà mai la moglie. Ora io mi chiedo… è normale comportarsi così? Oppure dovrei dire basta… ognuno per la sua vita??? E nostra figlia non sarà confusa?? Il problema è che io vorrei dire tutte wueste cose alla mia ex…O si riprova o addio ma poi alla fine non riesco mai. Sto bene quando siamo assieme ma è chiaro che mi creo aspettative perché la amo. non so che fare. aiutooo

  8. Salve io vorrei chiedere un parere. I miei cognati si sono separati gia da diversi mesi, mio nipote ha 8 anni. Ognuno di loro sta andando avanti con la propria vita. Qualche giorno fa guardando la foto mia e di mio marito ha avuto una crisi di pianto mia cognata ha visto bene di dirgli che anche noi ci stavamo per lasciare 6 anni prima. Ora apparte il mio parere negativo nei confronti del comportamento assurdo di mia cognata, considerando che anche io ho un bambino e che il cugino gli ha raccontato questa storia mandando mio figlio in crisi tanto da dover chiedere conferme ad entrambi i suoi genitori, ma la mia domanda è quali sono i danni che arreca mia cognata a mio nipote raccontandogli queste cose tra l altro non vere al fine di alleggerire il dolore del figlio con il dolore che potrebbe patire il mio???
    Grazie

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