Dimmi che penna scegli e ti dirò chi sei

“La grafologia è la chiave di lettura dell’animo umano”, scrive Candida Livatino nel suo quarto libro “Dagli scarabocchi alla firma”.
Scrivere una frase su un quaderno, fare degli scarabocchi sul foglio o mettere la firma su un documento svela davvero chi c’è dietro ad una penna.
Sembra incredibile, ma tutto influisce ad esprimere uno stato d’animo, anche il tipo di penna che si sceglie oppure il colore dell’inchiostro.

Vi faccio una domanda: immaginatevi di essere in una cartoleria, di fronte a una parata di strumenti per scrivere. Quali scegliereste tra penna a sfera, pennarello a punta larga, pennarello a punta fine, stilografica e matita? Continua a leggere

Auguri papà per la tua festa!

Auguri papà!

Auguri a te che hai sempre creduto in me e mi hai dato fiducia!

Auguri a te che a modo tuo, senza tante smancerie e con poche parole, mi hai fatto sempre sentire la tua vicinanza.

Auguri a te che hai sempre (o quasi) condiviso le mie scelte, anche quando non ti sembravano giuste.

Auguri a te che hai sempre delegato a mamma i NO da appiopparmi, perché tu, lo so, avresti fatto fatica a negarmi qualcosa. Continua a leggere

Super Hero, un libro scritto da un ragazzo per i ragazzi

Qualche giorno fa ho ricevuto un messaggio da parte di Aidan, ve la ricordate? E’ quella simpatica donna che ci mandava le foto dei lavoretti che faceva con suo figlio, delle cacce al tesoro che organizzava per il compleanno dei ragazzi. Insomma, un vulcano di iniziative, tanto che avevamo inaugurato “l’angolo delle idee” proprio per raccogliere tutti gli spunti in modo da poter a nostra volta organizzare e creare momenti speciali.

Il messaggio era il seguente: “Ciao Maria come stai? È tanto che non ci sentiamo… Ora i figli sono grandi ma continuo a organizzare escape room e cacce al tesoro. Di recente ne ho fatta una sulla Casa di Carta per il compleanno di mio figlio. Se c’è ancora la rubrica ti mando le foto! Volevo chiederti un favore però… Mio figlio Cristian di 11 anni ha pubblicato un libro per ragazzi. Si intitola “Super Hero” e parla di 5 bambini che diventano super eroi. La casa editrice Barkov (http://www.barkov.it/libro/superhero).
Potresti parlarne sul blog?”

Caspita!, ho pensato tra me e me, i miei figli (di 13 e 11 anni) fanno fatica a leggerne uno,  devo pregarli per leggere qualsiasi cosa, e invece c’è un loro coetaneo che ne pubblica uno!

Che meraviglia! Largo ai giovani pieni di entusiasmo, di iniziative di creatività e anche di capacità, perché per scrivere un libro a 11 anni ed avere una casa editrice pronta a pubblicarlo, vuol dire che c’è del talento.

Di cosa parla questo libro?  Di cinque bambini qualunque, cinque tizi a caso come li chiama Cristian De Maria, che nell’estate che precede l’ingresso alla scuola secondaria scoprono di poter realizzare questo sogno impossibile. Continua a leggere

La scelta della scuola media… peggio di un parto!

Questo blog è fermo da troppo tempo. Lo so. Mancanza di tempo, mi dico per giustificarmi.
Ma una mia amica, che è venuta a trovarmi per un caffè qualche giorno fa mi ha detto: “E’ una scusa, una banale scusa. Si fanno le cose a cui si tiene di più, si vedono (o si sentono in questo periodo di semi-clausura) le persone a cui si tiene di più. Salta tutto ciò che non è nella lista delle priorità”.

Non sono perfettamente d’accordo. Mi è capitato tante volte di avere delle piacevoli priorità che sono passate in secondo piano per sopraggiunte sfighe chiamate “doveri”.

Ma veniamo a noi, altrimenti divago troppo!

Cosa mi ha spinto a scrivere oggi? Un po’ la nostalgia. In questo blog ci sono tanti anni della mia vita, tanti racconti di esperienze vissute. E poi, visto che ho condiviso sempre tutto con voi, ho pensato di condividere anche l’ultima decisione partorita: L’ISCRIZIONE ALLA SCUOLA MEDIA DI LUCA.

Prima di cominciare vi chiedo: ma voi vi siete fatti mille domande, mille paturnie, mille open day per decidere a quale scuola primaria di secondo livello iscrivere vostro figlio? Continua a leggere

Le fragilità nei bambini dopo il lockdown. Ne parliamo con la psicoterapeuta Dora Siervo

“Metti la mascherina”, “Non toccare niente”, “Non abbracciare i compagni”, “Niente baci a nessuno”, “Disinfetta le mani”… Quante volte al giorno avete ripetuto queste frasi ai vostri figli in questo strano periodo di lockdown? E sono certa che ancora oggi continuate a ripeterle.
Per non parlare nelle centinaia di telegiornali e programmi di approfondimento che gli abbiamo fatto vedere e sorbire in questi lunghi mesi. “I contagiati sono saliti a X mila, i morti hanno superato quota X mila”.
Ma ci siamo mai chiesti cosa provano i bambini di fronte a queste restrizioni?

Ne parliamo con la psicoterapeuta dott.ssa Dora Siervo: Continua a leggere

La vita in un battito d’ali

Lunedì 30 marzo 2020

Quello appena trascorso è stato un weekend davvero triste.

Un weekend che mi ha portato a fare tante riflessioni profonde e a chiedermi “perché”. Perché accadono certe cose? Ma non ho ricevuto risposte, perché non ce ne sono.

Era sabato sera. Eravamo tutti e quattro spalmati sul divano a vedere la Tv.
Ad un certo punto sento vibrare il cellulare. Un messaggio WhatsApp: “Ragazze, non so se lo avete già saputo, ma con infinita tristezza vi dico che è venuta a mancare la maestra della materna dei nostri bimbi”.
Lo rileggo. Lo rileggo. Lo rileggo mille volte. E poi rispondo, nella vana speranza che si sia sbagliata: “Sicura che sia lei?” Continua a leggere

La didattica a distanza… Ma quale didattica? Solo distanza finora

E’ venerdì 27 marzo.
Credo che sia arrivato il momento di togliermi alcuni sassolini dalle scarpe: dopo quasi 5 settimane qui nel paese dove abito, alle porte di Milano, sul fronte scuola qualcosa si sta muovendo.

Lo dico a bassa voce perché si tratta ancora di rumors, di voci di corridoio, di annunci fatti tramite WhatsApp e ai quali entro settimana prossima dovrebbero far seguito le prime azioni concrete per andare avanti con il programma.

Fino ad oggi tutto il sistema scuola è stato gestito in maniera…
Anzi non è stato proprio gestito!
La maggior parte dei docenti è sparita, scomparsa, risucchiata dal vuoto cosmico.

Compiti, compiti, valangate di compiti assegnati senza nessuna spiegazione, nessun riscontro, nessun messaggio e soprattutto nessuna correzione. Solo tutorial e video trovati su YouTube.

QUESTA E’ LA DIDATTICA A DISTANZA?

Io credo di no. Penso che anche la Ministra Azzolina intendesse altro.
E vi assicuro che questo sentimento di amarezza, misto a sconforto e a rassegnazione non pervade solo me, ma la maggior parte dei genitori con i quali ho avuto modo di scambiare idee e opinioni. Continua a leggere

La quarantena forzata cosa ci ha tolto e cosa ci dato?

25 marzo.
La giornata è cominciata nel migliore dei modi. O quasi.

“Marco alzati, è tardi. Marco alzati. Per favore lo vuoi capire che non sei in vacanza? Marco, ma perché devo perdere la pazienza ogni santo giorno? Non voglio urlare come una matta già di prima mattina!”

Dopo 5 minuti.

“Ora bastaaaa!!!  Se non sollevi quelle terga da quel letto entro e non oltre 5 secondi, ti vengo a prendere io e penso che la tua giornata si tingerà di infinite tonalità che vanno dal grigio scuro al nero pece!”

Come volevasi dimostrare… con le buone si ottiene tutto. Con gli occhi ancora assonnati, Marco ci ha raggiunti in cucina dove eravamo tutti seduti intenti a fare la colazione.

Io: “Sapete che la mia amica Issima domenica scorsa ha fatto un gioco con i suoi figli? Ha posto loro la seguente domanda: “Cosa vi ha dato e cosa vi ha tolto il “Coronavirus”? (ovviamente inteso come periodo di quarantena forzata!)

Luca: “E cosa hanno risposto i figli?”

Io: “Non te lo dico, altrimenti ti influenzo con le loro risposte. Io voglio sapere cosa pensi tu. Cosa hanno risposto loro lo so già!”

Ci ha pensato veramente poco e ha subito detto: “Il coronavirus mi ha tolto lo sport. Mi ha tolto il calcio. Mi ha tolto la libertà di fare passeggiate, di correre, di giocare fuori. Mi ha tolto la possibilità di muovermi”. Continua a leggere

Ci credevamo quasi invincibili… e invece!

Quattro settimane. Sono ormai quattro settimane che siamo chiusi, o forse sarebbe meglio dire reclusi, in pochi metri quadri.
E se prima qualche passeggiata in tarda sera nel parco sotto casa ce la concedevamo, rispettando ovviamente tutte le disposizioni (non si tocca nulla, non ci si appoggia alle panchine…), giusto per fare qualche passo e sgranchire le gambe, ora abbiamo rinunciato anche a quella.

In casa. Giorno dopo giorno in casa.

L’unico contatto con il mondo esterno è la finestra. Ma anche affacciandosi ogni tanto, non si vede nessuno. Si sentono solo ambulanze in lontananza. E a volte neanche tanto in lontananza.

Incredibile, surreale, pazzesco, assurdo. Continua a leggere

L’urlatrice

Non è mia abitudine criticare o parlare male della gente. Ma stavolta ho veramente provato vergogna per lei: una mamma di un bambino di nove anni che gioca a calcio.
Giovedì sera, in via del tutto straordinaria, i bambini della squadra di calcio di Luca hanno partecipato ad un torneo.

Dopo aver lasciato i ragazzi, noi genitori siamo andati sugli spalti e subito abbiamo notato questa signora. Capelli biondi, voluminosi, ricci. No, non l’abbiamo notata per il suo charme, ma per la sua voce. Lei non parlava, LEI URLAVA.  E diciamo che dalla sua bocca non uscivano solo dolci parole, ma anche frasi di cui non andare fieri. Poi qualche parolaccia qua e là condiva il tutto e rendeva la serata ancora più gelida di quella che era.
Il tifo è bello quando incoraggia, quando dà forza, non quando svilisce.
La “signora” invece pensava di sostenere la sua squadra urlando frasi irripetibili contro gli avversari che purtroppo, in quel momento, erano i nostri figli: bambini di 9 anni. Continua a leggere