La balbuzie e tic correlati

E’ davvero con piacere che do il benvenuto su questo Blog alla dottoressa Dora Siervo, psicoterapeuta che si occupa di disagio psicologico e, in particolar modo, di tematiche inerenti alla psicosomatica.
La dott.ssa Dora Siervo, insieme alla dott.ssa Francesca Santarelli ci aiuteranno ad affrontare meglio e ad approfondire alcuni temi che per noi genitori, spesso, sono fonte di preoccupazione.
Oggi in particolare la dott. Siervo affronterà un tema caro e molti: la balbuzie e i tic correlati.
Ecco cosa ci dice in merito:

“La balbuzie è un disturbo del linguaggio caratterizzato dalla fluenza interrotta e da involontarie ripetizioni e prolungamenti di suoni, sillabe, parole o frasi, con frequenti pause o blocchi in cui la persona che balbetta non è in grado di esprimere verbalmente un pensiero o un concetto nonostante lo abbia già formulato mentalmente. La persona balbuziente si blocca mentre pronuncia una parola e generalmente riesce ad articolarla solo dopo diversi tentativi.

Alcuni bambini nella fascia compresa tra i due anni e mezzo e i cinque, talvolta presentano difficoltà di eloquio fluido. Fino ai sei anni però non si può diagnosticare la balbuzie poiché potrebbe trattarsi di una difficoltà transitoria fisiologica che trova poi risoluzione spontanea. Se invece persiste dopo i sei anni sarebbe bene effettuare una visita specialistica logopedica per poter diagnosticare il problema.

In studio è arrivata una mamma molto preoccupata poiché la figlia di 4 anni accompagna al blocco un movimento con le manine….la bimba in concomitanza al blocco fa scorrere le dita dalla fronte al capo, oppure sembra tenere il tempo; ho rassicurato la signora che questa gestualità serve alla bimba a scaricare la tensione proveniente dalla difficoltà nel far “uscire” la parola. Certo la bambina va monitorata nel tempo, facendo degli incontri saltuari per verificare se c’è regressione o evoluzione.
Nel soggetto balbuziente i tic sono un modo per poter scaricare la tensione derivata dalla difficoltà nel comunicare parole o frasi in modo fluido, inoltre, quando correlati alla balbuzie, potrebbero significare non solo aggressività repressa ma anche impulsività trattenuta che viene fuori attraverso tali movimenti involontari ripetuti.

Tipico dei pazienti disfluenti è la postura curva, che si associa ad ipertono muscolare toracico; il torace risulta così compresso e non vi è materialmente aria nei polmoni per una fluida articolazione delle parole. Spesso, tra l’altro, i balbuzienti riportano la sensazione di irrigidimento all’altezza delle corde vocali, come se avessero un sasso in gola. A livello fisiopatologico le corde vocali sono chiuse.
Nel tempo ho potuto osservare che da un punto di vista simbolico la postura in avanti del bambino disfluente denota una mancanza di sicurezza interna che non lo portano a sostenere la posizione eretta che starebbe a significare il tener testa all’adulto di riferimento, talvolta hanno infatti una o tutte e le due le figure genitoriali che tendono a decidere per loro, schiacciando la loro spontaneità…

Alcuni genitori che mi hanno richiesto una consulenza, talvolta hanno messo in correlazione la balbuzie del figlio al livello di ansia o al grado di emotività …in effetti se un bambino è particolarmente emotivo o ansioso subisce una modifica fisiologica a livello della respirazione per cui rimane in apnea con il fiato spezzato ragion percui da li a poco si bloccherà nella parola”.

 

 


Info sulla dott.ssa Dora Siervo:
laureata in psicologia, specializzata in psicoterapia presso istituto Aneb di milano ed operatrice balbuzie, si occupa di disagio psicologico in particolar modo di tematiche inerenti alla psicosomatica.
Si occupa inoltre della disfuenza di linguaggio sia età evolutiva sia età adulta.

Per chi fosse interessato ad una consulenza, la dott.ssa riceve a Pioltello (MI)
Tel. 347/0619188
Questo il sito per approfondire tematica della balbuzie: www.curadellabalbuzie.com

 

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Una risposta a “La balbuzie e tic correlati

  1. La mia esperienza con la dottoressa Siervo è stata davvero siddisfacente. Mio figlio aveva 7 anni, si bloccava su alcune parole e aspirava delle iniziali. Un disagio che presto avrebbe portato a problematiche più grandi. Ora ha quasi 9 anni e parla bene e io come genitore sono entrata in una nuova consapevolezza: ho cominciato a farmi domande sui nostri rapporti in famiglia e ho evitato alcuni atteggiamenti dannosi nei suoi confronti. Ho imparato ad accoglierlo meglio (vedevo come la dottoressa lo accoglieva e gli dava attenzione) e a farlo sentire accettato in tutte le sue manifestazioni, anche quelle che a me non piacevano. Un percorso inaspettato, di accoglienza e amore, iniziato “grazie” ad un problema.

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