Quando un bambino è timido, “arrendevole”, indifeso: che fare? La psicologa

bambina_timidaOggi affrontiamo con la dottoressa Francesca Santarelli un tema che sta a cuore a tanti genitori: i figli timidi, “arrendevoli”, che non si sanno difendere dai compagni.

Quante volte al parco avete visto bambini piuttosto intraprendenti fare piccoli dispetti agli altri coetanei? Dispetti come strappare un gioco dalle mani dell’altro o portare via la palla o anche il ciuccio dalla bocca.

Alcuni piccoli reagiscono, cercando di riappropriarsi di quanto gli è stato tolto. Altri, invece, rimangono fermi, si intristiscono, magari piangono, tornano da mamma e papà, ma non vanno a recuperare il loro gioco.

Che fare?

Certo, l’istinto ci porterebbe ad intervenire a favore del bambino indifeso. Ma è giusto?

Meglio cercare di spronare i bimbi timidi a difendersi o rispettare la loro natura?

Ecco cosa ci consiglia la dottoressa Santarelli:

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L’Africa a portata di Zoom!

Aereo del Serengeti

Andiamo o non andiamo? Andiamo o non andiamo?

Le previsioni meteorologiche non promettevano nulla di buono.
Per una settimana intera ho monitorato tutti i siti di meteo, cercando di capire se c’erano possibilità di errore. Ma tutti erano concordi con il definire la giornata del 25 aprile “variabile con piogge a intermittenza”. Insomma ovunque c’era quella orrenda nuvola con le gocce.
Perché tanta ansia?
Perché Luca voleva spegnere la sua quinta candelina allo zoo. E per lui avevo organizzato un piccolo raduno di famiglia allo ZOOMTORINO, il nuovo parco zoologico alle porte di Torino.
Non avevo preparato un piano B, avevo puntato tutto su ZOOM.
La pioggia, però,  avrebbe potuto rovinare tutto.  E io non volevo deludere le altissime aspettative che aveva il mio piccolo sul suo compleanno.
Il 25 siamo partiti da Milano diretti a Cumiana. Nuvole nere all’orizzonte e due crostate nel portabagagli.
Per Luca doveva essere una sorpresa.
Allo Zoom ci dovevano raggiungere mio fratello con la famiglia e mio cognato con i bambini.
Dopo qualche chilometro le prime gocce… e l’umore sotto i piedi.

Siamo arrivati a Cumiana che piovigginava. Non ci siamo persi d’animo. Ormai… eravamo lì.

Siamo entrati… ed è stato subito amore a prima vista.
Ad accoglierci i suricati.
“Hakuna matata”… gli ha detto subito Marco.
“Ma è Timon” ha esclamato Luca.
E io: “Sì, è vero, è proprio lui, magari incontreremo anche il compare Pumbaa, il facocero (per chi non avesse inteso… sono i personaggi del “Re Leone della Disney”!)

Ci siamo imbattuti nel “cimitero degli animali estinti”. Un’idea originale e simpatica per ricordare i dodo, la tigre del Caspio, l’uro e tanti altri animali che non ci sono più.
Ma anche un modo per ricordare agli uomini che alcune specie ora in estinzione (come i rinoceronti per mano dei bracconieri, ed altri) potrebbero a breve, si parla di pochissimi anni, avere la loro lapide in questo posto. Continua a leggere

Per fare un bambino ci vuole un asilo

Stamattina mi è arrivata questa e.mail da una mamma, una cara amica del blog.
Lei parla a nome di un gruppo di genitori ai quali sta per essere tolto un diritto: quello di mandare i propri figli al nido.
Un nido che c’è, che esiste, che funziona, che è pieno di bambini allegri che giocano ignari del fatto che il prossimo anno non avranno più un posto per loro.
Un nido comunale. E come si sa, in un periodo di austerity,  i Comuni tagliano i servizi.

E quindi… zac… sforbiciata ai nidi. In fondo lo Stato garantisce a tutti i bambini un posto alla scuola primaria.
Già trovare posto alla materna è un lusso. Al nido poi è … un extra lusso!

Rabbia, disapprovazione, sdegno. Questo è il sentimento di questi genitori.

Il nido privato costa parecchio, quasi come un secondo mutuo. Un onere che non tutte le famiglie posso sostenere, soprattutto se si hanno più figli piccoli.

Chissà quante di queste persone dovranno lasciare il proprio lavoro per accudire i bambini.

Siamo sicuri che sono queste le politiche migliori di sostegno alle famiglie?
Siamo sicuri che è così che si vuole invertire la rotta della natalità a zero?

Non posso non dare voce a questa mamma e al gruppo “Per fare un bambino ci vuole un asilo”.

Ecco a voi la lettera. Se vi va… condividetela su Facebook, facciamola girare.

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Quando il corpo parla più delle parole: ecco come capire gli altri guardando la gestualità

Emotions.Il corpo a volte esprime molto più delle parole.
Capire ed interpretare il linguaggio del corpo ci può aiutare anche a capire se chi ci sta davanti è sincero o bugiardo.
Oggi la nostra grafologa Candida Livatino ci spiegherà come capire se una persona è aggressiva, ansiosa o in atteggiamento di difesa:

 

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Famiglie allargate, quando lui (o lei) ha già dei figli…

famiglia
Qualche giorno fa ero a pranzo con una mia amica, separata con due bimbe, che ora sta approcciando una relazione con un altro uomo, anche lui separato con figlio.
Mi ha fatto sorridere quando mi ha detto: “Con lui sono stata chiara, io sono una “family pack”: tre al posto di una. Quindi se prende, me prende anche le bambine”.

Effettivamente, oggi giorno, sono tante le “family pack”. Ma che succede quando si incontrano due family pack?
Come far andare d’accordo tutti, i figli dell’uno con i figli dell’altro?
E poi: come trattare i figli del nuovo compagno o compagna? Come farsi accettare? E se ci sono opinioni discordanti sulle modalità di educazione, che fare?

Di questo oggi parliamo con la nostra psicologa amica, la dottoressa Francesca Santarelli.

Ecco i consigli per le “famiglie allargate”:

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La gestualità: capire gli altri osservando come si muovono

gestiArrotolarsi una ciocca di capelli tra le dita, tenere le gambe accavallate, le braccia incrociate…
Quanti di questi gesti vi appartengono?
Anche la gestualità è un linguaggio. Un linguaggio non verbale ma che dice tanto di voi e di chi vi sta di fronte.

La nostra grafologa Candida Livatino ci spiegherà come interpretare i gesti:

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Le 10 cose da non dire a una mamma che ha avuto un bambino prematuro

prematuroVi è mai capitato di avere una parente o una amica che ha partorito un bambino prematuro?
Un bambino che pesa poco più di mezzo chilo e che, per quanto è piccolo, lo si può tenere su un palmo della mano?
Un bambino aggrappato alla vita da un filo sottile. Un piccolo guerriero che lotta ogni giorno per arrivare al giorno successivo con qualche grammo in più e senza altre complicazioni.
Per i genitori è dura. Non possono fare altro che aspettare e sperare.

Ma è dura anche per chi gli sta vicino o per chi li va a trovare.

Difficile immaginare veramente quello che si prova a stare nella TIN. E’ un mondo a parte.
Si vorrebbero dire delle parole di conforto, di incoraggiamento. Ma quali? Cosa? Continua a leggere

Separazioni, come comunicarlo ai figli?

divorzio_litigi_genitori

 

Quando due genitori decidono di mettere la parola fine al loro rapporto è sempre doloroso, difficile, complicato.

Lo è per loro, che sono i protagonisti di una storia d’amore ormai consumata e sgretolata. Lo è ancora di più per i figli che spesso tendono ad addossarsi le colpe del fallimento del matrimonio di mamma e papà.

E allora come  affrontare la cosa? Come dire ai propri figli che mamma e papà si stanno separando, cercando di limitare al massimo i disagi e i traumi?

La psicologa amica ci dà qualche suggerimento: Continua a leggere

A Perugia è tempo di Fantacity

fantacilandia_1Un evento da non perdere, un evento che strizza l’occhio anche alla salvaguardia dell’ambiente: Fantacity!

Perugia spalanca le porte alla creatività e alla fantasia con questo evento grandioso che dal 16 al 19 aprile invaderà le strade e le piazze del centro storico della città umbra per offrire a bambini, ragazzi e genitori esperienze uniche e laboratori imperdibili . Continua a leggere