Viva la Mamma

“Mamma, ma noi siamo ricchi o poveri?”

spiga
Sabato mattina dovevo fare una commissione in centro a Milano e così ho cercato di coinvolgere il resto della famiglia.
“Andiamo tutti insieme, così dopo facciamo una bella passeggiata per le vie del centro!” ho detto, sperando in un minimo di entusiasmo da parte loro.
Il primo a rispondere è stato Marco: “Perché non vai da sola?”
Poi Luca: “No, non mi va, piove, preferisco stare a casa”.
Uahooo, non mi aspettavo tanta partecipazione!

Per fortuna mio marito ha fatto sentire la sua voce: “Forza, si va!”
E così ci siamo ritrovati, dopo qualche ora, a passeggiare per le vie più chic del Quadrilatero della Moda: Via della Spiga, Montenapoleone…

Un altro mondo. Se ne è accorto pure il piccolino.
Luci, addobbi, ghirlande, fiori, vasi: tutto super curato, super ricercato.
Un incanto
Anche le commesse dei negozi sembravano arrivate da altri pianeti: tutte alte, magre, belle, ben vestite, ben truccate …
Altrettanto i commessi.

Ad un certo punto mi sono fermata davanti ad una vetrina ad osservare un vestito da sera, nero, lungo e luccicante, con tante pietre nere applicate come pendenti lungo il bacino.

“Se ti piace…torna quando faranno i saldi” ha detto mio marito prendendomi un po’ in giro.

“Lo sai che non è il mio stile. Non metterei mai un abito così. Piuttosto mi stavo chiedendo: Quanto può pesare con tutte quelle pietre? E poi… deve essere pure scomodo. Immagina il dolore della poveretta che lo indossa quando si siede… Si ritrova con un lato B a pois!”, gli dico sorridendo…

“Beh, poveretta non mi sembra il termine più appropriato”, ribatte mio marito, “Visto che quest’abito costa poco più di 12mila euro”.

“Quanti sono 12mila euro, mamma?”, mi chiede Marco.

“Più o meno quanto costava l’auto della mamma quando era nuova!”, gli rispondo ridendo.

E lui: “Un vestito… quanto una macchina?”

Ci pensa un po’, riflette e poi mi chiede: “Mamma, ma noi siamo ricchi o poveri?”

I conti non gli tornavano…

C’era qualcosa che non andava…

“Bella osservazione!”
“Marco, dimmi, ti manca qualcosa?” , gli ho chiesto.

“Uhmmm… No…”

“Ed è questo quello che importa. Poi ci saranno sempre persone più ricche di noi. Ma anche quelle più povere… Quel che conta però è che tu stia bene e che non ti manchi il necessario. Lo so è complicato da capire adesso…”

Abbiamo continuato a passeggiare.

C’era una vetrina allestita con una meravigliosa tavola imbandita. Sopra tutto il ben di Dio: frutta fresca, mandarini, uva, noci, nocciole, melagrane, cannoli siciliani, cassate, etc, etc. Sembravano tutti cibi freschissimi e buonissimi. Veniva l’acquolina in bocca solo a vederla. Un candelabro a cinque bracci con delle lunghe candele bianche accese, la rendeva poi ancora più festosa.
Ma se state pensando ad un ristorante di classe e ricercato, vi sbagliate di grosso. Era la vetrina di una boutique d’alta moda!
“Chissà che fine fanno questi cannoli la sera!” dico a mio marito.
“Ricordati che sei a dieta”, mi risponde.
“Dall’8 gennaio, non da subito”, ribatto.
E lui: “Chissà, magari i commessi fanno festa tutte le sere, oppure li offrono ai loro clienti”.
Io: “No, scusa, se fossi una loro cliente non mangerei i cannoli della vetrina…”
E lui: “Mi fai pure la schizzinosa adesso?”
Io: “Un attimo. Non ho detto che io non li mangerei. Ho detto che se fossi una loro cliente, quindi non io, allora…”

Eravamo vicini allo store di Tiffany&Co. Ed esattamente di fronte c’era uno spazio allestito dalla maison con il trono di Babbo Natale, le slitte con la pelliccia bianca…

Anche il vecchio nonno vestito di rosso con la barba bianca sembrava versione luxury. Ma era solo, soletto.

Luca si è avvicinato, lui ha aperto la porta e lo ha fatto entrare nel suo regno. Non so cosa si siano detti, so solo che quel Babbo Natale ha riso di gusto e ha regalato al mio piccolo curiosone, nonché golosone, tre cioccolatini griffati Tiffany.

Luca non ha perso tempo e ha scartato il primo.
Del secondo e del terzo non ho notizie.

Vi dico solo che dopo diverse ore, da tutt’altra parte, Luca ha visto un altro Babbo Natale vicino ad una tabaccheria (versione meno luxury!)

“Ehi… Ehi…” ha urlato a squarciagola

Il Babbo Natale lo ha guardato e Luca gli ha chiesto: “Mi dai altri tre cioccolatini?”

Siamo scoppiati a ridere…

Ma quel Babbo Natale non poteva capire il perché…

Che sfacciataggine… 🙂

Anche questo è Natale…

 

 

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