Viva la Mamma

Che cos’è la paura per un bambino?

Non so se si possa definire  paura vera e propria, ma ricordo che da piccola ero terrorizzata dall’idea che mia madre potesse morire. Era anche un incubo abbastanza ricorrente. E tante volte mi sono svegliata con il cuscino bagnato dalle lacrime. Quando lo raccontavo a mamma, lei sorrideva e sdrammatizzava la cosa dicendomi: “Sognandomi mi hai allungato la vita!”

I miei figli, invece, non hanno di queste paure. Anzi, Marco, almeno finora, non ha mai avuto particolari timori.
Luca, invece, teme il buio.

Ma cos’è la paura per un bambino e che differenza c’è tra paura e fobia?

Altra domanda: noi genitori dobbiamo sdrammatizzare o cercare di evitare che si trovino in determinate circostanze? Insomma qual è l’atteggiamento più corretto?

Ci spiega tutto la nostra Psicologa Amica, la dottoressa Francesca Santarelli:

“La paura è un’esperienza naturale dell’uomo; nelle specie animali svolge primariamente una funzione di allarme, di difesa e garantisce la sopravvivenza.

Costituisce una preparazione psicologica necessaria ad affrontare una situazione pericolosa: esorta alla prudenza, aiuta a valutare un rischio.

Tutto questo è notevolmente amplificato nei bambini che affrontano la vita e le loro esperienze per la prima volta. Tutto per loro è novità ed incute timore e le paure accompagnano la loro crescita cambiando al variare dell’età. Quella che per noi è una paura ridicola o incomprensibile può essere per loro fonte di grande turbamento.

E’ importante saper gestire queste paure ed aiutare i bambini a capirle, affrontarle ed esorcizzarle ma senza forzare loro la mano, anche perchè con il passare del tempo tendono a scomparire da sole e  l’aumento della consapevolezza di sè e del mondo da parte del bambino è sufficiente per superare la paura in maniera autonoma.

I problemi maggiori nascono quando la semplice paura diventa fobia, un qualcosa che ostacola la vita quotidiana del bambino e gli impedisce una normale vita domestica e sociale.

Le fobie sono di due tipi: quelle specifiche che si rivolgono ad oggetti o situazioni ben identificati come gli animali, il buio o i temporali e le fobie sociali, che iniziano a manifestarsi però durante l’adolescenza (ma questo non significa che non siano presenti anche prima nel bambino).

L’evoluzione di una paura in fobia è fortemente segnato dalle risposte di genitori ed educatori (scuola, società sportiva etc.) e da eventuali eventi traumatici esterni.

Ma quali sono e come si manifestano le principali paure dei bambini?

Nei primi anni di vita è molto difficile gestire le paure dei bambini per la mancanza di comunicazione verbale. In questa fase dello sviluppo si creano paure legate alla percezione sensoriale come ad esempio un rumore forte o un movimento improvviso. Molto comune è la paura della luce intensa, molto più diffusa di quella del buio nei bambini sotto ai tre anni.

Sono paure che scompaiono appunto entro i tre anni ma che vengono sostituite da altre forme di timore.

In età prescolare la paura maggiore è quella del distacco dal genitore e dell’abbandono legata all’inizio della vita scolastica in comunità. Altra paura tipica di questa età è quella dei personaggi di fiabe e racconti come l’uomo nero o il lupo cattivo.

In età scolare invece le paure iniziano ad essere legate ad esperienze vissute come la puntura di un insetto o una piccola aggressione da parte di un cane.

Verso i nove anni solitamente compare la paura della morte legata a quella di incidenti e malattie. Iniziano anche le prime paure sociali legate al proprio ruolo all’interno della cerchia delle amicizie che emergeranno successivamente durante l’adolescenza.

In tutti questi casi ( e sempre e comunque!)  è importante non ridicolizzare mai le paure dei bambini ma rispettarle e lodare il bambino quando riesce a superarne una!

Nel nostro svolgimento del proprio ruolo di educatore il genitore non deve pretendere troppo ma commisurare le proprie aspettative alle reali capacità del bambino, aiutarlo a comprendere le conseguenze delle sue azioni ma senza intimorirlo o caricarlo delle proprie paure, applicare le punizioni in modo selezionato e coerente!

Per appuntamenti  con la dottoressa Francesca Santarelli, o info, potete visitare il sito Internet del suo studio: www.studiosantarellidecarolis.com

 

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