Viva la Mamma

Le coliche renali: un problema da grandi? No, ne soffrono molto anche i bambini

Domenica scorsa chiacchieravo con una mia amica.
Io: “Ehi, sei sparita questa settimana””.
Mi ha risposto: “Sai, sono stata poco bene, ho avuto una colica renale”
Io: “Urka, una colica renale? Dicono sia molto dolorosa”
Lei: “Ti ricordi il parto?”
Io: “Forte e chiaro”
Lei: “Ti ricordi che tra una contrazione e l’altra passavano dei minuti?”
Io: “Beh, menomale, servivano per riprendere le forze, altrimenti sarebbe stata la fine”
Lei interrompendomi: “Bene, con la colica renale non c’è tregua. E’ una contrazione unica, fitta, fortissima, lancinante. In pratica è come se avessi partorito il mio terzo figlio, solo che questa volta l’ho fatto nero e piccolissimo. In pratica un sassolino”.
Io: “Cavolo, speriamo che si tratti di una esperienza unica nella tua vita! Nel senso … speriamo che non ti venga mai più una cosa simile!”

E dentro di me pensavo: “Speriamo pure che non tocchi mai a me ;)”
Non mi è sfiorato neppure il pensiero che potesse venire anche ai bambini.
Ammetto l’ignoranza, pensavo che le coliche renali fossero problemi dei grandi, che non potessero riguardare anche i piccoli. E invece mi sbagliavo. La calcolosi renale colpisce 2 bambini su 100!
Ma, almeno per i piccoli pazienti c’è una bella notizia: all’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma è possibile polverizzare i calcoli renali dei piccoli con una “puntura” indolore.
Si chiama “Micro-perc”
la nuova tecnica mini-invasiva, sperimentata con successo per la prima volta su una bambina di 11 anni, che consente, attraverso strumenti miniaturizzati, di abbattere il rischio di danni ai reni e di ridurre di oltre il 50% i tempi di ospedalizzazione rispetto ai metodi tradizionali.
Bastano infatti 24-48 ore in ospedale per superare efficacemente il problema: il bambino è in grado di tornare a casa il giorno dopo, avendo subìto una semplice “puntura” indolore, a fronte dei 4-5 giorni necessari con le procedure tradizionali.

La nuova metodica si avvale di un ago sottile (da 1,6 mm) dentro il quale scorrono una finissima fibra ottica (0,9 mm) e una fibra laser (da 270 micron) con cui si riesce contemporaneamente ad avere una visione diretta dei calcoli renali e a distruggerli.

Le dimensioni miniaturizzate della strumentazione riducono di molto il rischio di sanguinamento e di lesioni al rene, permettendo di trattare una buona parte di calcoli senza ricorrere alle tecniche “classiche”, molto aggressive per l’organo.

Presso l’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù ogni anno vengono trattati circa 100 bambini con calcolosi dell’apparato urinario. I chirurghi urologi hanno eseguito con ottimi risultati la “Micro-perc” che costituisce una ulteriore possibilità terapeutica per i piccoli pazienti, anche nei casi più complessi.

Ma come mai anche ai bambini vengono le coliche renali?
Sono diversi i fattori che predispongono i bambini a sviluppare i calcoli renali: prime fra tutti le anomalie metaboliche e urogenitali, ma svolgono un ruolo significativo anche le infezioni, i fattori ambientali, l’eccesso di vitamina D.
La calcolosi renale nei bambini, inoltre, è associata a un alto tasso di recidiva (5 volte superiore che negli adulti) e a un’alta morbilità: vale a dire che un piccolo con i calcoli sarà destinato a perdere molti giorni di scuola.

Che dire: speriamo che questa “Micro-perc” riesca davvero a dare questi ottimi risultati!

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