20 set
In due anni sono 800 mila le mamme che sono state licenziate o spinte alle dimissioni
Fa sempre un certo effetto leggere queste notizie: in due anni sono 800 mila le mamme che sono state licenziate o spinte alle dimissioni. E’ quanto emerge dal rapporto “Mamme nella Crisi” di Save the Children, riportato dal Tgcom24.
Le cause, secondo il rapporto, sono la mancanza di i servizi all’infanzia e il concreto rischio di perdere il lavoro a seguito della gravidanza, con pressioni o dimissioni in bianco.
Dov’è la novità? Dove sta la notizia?
Nei numeri, che sono sempre più alti e preoccupanti.
E se fino a qualche tempo fa questi numeri mi sembravano solo una mera sequenza di caratteri. Ora, invece, prendono sempre più corpo. Perché quella realtà la vedo sempre più vicina.
Qualche giorno fa, mentre i bambini giocavano nel parco, io mi stavo intrattenendo a chiacchierare con le altre mamme sulla panchina.
Sembrava un bollettino di guerra: “Sai che quella ha perso il posto?”, “Sai che la mamma di XXX e rimasta di nuovo incinta e le hanno già detto che non le rinnoveranno il contratto?”. “Sai che quella è stata licenziata e sfiga vuole che pure suo marito abbia perso il posto una settimana fa. Come faranno adesso?”.
Sono tornata a casa con l’ansia e il magone.
E se succedesse anche a noi?
Tra mutuo, condominio, luce, gas, telefono e spese varie, con un solo stipendio non ce la faremmo neppure a coprire le necessità impellenti. Senza nemmeno uno stipendio poi… ci toglierebbero pure quel pezzo di casa che abbiamo comprato con tanti sacrifici.
Non ci voglio neppure pensare.
Ma questi numeri mi sembrano ogni giorno di più una triste realtà.

20 settembre 2012 alle 13:43
Anche quando il lavoro non te lo tolgono appena diventi mamma ti rendi conto di quanto cambi il rapporto impresa/lavoratrice.Anche se i rapporti umani restano buoni ti accorgi che ciò che si aspettano da te, nel sendo delle potenzialità che prima ti riconoscevano, si dimezzano se non peggio. Non parlo di mobbing, ma della considerazione mamma=meno capacità lavorative che è scandolosa. Ma quando si renderanno conto che stare in ufficio fino alle 19 tutte le sere non è indice di buona qualità del lavoro? Purtroppo la nostra cultura paga di più la quantità che la qualità. Un po’ come succede a noi mamme che lavoriamo e a cui spesso rinfacciano che passiamo poco tempo con i nostri figli…ancora quantità e non qualità.
20 settembre 2012 alle 13:45
E’ vero Maria, purtroppo è sempre più realtà questa.Io che sto nel “ricco nordest”(così lo chiamava qualcuno) fino a due tre anni fa non conoscevo nessuno di disoccupato.Con contratti a tempo determinato a progetto si , magari si faticava un pochino prima di cercare, ma qualcosa capitava sempre.Si aveva anche la possibilità e la libertà di cambiare un lavoro a tempo indeterminato.Tra le conoscenze, tra i famigliari non c’era nessuno in difficoltà.Ora invece è tutta un’altra storia.E le più colpite sono certamente le donne, ma il mio pensiero va anche a quei papà di famiglia verso i 50 anni che magari rimangono di punto in bianco senza lavoro, che non hanno l’età nè per la pensione nè per fare i disoccupati.
20 settembre 2012 alle 13:58
purtroppo è una vergogna, vogliono più figli in Italia e poi il risultato è questo!
20 settembre 2012 alle 13:59
nel 2011 è nata il mio amore, sofia……..9 mesi prma della nascita ho perso il lavoro…..senza maternità.
quest’anno, dopo un anno dalla nascita ho trovato miracolosamente un lavoro a giugno , spero fino a fine ottobre….a nero……prima di trovare questo lavoro sono andata a fere alcuni colloqui e tra le prime cose che mi hanno detto è stato. Sig.ra non vogliamo che vere un figlio vada ad intralciare nel lavoro , vuol dire che se suo figlio/a ha la febbre il problema non può ricadere nel lavoro….come se essere mamma sia un delitto.
a luglio di quest’anno ho dovuto ricoverare mia figlia per un virus intestinale….mi sono soffermata ha pensare :<>, sicuro tra il lavoro e mia figlia avrei scelto la saute di mia figlia ma mi sare trovata disoccupata e senza una lira.
ma si possono fare dei figli se a 30 anni con un figlio in questo paese di m….vieni considerata un peso, quasi vecchia e inutile? io non lo posso accettare…..in questo siamo la vergogna dell’europa.
20 settembre 2012 alle 14:11
Già purtroppo è una triste realtà. Dove lavoro io ci hanno costretto alla riduzione di orario, mezz’ora in meno al giorno, per fortuna non incide notevolmente. Stanno però iniziando anche i licenziamenti, in tronco, ti chiamano la mattina e ti mandano a casa con tanti saluti e baci. E tu sei li a sperare che non capiti anche a te. E ci si dice di risparmiare e di tirare la cinghia. E cerchi di farlo. Però poi se i tuoi figli hanno bisogno le scarpe o vogliono fare il corso di nuoto o ti chiedono qualcosa alla fine, se non è una richiesta davvero dispendiosa e inutile, apri il portafoglio e mi dico “finchè posso lo faccio, non li mando in giro con gli stivaletti mezzi rotti o non gli nego di fare sport perchè fa bene…” finchè posso lo faccio, e quando non potrò più ci penseremo. Non so nemmeno io se e cosa è giusto fare. Rinuncio io piuttosto, ma a loro, se posso cerco di non far pesare questa crisi del cavolo e la rabbia che mi viene a pensare a tutte le ingustizie di questa Italia in rovina. Se poi arriverà il momento in cui non potremo concederci più di pasta e patate allora per forza di cosa anche a loro andrà spiegato che non si può più, volenti o nolenti. voi cosa fate ? come vi comportante con loro ? concedete finchè si può oppure siete più categorici ? a volte veramente non sappiamo più se farci prendere dal panico o se restare tranquilli e guardare avanti.
NAdia
20 settembre 2012 alle 15:42
E’ vero anzi verissimo!!! L’azienda dove lavora mio marito sta risentendo parecchio della crisi tanto che ad oggi 20 settembre ancora non gli danno lo stipendio del mese di agosto.
Stiamo tirando avanti con il mio stipendio per fortuna non abbiamo il mutuo, ma altre spese si (vedi rata della macchina, ecc.).
Mi piacerebbe un’altro figlio ma se prima ero impaurita adesso lo sono ancora di piu’. Mi faccio mille domande: e se lo licenziano con questa crisi non e’ semplice trovare un’altro lavoro.
20 settembre 2012 alle 15:59
quando sono stata assunta dove lavoro attualmente avevo partorito da 6 mesi il 2° bimbo. mi è stato chiesto di iniziare nel giro di 3 gg, e l’ho fatto, mi è stato chiesto di rinunciare alle ore di allattamento, e l’ho fatto… Questo e tante altre cose sono le pressioni che noi donne mamme ci troviamo ogni giorno a dover subire per avere un posto di lavoro.
…poi arrivano loro…le super protette impiegate statali…e li è tutto un’ altro mondo.
20 settembre 2012 alle 16:07
Vi leggo e non mi sento più sola nelle mie paure anche se io lavoro ancora e anche mio marito. E’ difficile e bisogna sempre sperare e non perdere quella speranza cnhe se a volte è molto difficile…
I nostri figli non devono patiore per quello che sta succedendo ma io penso che sia anche giusto insegnargli la differenza tra ‘il necessario’ e ‘l’inutile’ perchè almeno così in futuro no avranno una botta a ciel sereno… Io a volte con mio figlio di 3 anni e mezzo lo faccio…non so se serve ma lo faccio…
20 settembre 2012 alle 16:12
@Marlena: anche io cerco di spiegare loro che ci sono bimbi che hanno di meno e che loro sono fortunati perché hanno già troppo. E devo essere sincera, non sono bambini che chiedono tanto (sanno che comunque non otterrebbero nulla, a meno che non mi chiedono cibo, allora lì cedo, soprattutto se a chiedere è Marco che è magro come un chiodo!). Giocattoli non ne compro, ne hanno ricevuti fin troppi in regalo. Mi piace però di tanto in tanto portare qualche libro nuovo a casa. E poi… ci sono tantissime cose che si possono fare low low cost, passeggiate, uscite fuori porta, biciclettate.
20 settembre 2012 alle 16:12
@Marlena: anche io cerco di spiegare loro che ci sono bimbi che hanno di meno e che loro sono fortunati perché hanno già troppo. E devo essere sincera, non sono bambini che chiedono tanto (sanno che comunque non otterrebbero nulla, a meno che non mi chiedono cibo, allora lì cedo, soprattutto se a chiedere è Marco che è magro come un chiodo!). Giocattoli non ne compro, ne hanno ricevuti fin troppi in regalo. Mi piace però di tanto in tanto portare qualche libro nuovo a casa. E poi… ci sono tantissime cose che si possono fare low low cost, passeggiate, uscite fuori porta, biciclettate.
20 settembre 2012 alle 16:16
Secondo me è giusto riscoprire il valore dell’attesa: a volte tendiamo a dare ai nostri figli tutto e subito. Ma quant’era bello da bambini scoprire che tra i regali di compleanno o di natale c’era proprio quello tanto atteso? Molte esidenze dei bambini le creiamo noi che assecondiamo i loro desideri spesso “formati” dalla pubblicità. Poi basta una scatola di cartone, dei colori e la nostra disponibiltà a giocar con loro, che hanno già dimenticato il tanto sospirato gioco.
Non è che abbiamo troppa paura del loro giudizio?
20 settembre 2012 alle 16:29
Maria: non ho dubbi che tu faccia come hai detto e io, dalla mia poca esperienza, pensavo bastaasse con i bimbi più grandi.. Ho tanto da imparare…
Poi tu sei bravissima nelle tue uscite con loro e quindi dubito che gli manca qualcosa…
Lauretta: secondo me partiamo dal fatto che ci piacerebbe che i nostri figli avessero determinati giochi o fargli fare determinate cose che però siamo a volte più noi che li vogliamo che loro…
Per esempio:io vorrei tanto fare frequentare un corso di basket a mio figlio ma quest’anno non ce la facciamo. Penso proprio che per farlo felice invece basti giocare con lui con un canestroa cneh fuori al nostro giardino…
20 settembre 2012 alle 16:29
Per l’argomento del post concordo con Maria anche per me certe realta’ erano solo numeri, mentre ora conosco molte persone che sono in difficolta’ ed altre che sono in bilico e vivono alla giornata e sono soprattutto donne e mamme…confesso di avere tanta paura di trovarmi anche io o mio marito in questa situazione, cerco di non pensarci troppo ma la paura c’e’
@Lauretta: hai fatto delle giuste considerazioni, noi gia’ le applichiamo infatti i regali si ricevono a Natale ed al compleanno, durante l’anno evitiamo di comprare soprattutto giochi…ogni volta che Fede chiede qualcosa, spesso spinto dalla pubblicita’, da Natale a maggio gli diciamo di aspettare il compleanno e se ancora lo desidera forse lo avra’ e da maggio a dicembre gli diciamo di chiederlo a Babbo Natale che se si comporta bene forse arrivera’. Mi rendo conto che siamo un po’ rigidi, soprattutto se mi paragono ad altre famiglie che conosciamo, ma come dici tu da una parte ci piace educare all’attesa che fa meritare e desiderare qualcosa, dall’altra spesso il desiderio come e’ montato si smonta e tutto si risolve da solo…
20 settembre 2012 alle 16:30
Lauretta: il valore dell’attesa me lo ricordo anche io. Infatti vorrei lo avesse anche Giorgio…
Quando gli regaliamo una cosina gli didiamo sempre il motivo per il quale se la è guadagnata, secondo voi facciamo male?
20 settembre 2012 alle 16:37
Premesso che le difficoltà lavorative derivano dalla crisi in atto ( e sarà sempre peggio …quindi preparatevi ), in generale è corretto dire che la donna e in particolare la donna in età fertile è la categoria più tutelata dal punto di vista lavorativo. Esempio : una donna incinta ha tranquillamente la possibilità di fare un figlio, starsene in maternità per un anno intero, mantenere il posto di lavoro e ritrovarlo tale e quale con pari stipendio al suo ritorno…fino al figlio successivo, moltiplicato per un numero di figli indeterminato. Tale possibiltà non è data per esempio agli uomini : questi non hanno diritto a curarsi i figli senza rimetterci il posto di lavoro, per esempio per il semplice fatto che non è previsto che un uomo se ne stia a casa in…paternità ( o meglio la legge esiste ma in pratica non viene riconosiuta sul posto di lavoro ).
Insomma non piagnucolerei tanto fossi in voi. Le difficoltà ci sono ed è innegabile ma il titolo che parla solo dei licenziamenti materni è come al solito in questo blog del tutto fuorviante.
20 settembre 2012 alle 17:07
@Giovanna: si le donne in età fertile sono così tutelate che sono le prime a cui fanno un contratto a tempo determinato e non hanno mai avanzamenti di carriera causa “fattori esterni” come la possibilità di rimanere incinta un giorno, per caso sei un datore di lavoro?????
20 settembre 2012 alle 17:17
@Giovanna: parlo per esperienza personale vissuta sulla mia pelle (peso di averlo gia’ raccontato ma lo ripeto) quasi sette anni fa ho lavorato fino all’inizio del nono mese di gravidanza e rientrata allo scadere della maternita’ obbligatoria: risulato sono stata “costretta” ha prendermi la maternita’ facoltativa ( al 30% dello stipendio) e allo scadere dell’anno del bambino licenziata!!! non ho fatto nessun tipo di azione legale e avrei potuto, perche’ abitando in un piccolo centro ci conosciamo tutti, e il capo in questione e’ una persona molto conosciuta e influente non avrei piu’ lavorato..
Questo solo per dirti che ritrovare il posto di lavoro dopo la maternita’ non e’ cosi’ semplice, specialmente se sei sotituita da una ragazza giovane e non sposata
20 settembre 2012 alle 18:56
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20 settembre 2012 alle 21:39
Ragazze io sono rientrata questo martedì dalla maternità al 30%, per fortuna il mio posto di lavoro c’é. Per fortuna non ho cambiato mansione ed é tutto come prima, anzi sono io ad essere diversa perché ho un cucciolo in più che a casa mi aspetta, ma so che tante altre realtà non é così.
21 settembre 2012 alle 08:44
concordo sul valore dell’attesa,
da noi i regali ci sono per natale, santa lucia, e compleanno.
regali extra solo per particolari circostanze (ad agosto ha lasciato il ciuccio, cosi’ un maghetto speciale ha lasciato a casa nostra il tanto desiderato mappamondo, oppure quando abbiamo tolto il pannolino, insomma per fasi speciali della sua crescita per cui se li merita).
e cosi’ cerco di insistere coi nonni. se sgarranno, anche se mi chiamano rottermaier, li riprendo.
non mi piacciono i regali a vuoto.
per quanto riguarda il posto, hai ragioen maria.
purtroppo ne sento di ogni, crisi o non crisi.
non mi sembra che la donna sia la piu’ tutelata, come dice giovanna.
spesso niente carriera, pretese assurde, e molte volte non si va incontro alle esigenze familiari.
il fatto che la donna debba subire queste cose deriva anche dal fatto che nella ns. culutra e’ la donna che fa figli ed e’ la donna che se ne deve occupare, gli uomini non hanno certe “agevolazioni”coem le chiama giovanna, solo perche’ non vengono nemmeno considerati nella cura dei figli.
io non posso lamentarmi per dove lavoro. alla fine vengono sempre incontro a tutte, o meglio ci si viene incontro. forse perche’ i capi sono giovani, vengono dal niente (nel senso che prima non erano ricchi), hanno bimbi piccoli. e quindi si riesce a venirsi incontro.manon sempre e’ cosi’ dove sento.purtroppo.
21 settembre 2012 alle 09:14
Lavorando nell’ufficio del personale di una grande azienda posso dire che Giovanna ha ragione sul fatto che il nostro ordinamento ed i CCNL tutelano la maternità,così come la malattia, le invalidità ecc…e che a volte tali tutele vengono abusate dai lavoratori (non è un dogma che il lavoratore sia più onesto del datore di lavoro), vedi per esempio le maternità a rischio quando il rischio non c’è. Però penso che il blog in questione si riferisce ad una difficoltà in più delle donne con figli od in età fertile che si aggiunge alla difficoltà che in questo momento tutti vivono di trovare lavoro e possibilmente a tempo indeterminato. A tutto ciò c’è da aggiungere che, quando si è costretti a licenziare, si tende a pensare che l’uomo abbia una famiglia da mantenere (si concepisce ancora tale più il ruolo del padre che della madre), mentre si da per scontato che la donna ha un uomo che si occuperà di lei e dei figli. Ma certo ciò non è “colpa” del datore di lavoro; fa parte della nostra cultura ancora legata ai vecchi standard di famiglia e che, siamo oneste, noi donne per prime facciamo fatica a concepire diversamente. Insomma, per chiudere: il rapporto di lavoro è inanzitutto un rapporto umano, in cui l’onestà, la correttezza e la cultura sociale la fanno da padrone più di ogni altra regola scritta.
21 settembre 2012 alle 09:15
@giovanna: la domanda sorge spontanea… ma tu lavori e sei mamma? se così fossi facci sapere la zona in cui lavori che ci trasferiamo tutte lì.
concordo solo sul fatto che il brutto deve ancora arrivare, ma per il resto non sono d’acccordo. mio marito ha perso il lavoro quando io ero incinta e per fortuna ha sempre trovato lavori anche se a tempo determ, ma portando luca al nido ho avuto modo di conoscere mamme che all’anno del bimbo/a sono state lasciate a casa, che al rientro della maternità dall’ufficio amministrativo sono finite in archivio e sono trattate a pesci in faccia. io sono fortunata, i miei capi mi hanno lasciato il mio lavoro (anzi pretendono anche un po’ di più tanto che ho trascurato la mia salute), ma le mie colleghe (tranne una che guarda caso è mamma) non fanno altro che metterti il coltello nella schiena appena ti giri, facendoti dispettucci da bambini della materna.
giovanna apri gli occhi… purtroppo le mamme, appena passato l’anno del bambino e non sono più tutelate, sono quelle che rischiano di più il posto di lavoro e poi dove lo trovi un altro posto con un bimbo piccolo?
ti auguro di non trovarti mai nella situazione di queste donne.
poi che anche gli uomini vengano licenziati è sicuramente una conseguenza della crisi e non lo nego…
21 settembre 2012 alle 09:18
Buongiorno a tutte, vi ho sempre letto ma non ho mai scritto. L’argomento mi interessa molto perche’, purtroppo mi rendo sempre piu’ conto le donne-mamme vengono penalizzate dal punto di vista lavorativo ( a meno che non si lavori nel pubblico ed allora, come ha detto Giovanna puoi tranquillamente stare a casa 1 anno e trovare al ritorno il tuo posto di lavoro). Nel privato non e’ cosi’: io ho lavorato fino all’ottavo mese di gravidanza e sono rientrata a lavoro prima dei tre mesi dal parto, senza avere l’orario ridotto per l’allattamento:ho accettato tutto questo pur di non perdere il lavoro visto che oggi, con 1 solo stipendio e con il mutuo da pagare non si riesce ad andata avanti. @ Maria: complimenti per questo blog e’ davvero molto bello. Buona giornata a tutti
21 settembre 2012 alle 09:31
Cara Giovanna, siamo così tutelate che il responsabile del personale si sente in dovere di chiederti in fase di colloquio se per caso vuoi un altro figlio, perchè in quel caso puoi avere tutta la professionalità di cui l’azienda ha bisogno, ma tu non fai al caso loro.
Oppure, sei tutelata quando con un raschiamento da fare perchè hai perso il tuo bimbo di otto settimanae ti viene urlato in faccia che siamo stufi di permessi per questi figli!!!!!
Hai ragione siamo proprio tutelate!!!!!
Sai chi è tutelata: donne come la Gelmini che si permette di fare la figa in TV perchè lei ha potuto riprendere il lavoro dopo pochissimo tempo dal parto….con i soldi che prende e con i tipo di lavoro che fa non ha sicuramente i problemi della maggior parte delle donne “normali” lavoratrici ed è sempre così facile sputare sentenze sulle scelte delle altre mamma.
21 settembre 2012 alle 09:49
In Italia è una vergogna….vi dico solo che dopo la maternità mi hanno spostato la sede di lavoro 3 volte in un anno e mezzo e tra qualche settimana mi sposteranno di nuovo…e siamo a 4 in nemmeno due anni dal rientro dalla maternità…faccio piu’ traslochi lavorativi che tutto il resto…
21 settembre 2012 alle 10:13
sia la maternità ke la parternità sono dei diritti….ke in entrambi i casi non sono sempre fattibili!!!!
la mia azienda è ancora un’oasi felice….finchè dura…..ti permettono ancora di godere dei tuoi diritti….ovviamente conscia del fatto ke dal momento ke diventi mamma (forse xchè il cervello subisce danni) non avrai più promozioni, premi o simile…..NULLA!!!!
da noi anche alcuni papà hanno goduto del congedo parentale!
alcune mie amiche, pur avendone diritto….sono dovute tornare a lavorare senza usufruire della maternità facoltativa….purtroppo non è giusto ma lo si fa…..
il blog parla di licenziamenti materni…..perchè è un blog ke si chiama “viva la mamma” …. magari un blog ke si chiama “viva qualcos’altro” parlerà dei licenziamenti di altri………………..
la crisi c’è per tutti….e noi mamme….anche se il cervello ce l’abbiamo difettoso….lo sappiamo!!!!
21 settembre 2012 alle 10:45
@ge1977: brava, ben detto!
21 settembre 2012 alle 11:48
@Lauretta: concordo in parte con te,, nelle aziende grandi o nel pubblico sicuramente viene rispettato il Contratto nazionale e le mamme hanno salvagurdati alcuni dirittti, ma nel privato o nelle piccole aziende te lo puoi scordare!
Inoltre a livello di prospettive lavorative ancora oggi nel 2012 una donna deve scegliere se vuole stare dietro ai figli o fare carriera perche’ scegliere entrambe le cose viene ritenuto impossibile…e’ brutto ma e’ cosi’
Poi sono d’accordo con te che non e’ detto che il lavoratore sia piu’ onesto del datore di lavoro, l’esempio che hai fatto e’ perfetto, ma questo e’ un altro discorso…
21 settembre 2012 alle 12:43
Silviafede è proprio così. Le tutele previste sono sacrosante e fanno dell’Italia un Paese civile. Però troppo spesso rimangono sulla carta. Sai la cosa triste qual è? Che molto spesso le donne, quando arrivano al potere, sono le prime a discriminare le altre donne. Non hanno capito che così non dimostrano di essere meglio degli uomini, o forse hanno paura della concorrenza…
21 settembre 2012 alle 13:57
quando ho iniziato a lavorare qui ero giovane, praticamente single…..con tante speranze e con tanto tempo da dedicare al lavoro! ci hanno assunto in un bel gruppo dopo un corso….e hanno creato dei sottogruppi……ogni gruppo aveva un maschio responsabile e due donne (cacchette) …. in base a cosa??? a niente….xchè ancora non ci conoscevano…come facevano a sapere ke il maschio era più bravo?????????????????????????? da quel momento ho cominciato a capire come stavano veramente le cose…..e ci sono rimasta anche un po’ male. ai tempi non pensavo assolutamente alla maternità e avevo tante belle illusioni…………………. ripeto, sono fortunata ke nella mia azienda le tutele ci sono essendo grande…..però……………..il sessismo c’è e non lo si può negare!!!!
21 settembre 2012 alle 15:00
Io invece ho fatto un bel percorso lavorativo prima di avere Fede. Sono arrivata ad essere responsabile di un ufficio (4 persone), ma soprattutto faccio un lavoro che mi piace moltissimo e mi gratifica e l’anno in cui sono rientrata dalla maternita’ mi hanno concesso un congruo aumento di stipendio senza che nemmeno lo chiedessi, per adeguarmi al livello di responsabilita’ che mi avevano dato. Tra l’altro il mio ufficio e’ composto da uomini e donne per cui mi hanno scelto senza fare preferenze di sesso, ma credo solo per le mie capacita’. E’ vero cjhe lavoro full time pero’ il mio orario e’ flessibile (non vendo obbligo di timbratura) in linea di massima facico 08,00-17,00 tranne periodi particolmente intensi.Sono in un oasi felice? Non saprei dirlo questa e’ la mia esperienza , ma anche all’interno della stessa azienda in altre direzioni delle colleghe hanno avuto trattamenti peggiori, come quelli descritti da voi, quindi secondo me dipende anche se trovi dei dirigenti onesti che ti valutano senza pregiudizi, di sesso, eta’, ecc
21 settembre 2012 alle 18:52
Ho lavorato fino all ottavo mese, collaborato da casa durante la maternità obbligatoria, rientro allo scadere dei 5 mesi obbligatori. Nel frattempo ho portato in trasferta una bimba in allattamento, pagandomi la baby sitter, dopo 18 anni di lavoro nella stessa azienda, alla richiesta di cambio di orario, con una flessibilità dalle 6 del mattino alle 17, mi è stato risposto di no. La bimba va al nido, io non me la sento di lavorare dalle 16 in avanti come facevo prima, ergo? Costretta alla maternità facoltativa, al 30% di uno stipendio già basso, due mutui tra me ed il mio compagno. Dopo una settimana di assenza scopro che la mia mansione è stata cancellata dall organico… Ho 38 anni, lavoro da quando ne ho 14 e sempre dando il massimo, questo è il risultato.
24 settembre 2012 alle 10:17
Ciao Maria,
io faccio parte di quel 46% ( secondo istat ) di mamme disoccupate.
Incinta con contratto a tempo indeterminato ( con il primo tour operator italiano ) sono stata costretta nel licenziamento. Cambio sede e da part – time a full time……….quindi non ho avuto alternativa.
SOno 4 anni che cerco lavoro e con due bimbe piccole, non si trova nulla. Poi anche con la crisi, tutto è più difficile.
Lo scorso anno le bimbe non sono state prese al tempo pieno dell’asilo, quindi uscivano alle h 13:00…. prima dell’inizio della scuola, io pensavo che all’ora di pranzo sarei stata l’unica mamma presente in mezzo a nonni e babysitter………….invece, sconvolgente…….. erano tutte mamme disoccupate….una marea !!!
giusto a proposito, ora mi stò inventando una professione……..diciamo un passaggio da mamma disoccupata a donna “imprenditrice”….. Posso inviarti il mio progetto via mail ??? tanto ci siamo già scritte e ho la tua mail. Questo progetto ti potrebbe essere d’aituo.
24 settembre 2012 alle 11:40
Valentina, ogni cosa, ogni progetto che può essere d’aiuto a tutte… lo accolgo a braccia aperte!
24 settembre 2012 alle 17:03
Ma no…. dai….. ma se fino a ieri quando si parlava della Pausini sembrava che tutte le donne potessero e dovessero prendersi i propri tempi e spazi perchè era la cosa più importante… non era una scelta dettata dal fatto che lei è una vip ma che ogni madre farebbe…. farebbe ma non potrebbe fare!!!!! Se perdi il lavoro con cosa mangia tuo figlio? e? così che si scende ad inevitabili e dolorosi compromessi e si mette il lavoro davanti ad altre scelte pur di tenerselo!!!! Ma chi è vip non può capire!!!!!
24 settembre 2012 alle 17:05
Questo è un’aggiornamento dell’ultima ora, la mia ex collega rientrata a aprile dalla maternità è stata lasciata a casa, motivazione, nessuna per ora, il suo ruolo è stato semplicemente soppresso.
24 settembre 2012 alle 18:18
Penso che dovrebbe anche cambiare un pò il modo di lavorare………alcune grandi multinazionali lo stanno facendo , come la Microsoft oppure la mia amica alla Fao ( con 3 figli )… cioè promuovere per le mamme lavoratrici una sorta di teleworking, cioè un lavoro via web….penso che sia il futuro per le aziende e per le mamme-lavoratrici. Purtroppo è ancora un paese molto maschilista…. ai vertici ci sono gli uomini che non capiscono per loro natura, le esigenze di una mamma e poi a casa abbiamo i mariti che sono assenti, poco collaborativi con figli e faccende di casa. E quando si tratta di avere la moglie a casa come casalinga e madre al 100% ( pesantissimo )… l’uomo non gratifica e sottovaluta lo stress di non staccare mai la spina. Come se questa condizione fosse una scelta della donna…. La settimana è come il week end e anche come le vacanze……sempre uguale, sempre routine…. e ripeto neanche vieni valorizzata e apprezzata. Neanche vieni gratificata da uno stipendio a fine mese…ti fai il mazzo x nulla. Una cosa che non c’entra nulla…. ( maria ci mandi una tua foto ???)
25 settembre 2012 alle 10:44
@Valentina: desiderio esaudito: ti ho mandato la mia foto via e.mail!
25 settembre 2012 alle 10:53
@valentina: io il telelavoro proprio non lo sopporterei…l’idea di lavorare a casa senza uscire, cambiare ambiente, prednere un caffe’ con i colleghi, mi demoralizzerebbe troppo…se questo e’ il futuro no grazie!
25 settembre 2012 alle 12:06
ciao, è la prima volta che scrivo, ma vi leggo da molto tempo. Io lavoro in una società che ha iniziato a permettere il telelavoro, nessuno è costretto a farlo, è una scelta del lavoratore, per molte persone che abitano lontano da casa o hanno problemi fisici (ma cervello perfettamente funzionante) è un’ottima soluzione. Io preferisco andare in ufficio, ma trovo che sia un’ottima opportunità per molti, soprattutto se si tratta di una scelta.
25 settembre 2012 alle 12:27
@valentina sarebbe bello poter scegliere tra stare in ufficio e telelavoro. Io opterei per quest’ ultimo!
comunque dovrebbe esserci la possibilità della doppia scelta, oppure di fare a giorni alterni..
@silviafede anche a me mancherebbero le cose che hai scritto tu, ma vedo il lato positivo tipo non dover vedere alcune colleghe insopportabili!!
bell’idea però!
25 settembre 2012 alle 12:43
@mary84/isabella: l’idea della doppia scelta la trovo ideale perche’ appunto permette di scegliere…io non ho colleghe odiose anzi…per cui so che lavorare a casa mi abbrutirebbe e non mi farebbe mai staccare la spina, pero’ come avete scritto voi per altre potrebbe essere esattamente il contrario
25 settembre 2012 alle 15:50
Mah, non so cosa pensare. Una mia amica è rimasta incinta mentre aveva un contratto a tempo determinato che, alla scadenza, non le è stato rinnovato.
Rimasta a casa la maternità facoltativa gliela paga direttamente l’inps. Lei si è fatta 2 conti ed ha visto che, se andasse a lavorare, dovendo pagare il nido o la tata per 2, alla fine le rimarrebbe la stessa cifra, per cui se ne sta a casa; per la fine della maternità avrebbe trovato un lavoro part time ma, togliendo anche qui quanto sopra nonchè la parte di assegni fam che perderebbe il marito, le rimarrebbo neppure 100 euro…per cui se ne starà a casa con i suoi bambini.
Forse che c’è un po’ di confusione quando si parla di “supporto” alle famiglie?
Quando capiranno che, senza donne al lavoro, tra qualche anno saremo messi solo peggio!
Paga paga pantalone! Sii uomo!
25 settembre 2012 alle 17:06
Ciao Maria, posso farti la stessa richiesta di Valentina, contraccambierei con la mia.
5 febbraio 2013 alle 14:56
Sono stata licenziata appena rientrata dalla maternità….ma care mie gliela faccio pagare….ah se gliela faccio pagare….muoia sansone e tutti i filistei…tiro fuori le carte e faccio cadere la baracca aha ha aha ha ah ah ah ahah haha ha ahah
5 febbraio 2013 alle 15:03
@Tina: ma le mamme non sono tutelate per legge fino al compimento dell’anno del bambino?
In ogni caso, cavolo, mi dispiace un sacco.
Purtroppo non sei la sola. Ovunque mi giri… vedo gente lasciata a casa. Che brutto momento stiamo passando…