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Perchè i bambini si affezionano alla “coperta di Linus”?
Perché tanti bambini si scelgono una “coperta di Linus” come inseparabile “amico per la pelle”? E perché altri (come i miei figli, ad esempio!) non sembrano essere “affezionati” a nessun oggetto in particolare? Ce lo spiega la nostra Psicologa Amica, la dottoressa Francesca Santarelli.
Che dire, finalmente la nostra Psicologa Amica è tornata! E, come al solito, lo ha fatto con un articolo molto, molto interessante che vi raccomando di leggere!
“Credo che la maggior parte di voi, mamme, abbiate ben presente di cosa sto parlando, ora che vi descriverò quella tenera fase nella crescita dei nostri cuccioli, intorno agli 8-12 mesi, che si definisce “dell’oggetto transizionale“!
Quella famosa, calda e avvolgente “copertina di Linus”, quel morbido peluche, quel fazzolettino anche vecchio e usurato o quel foulard profumato “di mamma” che a un certo punto diventano compagnia fissa e quasi ossessiva per il bambino, oggetti da cui non vuole mai distaccarsi e che gli danno serenità e pace ogni qualvolta li stringe tra le manine. Può essere infatti, qualunque cosa purché gli dia sicurezza quando la mamma è lontana e spesso è il gioco più usato e anche quello più rovinato.
Oggetti che sono una piccola parodia del bisogno di sicurezza e del percorso individuale che ciascuno fa per trovare la propria serenità.
Ecco perché mi piace immaginare che, mentre ogni bambino ha un suo oggetto transizionale, molto spesso invece noi adulti, li sostituiamo con quelli che chiamiamo “portafortuna”.
I bambini, fin dalla nascita, si vivono come un tutt’uno con la figura materna, una sorta di “simbiosi” per cui non riescono a distinguere che in realtà lui e la mamma sono due persone e unità ben distinte e separate.
Quando giungono le prime fasi in cui invece si crea gradualmente questa distinzione, il nostro piccolo deve fare un ulteriore fatica: capire che, anche quando la mamma (cosi come gli oggetti in generale) non sono più davanti alla sua vista, non è perché sono spariti e non ci saranno più, ma che il distacco e l‘assenza sono uno stato transitorio, perche poi la mamma torna, torna sempre!
Questo il bambino non lo sa, non lo capisce subito e deve apprenderlo con l’esperienza reale.
Ecco perché “l’angoscia da separazione” quando la mamma comincia a lasciarlo le prime volte: al nido, dai nonni, in braccio ad altre persone, o una qualsiasi assenza anche breve.
Il bimbo vede sparire la propria mamma e per lui corrisponde ad una sorta di “non c’è più”!
Avete presente quando si fa il giochino del “cù-cù” con i piccolini e ci si nasconde, dapprima dietro le mani, poi dietro un divano…
Quanto sorride quando ricomparite? Questo non è perche si diverte, ma perche si rassicura ed è contento nel rivedervi!
Questo è il primo esempio dell’apprendere il meccanismo del “anche se non mi vedi ci sono, torno”!
Ecco, in questa cornice dobbiamo ricollocare il significato dell’oggetto transizionale!
Sembra strano ma vi è una spiegazione evolutiva al legame che talvolta i bambini manifestano nei confronti degli oggetti: che le cose attorno a noi, quando non le vediamo più NON scompaiono per sempre, non è un informazione innata, ma è qualcosa che va esperito.
Perciò il bambino che lascia la mamma le prime volte ha bisogno di una rassicurazione, di un tramite che gli permetta, non tanto di pensare a lei, quanto sapere che LEI pensa a lui e gli oggetti di cui parliamo, gli danno la certezza di non essere mai soli e sempre nella mente dell’altro.
Il bambino per metabolizzare l’assenza della mamma dapprima sposta su un oggetto il bisogno di contatto, e infine, quando sarà più grande, imparerà a conservare dentro di sé il ricordo della mamma insieme alla fiducia nel fatto che tornerà.
L’oggetto funge quindi da “ponte” fra il legame concreto con la mamma e quello fatto di attese e di capacità di immaginare.
Alcuni genitori si preoccupano della dipendenza del bambino da questi oggetti, o dall’abitudine di succhiare qualcosa, tuttavia si tratta di un attaccamento che non dura per sempre: tutti i bambini si evolvono e maturano, e non è necessario forzarli perché progrediscano sulla strada dell’autonomia, ma solo rispettare i loro tempi.
È sufficiente perciò assecondare quanto già avviene naturalmente nella relazione fra il bambino e la mamma, che con la sua sensibilità saprà capire quando suo figlio sta diventando più autonomo.
E se il bambino non ha un oggetto “preferito”? Non c’è da preoccuparsi e non significa necessariamente che stia saltando qualche tappa obbligata del suo sviluppo emotivo: ci sono molte culture in cui il bambino non si separa mai dalla mamma per i primi anni, in cui non esiste oggetto transizionale, eppure i bambini diventano ugualmente adulti, maturi ed autonomi.
Quando un bambino sperimenta precocemente la separazione dalla mamma, la sua mente non è ancora in grado di comprendere che lei ritornerà, e nemmeno di valutare il tempo che lo separa dal suo ritorno. Per vincere l’angoscia allora ricrea la mamma attraverso la suzione di qualcos’altro, che può essere il suo pollice, un ciuccio, la copertina. Se ha un orsacchiotto, lo abbraccia. Questa soluzione è un ripiego al fatto che non ha la mamma vicino a sé.
Una volta cresciuto, il bambino sa immaginare la mamma quando non c’è, ed è in grado di sopportare meglio la separazione; quindi alla fine non avrà più bisogno dell’orsetto, del dito o del ciuccio.
Questo avviene semplicemente perché la sua capacità cognitiva si è sviluppata abbastanza da poter immaginare la mamma assente e il suo ritorno.
Una volta a scuola, o in situazioni simili più e più evolutive, saprà gestire il suo oggetto, come in realtà lo sa fare a casa, e tornerà a cercarlo solo in momenti di sconforto o di bisogno, di voglia di tenerezza!”
Se volete contattare direttamente la dottoressa Francesca Santarelli, questo è il sito Internet del suo studio: www.studiosantarellidecarolis.com


11 gennaio 2012 alle 10:02
mamma mia, e’ straziante.
tutto vero, spiegato benissimo (grazie dottoressa), tutto sperimentato (eles ha il suo kikonico che a volte cambia col suo topotip), ma sentirlo spiegare cosi’ e’ straziante per una mamma.
ora e’ piu’ grande, e li usa per dormire o in rare occasioni di sconforto, ma me la rivedo come fosse ieri al nido che mi aspettava in braccio alla tata col suo kikonico stretto stretto…
11 gennaio 2012 alle 10:54
il mio luca ha sempre avuto il suo Coccolo per dormire e da circa 6 mesi mentre dorme gli succhia la manina (tanto ormai che quasi non ce l’ha più da quanto è stata “ciucciata”), poi quest’estate gli hanno regalato PO (non so se ho scritto giusto, cmq è il teletubbies rosso) e da allora se lo porta a letto pure lui (quando poi capita che la domenica viene nel lettone siamo in 5 perchè vengono anche i peluches). però durante il giorno non cerca Coccolo, perchè lo lascia sempre nel lettino (ma se di notte non lo trova e per caso si sveglia devo andare a darglielo altrim piange) e PO invece lo vuole a volte sul divano se guarda la tv e me lo sono portato dalla pedriatra perchè quando lui è malato anche il peluche è malato. la dottoressa prima visita il peluche (santa donna, prima gli cantava le canzoncine per tenerlo buono) e poi il bambino, ho dovuto fare così perchè altrimenti erano strilli acuti (andavo sempre accompagnata da una nonna altrim era impossibili visitarlo), forse si è abituato da subito che la mamma va a lavorare e che poi torna, non so.
mi piacerebbe però sapere quando in generale (anno più anno meno) è “normale” che il bambino abbandoni questi oggetti di transazione o nel caso non lo faccia bisogna toglierglieli (un po’ come con il ciuccio).
11 gennaio 2012 alle 11:37
a me, al contrario, l’articolo ha rassicurata.
Io soffro molto quando lascio mia figlia per andare a lavoro. Lei si è creata un modo tutto suo per aspettare il mio ritorno che un po’ mi preoccupa: vuole le coccole della nonna e le tocca le orecchie ( quindi cerca un contatto fisico).
Quando torna dall’asilo si mette sul divano tutta triste, va quasi in stand by finchè non torniamo io o il papà.
A volte sono aggredita da sensi di colpa enormi!
11 gennaio 2012 alle 11:45
@mammasere: come ti capisco!
11 gennaio 2012 alle 12:13
@mamma sere / vale: invece io non ho problemi con il mio piccolo (anche se io mi sento tanto in colpa a lasciarlo dalle 7.30 alle 17.45 al nido) e sono tranquilla proprio perchè non lo vedo troppo triste. anzi l’anno scorso dovevo far finta di andarmene dall’asilo altrimenti non voleva tornare a casa (cosa che fa sempre quando è in “vacanza e/o malattia” dai nonni), invece quest’anno mi corre incontro. mio marito dice che a volte sono io a star male solo x i miei sensi di colpa da mamma mentre non dovrei averli visto che è sereno.
comunque ad avere la possibilità (soprattutto la tranquillità economica che non c’è) farei volentieri un bel part time…almeno metà dei sensi di colpa sparirebbero.
11 gennaio 2012 alle 13:53
Federico ha una federe del cuscino da cui non si separa mai, dobbiamo portarla anche in vacanza o se andiamo fuori anche solo per un giorno senno’ sono tragedie. Questa federa ha dei ricami in rilievo e lui prima di addormentarsi li gratta con la manina e questo rumore lo tranquillizza e lo fa addormentare, ma questo da quando e’ piccolissimo chissa’ quale ricordo legato a me gli risveglia… in effetti ormai questa federa e’ distrutta a forza di lavarla, ma lui non la molla e appena si sveglia si presenta in camera mia con cuscino al seguito, e’ davvero buffo!!! Pero’ mi ha fatto piacere leggere che questi oggetti aiutano i nostri cuccioli a vivere meglio il distacco da noi, anche io come mammaSere sono sempre in lotta coi sensi di colpa, specie in questi giorni dopo lunghe vacanze passare tante ore lontana da lui mi fa star male ed anche lui non ha ancora ripreso i ritmi normali e la mattina mi dice “mammina rimaniamo a casa oggi” non sa quanto vorrei potergli dire di si!
11 gennaio 2012 alle 14:01
@ciocco73:davvero sai, il part time risolverebbe almeno la meta’ dei problemai, ma mi creerebbe quelli economici…
anche eles e’ semopre stata serena, al nido poi c’era un amore che si respirava nella sua classe, e anche per lei il problema erano le feste…doveva stare a casa e no nvoleva, ma quando arrivava l’orario…le mancavo, e anche se sapevo che era serena e felice, e andava piu’ che volentieri, vederla col suo pupazzo stretto stretto mi faceva un effetto…
11 gennaio 2012 alle 14:50
I miei due bimbi (la grande di 5 anni e il piccolo di 2) ciucciano il pollice accarezzando una copertina (il “cencetto” per lei e “Dudù” per lui). Hanno tutti e due iniziato a ciucciare il pollice da piccolissimi (lei aveva un mese e lui 3 mesi) e poi successivamente è subentrato l’amore incondizionato per le loro copertine!!! Grazie a queste coperte miracolose hanno imparato presto ad addormentarsi da soli. E soprattutto li ha aiutati a superare il trauma dell’inizio della loro esperienza scolastica, quindi per me… evviva le copertine!!!!
11 gennaio 2012 alle 15:51
La mia prima figlia, che ora ha 6 anni, nn ha mai avuto nessun oggetto transizionale. avevo provato a proporle peluche, copertine ma niente lei ha sempre voluto e vuole tutt’ora il contatto fisico. Quando siamo nel lettone, o sul divano o in braccio lei mi accarezza la mano e il polso. Mentre suo fratello che ha 2 anni e mezzo ha il suo Nanna Nanna da cui nn si separa mai. E’ un piccolo pagliaccio tutto colorato di peluche nato come carillon ma che a fuoria di essere lavato ha perso questa funzione e così tolto il meccanismo è rimasto un semplice pupazzo. Ne ha addirittura 2…uno di scorta che all’inizio era dalla nonna ma quando ha capito che ne aveva 2 nn li molla un attimo. Li porta ovunque e quando dorme li abbraccia teneramente. Li porta anche all’asilo ma di solito uno solo perchè ha paura che qualche altro bimbo glielo porti via. Sincerimente nn mi dispiace che abbia l’oggetto transizionale anzi mi fa solo tanta tenerezza.
….anche io se avessi una certa sicurezza economica farei volentieri il part time ma come sempre il mutuo, le troppe spese nn me lo permettono….e i sensi di colpa rimangono.
11 gennaio 2012 alle 17:25
@mamma Sere, suvvia! non ti abbattere. Secondo me questi sensi di colpa sono tipicamente italiani. Non prendetemi per cinica e/o senza cuore. Io ho tre figli ma complice un marito americano i nostri pupi sono stati responsabilizzati e resi autonomi da subito (proprio subito-subito). Non mi sento una mamma snaturata perchè quando lavoro non penso costantemente a loro e non mi sento nemmeno troppo in colpa quando li lascio dai nonni e/o con la nostra mitica au-pair Shelby mente io faccio una passeggiata da sola. Loro li vedo arzilli e sprint, curiosi e vivaci forse perchè li abbiamo abituati alla nostra imprevidilità! Vi prego di non giudicarmi!
11 gennaio 2012 alle 20:11
Scusate ve lo kiedo con la massima umilta’ ma io non riesco proprio a capire per quale motivo si fanno figli magari 2 o piu’ senza avere la sicurezza economica prima. Non sarebbe meglio limitarsi ad 1 ma non avere i comprensibilissimi sensi di colpa e ansie che alcune mamme hanno?Perche’ non comprare 1 casa piu’ piccola e qualke mobile in meno e non stare piu’ tempo con i propri bambini?Secondo voi noi mamme ci facciamo prendere troppo da questa societa’ consumistica che ci vuole belle ricche e in carriera e perdiamo di vista cio’ ke al mondo abbiamo di piu’ caro?
Io ho 1 bimba di 4 anni che fino ai 3 e’ stata a casa con me ed io ho paura di fare 1 secondo figlio proprio perche’ non voglio privarla ne’ della mia attenzione ne’ di altre cose materiali che altrimenti non potrei permettermi. Inserimento all’asilo felicissimo e nessun oggetto transizionale e nessuna nonna…secondo voi esagero?
11 gennaio 2012 alle 23:27
@Valentina: dovrei venire a scuola da te
12 gennaio 2012 alle 09:06
@Mary: non ti do torto su quello che scrivi ma, nel mio caso, se avessi dovuto aspettare la stabilità economica un figlio non lo avrei dovuto fare per niente…con un mutuo ventennale che supera le € 1.000 al mese e le spese che comunque la gestione di una casa comporta (bollette, spesa, manutenzioni varie) non avrei potuto permettermi di stare a casa. Forse egoisticamente abbiamo deciso di avere il nostro cucciolo e mi piacerebbe averne un altro. Ho ricominciato a lavorare quando lui aveva 4 mesi lasciandolo alla nonna e non è stato facile ma, pur non avendo una sicurezza economica piena, nn gli manca nulla e per lui siamo disposti a sacrificare qualsiasi cosa non necessaria. I sensi di colpa e le ansie non mancano ma quello che mi da mio figlio va oltre ogni cosa….
Per quanto riguarda l’argomento del post il mio Lory, da quando è nato ha la sua “macchietta” ( una mia maglietta con un disegno stampato ) dal quale non si separa mai e che tiene tra le mai ogni volta che vuole dormire. Ce la dobbiamo portare dietro in qualsiasi posto e, per poterla lavare ogni tanto, ne ho dovuta acquistare un’altra identica da sostituire all’occorrenza.
12 gennaio 2012 alle 09:18
@Valentina: mia omonima, tieni dei corsi, tu o tuo marito, non so?! forse noi mamme italiane siamo troppo…troppo in tutto, troppo apprensive, troppo emotive, vogliamo essere troppo presenti anche se non possiamo, ci sentiamo troppo in colpa…troppo tutto…
ti invidio sai, in modo sereno ovviamente, ma ti invidio. vorrei tanto essere cosi’,e non sentirmi costantemente in colpa perche’ non sono io ad andarla a prendere all’asilo, e quindi fatico a prendermi poi un’ora per me perche’ sententendomi in colpa per non arrivare a casa prima delle 18, il tempo che rimane lo voglio passare con lei.
che ragionamenti contorti!
piu’ che giudicarti, io ti ammiro davvero!
@mary: questo argomento era gia’ uscito, io lavoro full time non per permettermi una casa piu’ grande (siamo in affitto, niente soldi per avere un anticipo che ci permetta un mutuo ragionevole), ne’ per permettermi piu’ mobili (abitiamo i nquesta casa da 2 anni e mezzo, e ancora mancano quadri, asciugatrice,sedie per il salotto, ecc…ma a noi va bene cosi’), ne’ per permettermi chissa’ quali abiti (oviesse, h&m e simili e mercato sono i ns. negozi affezionati), ne’ per permettemri vacanze extra lusso (1 settimana al mare d’estate, e pochi giorni in montagna per le feste in un posto che abbiamo trovato dove si spende veramente poco, neanche ci credevo quando me l’hanno detto, certo non e’ nei posti da vip, ma a noi andava benissimo).
insomma, qualche pizza ognitanto, vestiti economici, auto a metano+1 utilitaria,entrambe non di lusso, assicurazioni on line, e mille altre accortezze. eppure devo lavorare full time per potermi permettere di pagare l’affitto, i vestiti economici, le bollette, ecc…
credo che siamo tutte sulla stessa barca.
mi basterebbe poco davvero per essere felice, una cosa che molte mie amiche /conoscenti hanno per pura fortuna, cioe’ un’appartamento proprio, su cui non pagano ne’ affitto ne’ mutuo, perche’ ereditato o comprato da generosi genitori.
in questo modo, senza affitto ne’ mutuo, potrei lavorare part time; sarei nella stessa situazione, nel senso che togliendo l’affitto ma lavorando 4 ore i nmeno le entrate alla fine sarebbe le stesse di ora, non potrei quindi permettermi tanto di piu’ di ora, ma mi sentirei una regina, perche’ passerei piu’ tempo con mia figlia.
ma purtroppo, non si puo’.
e credo che nella mia situazione ci siano tante, tante di voi.
che dire, teniamo duro.
12 gennaio 2012 alle 09:54
ciao a tutte.
@mary: scusa ma se parli così la cose sono 2 o tuo marito guadagna molto e ti puoi permettere di stare a casa, o come ha detto Valentina hai casa di proprietà, perchè se sapessi cosa significa lavorare in 2 e per 8/10 ore al giorno e faticare anche a pagare le bollette+affitto+vestiti(dei mercatini ovviamente) sapresti che per molte donne che vogliono diventare madri al giorno d’oggi, il senso di colpa inizia ancora nel momento in cui si progetta di avere un figlio, pensando che lo dovrai portare all’asilo piccolissimo, o che dovrai pagare una tata per mantenerti il posto di lavoro.perchè senza non si vive, almeno a casa mia.
12 gennaio 2012 alle 09:54
Io vivo la stessa condizione di Vale cioe’ sono costretta al lavoro full time per pagare mutuo, bollette e spese fisse ed anche noi non facciamo una vita da nababbi ma vivere in una citta’ come Roma, ma credo come molte altre d’Italia ha dei costi elevatissimi! Cosi’ vivo nell’attesa di tornare a casa dal mio piccolo per passare piu’ tempo possibile con lui e cerco di organizzare tutto in modo da dedicargli piu’ tempo possibile, tipo la spesa e la palestra in pausa pranzo, cucino la sera quando si e’ addormentato per il giorno dopo, e cosi’ via. In realta’ abbiamo i nonni vicini e disponibili ma in questo la penso come mary il tempo con mio figlio non ha prezzo e non voglio lasciarlo a nessuno per fare altro,cosi’ appena esco da lavoro corro da lui gia’ mi pesa non andarlo a prendere all’asilo figuriamoci…
A volte ci concediamo un’uscita a due, cinema o cena, i miei genitori sono disponibili e vengono a casa nostra cosi’ Fede si addormenta tranquillo nel suo lettino, non riuscirei a fare piu’ di questo pero’ se Valentina e suo marito se la sentono fanno bene a farlo, assolutamente nessun giudizio negativo nei loro confronti
12 gennaio 2012 alle 10:12
@silviafede:siamo nella stessa situazione…anche io non ce la faccio proprio a toglierle altro tempo, a parte un’uscita ognitanto a due.
e una super organizzazione: tutto in pausa pranzo, cena per la sera, panni da lavare o stendere, pulizie, tutto quell oche posso, palestra mentre lei fa nuoto, nella palestra sopra la piscina.
cosi’ alle 18, quando arrivo (lavoro vicinisima a casa) posso giocare con lei…colorare, o semplicmente chiacchierare fino all’ora di cena.
che vitaccia pero’.
chi se la sente fa bene a crearsi un proprio spazio, ma io non ci riesco.
mi sentirei una regina davvero se solo potessi fare un part time.
12 gennaio 2012 alle 10:54
cara vale, sono anch’io nella stessa identica situazione: conosco bene le corse della pausa pranzo per cercare di terminare tutti i lavori di casa prima che arrivi la sera.
Quando sono a casa, esattamente come te, dedico tutto il mio tempo alla bambina.
Anche io e mio marito a volte riusciamo a ritagliarci tempo per noi, anche per andare a cena ma pochissime volte l’anno.
A dire il vero, siccome tutti i nostri amici hanno bambini press’a poco dell’età della nostra stellina, spesso al sabato ci riuniamo in casa di uno o di un altro e facciamo cena tutti insieme così i bambini giocano e noi vediamo gli amici.
Insomma, le pensiamo tutte per non lasciare nostra figlia a casa coi nonni.
Il mio pensiero fisso è: già la lascio per il lavoro (doveroso), non la volgio lasciare anche per altre cose!!!!
12 gennaio 2012 alle 10:55
@vale: infatti la parola d’ordine e’ ANTICIPARE!!! Mi anticipo tutto quello che posso per dedicarmi a Federico, ma non per non sentirmi in colpa (missione impossibile) ma proprio perche’ mi piace stare con lui. A volte e’ molto faticoso perche’ dopo una giornata di lavro avrei voglia di rilassarmi, ma giocare con lui o fare una passeggiata insieme mi ripaga di tutti gli sforzi. Per questo la penso come mary nel limite del possibile (quindi lavorando full time come ho gia’ detto) ho voglia e bisogno di stare con mio figlio e lasciarlo a destra e sinistra (se non in casi eccezionali) per fare cose da sola non mi darebbe le stesse soddisfazioni. Durante le vacanze me lo sono proprio goduto, specie qualche giorno che mio marito lavorava, ci svegliavamo la mattina con molta calma, senza fretta, senza orologio e lui mi diceva “mamma dove ce ne andiamo oggi?” e partivamo in giro per Roma, zaino in spalla e metropolitana, tipo turisti, ci siamo divertiti un mondo!!!
12 gennaio 2012 alle 11:16
ciao a tutte finalmente riesco a scrivere……
mi siete proprio mancate. Piano piano mi aggiorno un po’ sulle ultime novità.
Un bacione a tutte
12 gennaio 2012 alle 11:22
x mary: più o meno anche io sono nella stessa situazione di vale. A differenza che ho un mutuo di 30 anni…ora 27 da pagare. Lavoro tutto il giorno proprio per pagare mutuo e bollette. Compro vestiti per me e i bimbi in prevalenza quando necessitano e di certo nn di marca. I miei bimbi indossano abiti che mi passano e anche per me è la stessa cosa. NN ci concediamo nessun lusso se nn una pizza ogni 3 mesi circa però mangiata a casa. Da quando abbiamo comprato casa ho smesso con l’esetista e la palestra perchè nn me lo posso permettere…..tanto la palestra la faccio stando dietro ai bimbi e sinceramente nn mi manca.D”estate facciamo una settimana di vacanze al mare in appartamento perchè costa meno. Purtroppo le spese sono tante e i soldi nn bastano mai, ma nonostante i molti sacrifici nn ci manca nulla. L’unica cosa che mi piacerebbe è proprio passare più tempo con i bimbi. Per il resto va bene così e siamo lo stesso contenti.
Quando è nata la prima figlia devo dire che avevamo una sicurezza economica perchè abitavamo sotto ai miei suoceri e quindi niente mutuo nè affitto. Le cose però nn sono andate bene e per il bene della mia famiglia ce ne siamo andati. E con tutta sincerità sono più che contenta perchè dove abitiamo adesso posso dire che è casa mia e quando arrivo alla sera mi sento a casa, prima invece dovevo chiedere il permesso per ogni cosa…anche per appendere un quadro. Certo è stata dura partire da zero e lo è ancora adesso ma almeno ho la serenità della mia famiglia.
12 gennaio 2012 alle 11:42
Figuratevi che io lavoro dalle 8 alle 10 ore al giorno, niente palestra, da quando è nato mio figlio 0 uscite a due, solo 1 settimana al mare d’estate se si riesce, abbigliamento grandi firme mai visto, l’unica cosa su cui guardo un po’ meno al prezzo è più alla qualità solo le scarpine per il bimbo perchè per me è fondamentale che stia comodo, pizza una volta a settimana però presa e mangiata a casa, corse e frenesia giornaliera eppure…. a nostro modo siamo strafelici ugualmente. Quando siamo a casa cerco di stare con mio figlio il più possibile e per fortuna ho un marito che comprende e mi aiuta quando può…evviva la famiglia, evviva i figli, evviva lo stress….
12 gennaio 2012 alle 11:50
@silviafede: gia’, anticipare, perche’ anche io, nonostante rinunci a molte cose che potrei fare, in realta’ adoro stare con mia figlia, quindi preferisco di gran lunga stare con lei che fare chissa’ quali altre cose…
tanto i sensi di colpa ci sono, e ci saranno sempre lo stesso…
e anche io penso sempre come mamma sere: la lascio per i llavoro, non voglio lasciarla anche dopo lavoro! perche’ chi me lo rida’ poi il tempo che non passo con lei?! chi mi puo’ ripagare quanto lei di una giornata sterssante al lavoro? nessuno…SOLO LA MIA PRINCIPESSA.
12 gennaio 2012 alle 12:27
Ho dimenticato due considerazioni: a me piace il mio lavoro e mi gratifica molto, non e’ solo una necessita’ economica, pero’ come ha detto Vale vorrei lavorare una-due ore in meno per andare a prendere Fede con calma a scuola tutti i giorni e correre un po’ di meno, e per rispondere a mary, pur avendo la possibilita’ di far stare Fede a casa con i nonni ho deciso comunque di mandarlo al nido a 16 mesi, perche’ secondo me e’ un’esperienza importante per il bambino che si confronta con i suoi simili ed impara tante cose che a casa non siamo in grado di fargli fare. Certo se avessi avuto un altro orario lo avrei mandato solo la mattina e poi avrebbe passato il pomeriggio con me, ma totalmente a casa non sono d’accordo, pero’ ribadisco che ognuno prende le decisioni che ritiene piu’ giuste per i propri figli.
12 gennaio 2012 alle 13:02
beh…come ho già detto altre volte io sono molto fortunata xchè faccio il part-time di sei ore (continuato), quindi alle tre esco e vado a prendere i bimbi all’asilo. per quanto riguarda le uscite….devo dire ke non ne ho mai sentito l’esigenza, anch’io preferisco organizzare cose con gli amici con figli in modo da far stare in compagnia i bimbi e noi riusciamo a chiacchierare un po’ …. a parte il prossimo week-end…. domenica è il nostro anniversario di matrimonio….. andremo via sabato appena prima di pranzo e torneremo domenica subito dopo pranzo…. meglio di niente…ce la godremo, e a dire il vero non mi sento in colpa!!!!
per quanto riguarda il non lavorare e stare col bimbo fino a tre anni… quando mio nipote aveva un anno mia cognata mi disse “io non lo mando al nido, ho deciso di sacrificare il mio lavoro per lui….” e così è stata a casa…………. poi ci è capitato di vedere il cud di mio cognato …. più altro della somma di quello mio e di mio marito!!! povera ke ha sacrificato il lavoro…. vi dico la verità…anch’io l’avrei sacrificato….. è ke con uno stipendo normale NON si vive…..anche senza figli!!!!!
e cmq………..io sono favorevole al nido…anche avendo la possibilità di stare a casa credo ke avrei preferito mandarglieli….. la mia esperienza è stata davvero positiva….. secondo me ai bimbi è davvero utile!!! mia opinione….ognuno poi pensa e dicide come preferisce…..
12 gennaio 2012 alle 13:18
Ciao, oggi ho preso un gg di ferie visto che il mio piccolo è malato (tutta settimana è stato con i nonni) e lo devo portare dalla pediatra. anche noi lavoriamo per le spese, cerchiamo di risparmiare il più possibile. le uniche spese “superflue” sono per il bimbo (lo mandiamo in piscina e lui è strafelice), per il resto parrucchiera solo in casi eccezionali (l’ultima volta ci sono andata ad ottobre x tagliarli visto che ne perdevo parecchi x stress da cognata), fuori a cena (con il pupo) una volta ogni tanto e se c’è qualche occasione particolare, altrimenti la pizza la preparo io con il bimbo che mi aiuta (e non vi dico poi la cucina), un po’ x risparmiare e un po’ x fare qualcosa con lui.
anch’io come vale, silviafede e tante altre lavoro per necessità e faccio salti mortali per stare il più possibile con lui, giocando tante volte d’anticipo e cercando di stare il più possibile (quindi i nonni una volta a settimana così la sera ce lo godiamo solo noi).
per quanto riguarda il discorso di mary,anche se faccio i salti mortali rinunciando a tanto un altro figlio lo vorrei fare e questo perchè se un figlio dà un’immensità di soddisfazioni immagino come sia averne due. certo ci saranno altre rinunce e piùsalti mortali ma credo che i bambini debbano avere un po’ di compagnia in casa e avere un fratello (anche se poi crescendo si può non andare d’accordo) sia una cosa bella. certo per noi genitori non sarà una passeggiata, ma credo che sia più importante dare a mio figlio amore, serenità, valori importanti (rispetto, sincerità, capacità di fare sacrifici per ottenere uno scopo e amore di un fratello) piuttosto che cose materiali.
Ho litigato spesso con mia suocera (e vale se lo ricorda perchè siamo sulla stessa barca) perchè a mio figlio fanno spesso regali e giochi anche senza motivo e io invece voglio che lui impari a desiderare e che abbia meno giochi. deve capire che non si può avere tutto.
lo stesso è per la mamma, la mamma non può stare sempre con lui, deve lavorare per poter poi comperare tante cose. e come già gli ho detto una volta la mamma non lavora solo in ufficio, ma anche a casa e soprattutto per lui…
come al solito ho scritto un papiro.
scusatemi
12 gennaio 2012 alle 14:02
Ragazze poi è una scelta di vita: io ne ho tre, forse l’ho già scritto (ma non sono molto attiva nel forum) il primo partorito e il secondo e terzo adottati; la vita che facciamo è abbastanza spartana … Ci si deve essere abituati e volerlo. C’è anche da dire che quando una coppia ne ha tre (e io spero anche in un quarto tra qualche anno) i bambini si devono responsabilizzare altrimenti hai finito di vivere! Ho molte amiche inglesi e americane che hanno due/tre figli e vi assicuro che non si fanno tutte le menate che ci facciamo noi. Forza coraggio!
12 gennaio 2012 alle 14:46
sono d’accordo con tutte voi…con silviafede, perche’ comunque potendo scegliere non e’ che non lavorerei, ma lavorerei part time, cosi’ sia io che eles possiamo avere esperienze anche fuori casa, com’e’ giusto che sia. i sensi di colpa ci sono, ci saranno sempre, soprattutto perche’ non posso fare il part time, ma non e’ giusto secondo me tenere i bambini a casa. io ho mandato eles al nido, come voi, non solo per necessita’ ma soprattutto per scelta.e’ stata un’esperienza impagabile.
e sono d’accordo con ciocco 73: nonostante i sacrifici, non troverei giusto lasciare eles da sola. io sono figlia unica, e certe volte mi sento davvero sola, soprattutt oquando ci sono problemi i nfamiglia.e non e’ bello.
@ge1977: allora buonweekend!!!! certo che non devi sentirti in colpa, quindi divertitevi!
12 gennaio 2012 alle 15:19
@ge1977: buon week end!!! Come procede il tuo proposito 2012? Spero bene hai fatto un’ottima scelta per te e i tuoi bimbi…tieni duro quando hai voglia di fumare pensa a loro e resisti!
@vale: discorso figlio unico concordo con te in pieno, anche io figlia unica ho vissuto e vivo la stessa esperienza, vediamo se questo e’ l’anno buono…
@valentina: sul fatto di responsabilizzare i bambini io ammiro molto le mamme straniere che gia’ da piccoli gli danno delle regole in questo senso e riescono a gestire piu’ figli senza andare al manicomio, nel mio piccolo con un bimbo solo sto cercando di imitarle, il suo carattere autonomo e indipendente mi aiuta in questo. Quello che non riesco ma anche che non voglio fare e’ lasciare troppo tempo mio figlio con altri (siano pure i nonni) perche’ gia’ lo lascio per andare al lavoro, il resto del tempo, con qualche eccezione solo per la coppia, mi piace trascorrerlo tutti insieme, ma ripeto voi fate bene a fare cio’ che vi sentite non e’ un giudizio il mio
12 gennaio 2012 alle 15:35
sulla responsabilizzazione concordo con valentina e silviafede…(i miei post sembrano copiati da quell idi silviafede ma non siamo la stessa persona!).anche eles e’ molto indipendente, quindi questo mi aiuta molto. cerco di responsabilizzarla, non mi piaccion i bambin iche a 5 anni si fanno ancora vestire da capo a piedi, tanto per dirne una. non e’ una critica verso nessuno, solo che a me non piacciono.
eles e’ brava, vuole fare tutto da sola, le piace essere indipendente, certo, alla sera e’ stanca e magari la aiuto un po’ di piu’, ma non posso lamentarmi…
pero’ sul lasciarla, sara’ una cosa mia, ma mi spiace troppo.preferisco farle poche volte piu’ tranquilla che piu ‘spesso ma con mille sensi di colpa. in questo valentina ti invidio!
12 gennaio 2012 alle 15:48
anch’io sulla responsabilizzazione sono d’accordo. ho sempre cercato di rendere autonomo il mio luca, anche io come vale non sopporto i bambini che si fanno ancora vestire o imboccare come se fossero piccoli. e anch’io sono fortunata xchè il mio luca èha un carattere indipendente. ha solo due anni, ma le mani se le lava da solo già da quest’estate (certo lo controlliamo per non fargli fare la doccia a lui e al pavimento) e da solo si mette la cuffia, ora sta iniziando a tirarsi su mutande e pantaloni e vuole infilarsi da solo le calze (partire da una cosa semplice no?) anche se ogni tanto se le mette al collo come una sciarpa, io per ora gli faccio infilare da solo la maglietta e gli sto insegnando a mettere le calze, ma testone (nel senso di testardo) com’è sicuramente non ci metterà molto a infilarsi da solo le calze, d’altronde ha solo 25 mesi!!!
e secondo me responsabilizzare un bimbo, oltre a servire a lui (facendolo sentire grande e importante e rendendolo autonomo), serve anche a noi mamme, soprattutto se abbiamo intenzione di avere un altro piccolino…
12 gennaio 2012 alle 17:01
anch’io sono una mamma con tutti i sensi di colpa, le 8 ore di lavoro, il mutuo da pagare + spese, la bimba dai nonni e quest’anno vorrei cercare il secondo (adesso devo aspettare perchè ho fatto il vaccino per la rosolia). Ogni tanto mi dico ….. io sono qui con il mal di pancia per i sensi di colpa di doverla lasciare sempre a qualcuno…. ma quando lei avrà 13 / 15 anni in poi .. quando alla mamma non si danno bacini / abbracci davanti le amiche, se li accompagni a scuola il più lontano possibile dall’entrata, i vestiti che sceglie la mamma non vanno più bene meglio quelli scelti con le amiche …. allora potevo evitarmeli. Nonostante questa riflessione i mal di pancia non passano e le soddisfazioni e l’affetto che mi da lei o loro ripagano di tutto anche in previsione di un domani. Perchè fare figli …… per poter essere orgogliosa di loro e poter dire forse ho fatto qualcosa di buono ….
12 gennaio 2012 alle 19:53
Ciao a tutte,premesso che rispetto le scelte di tutti e non voglio fare i conti in tasca a nessuno ma credo che a chi la banca concede 1 mutuo da 1000 euro al mese deve avere piu’ di 2000 euro di entrate…contando asilo nido, seconda macchina per andare al lavoro, benzina e tata…non so quanto convenga andare a lavorare a meno che non abbiate un buono stipendio.
Ho la fortuna di avere 1 appartam di proprieta’ ma non mi vergogno a dire che quando mi sono sposata ho rinunciato al vestito da sposa, al viaggio di nozze e al fotografo per comprare il necessario per la piccola e nn sono mai stata da un’estetista in vita mia.
Stando a casa mantengo 1 macchina sola e faccio la spesa al mercato rionale per risparmiare mio marito ha 1 stipendio normale che ci facciamo bastare.
Sono sicura che per qualcuna di voi sicuram sia necessario lavorare ma non credo che la realizzazione personale e l’ egoismo per il proprio spazio non giochino 1 parte importante cosa comprensibilissima ma non cosi’ condivisibile visto che i nostri figli dovrebbero essere piu’ importanti di noi stesse! Conosco adulti figli unici felici e realizzati e tutte le persone che vengono da famiglie numerose mi dicono che farebbero al massimo 2 figli e non di piu’
Un bambino deve essere capito per essere sereno e sentirsi amato non so davvero come si possa fare solo nel week end e alla sera mentre si cucina e si deve pulire la casa a percepire le perplessita’ di 1 figlio.
13 gennaio 2012 alle 09:33
@mary: premetto che non voglio polemizzare, ma credo che lavorare per una donna sia importante. non è egoismo il fatto di volersi sentire realizzate. pensa che quando i ns figli (il mio ne ha 2) avranno 15/16 anni sarà difficile che siano da accudire come ora, e allora cosa facciamo? le casalinghe disperate? credo che un part-time possa conciliare il ns “egoismo” (come lo chiami tu) con il ns essere mamme.
inoltre puoi stare a casa anche tutto il giorno e rendere infelici i tuoi figli. non è la quantità di tempo che dedichi al figlio/figli ma la qualità.
non credo, anche se lavoro 8 ore e mando il mio piccolo al nido e sono sempre di corsa, che miio figlio sia infelice, non sereno e possa sentirsi non amato. anzi, sono convinta che sia superfelice, sereno e amatissimo.
credo che tutto dipenda da quanto desideri un figlio e da come ti “prepari” psicologicamente a crescerlo.
io sono una mamma abbastanza severa, lui un bimbo vivace, esuberante e sempre sorridente, è anche ubbidiente (non sempre ma come tutti i bambini) e proprio stamattina mi ha detto che sono “bella più del sole” e per lui è come dire ti voglio tanto bene.
ieri sera sono andata dal dentista e lui si è preoccupato di sapere se avevo male…e mi ha dato tanti baci.
non pensare che chi lavora 8 ore sia felice di farlo. come ho detto farei volentieri un part-time ma non me lo permettono e non posso permettermelo, ma io e mio marito abbiamo progetti, vogliamo rendere la vita di ns figlio più bella possibile e facciamo questo sacrificio (in più mio marito ha perso il lavoro e ha trovato un lavoro a tempo determ. che scade a febbraio e non sappiamo se lo rinnovano) proprio x ns figlio.
quando siamo a casa, sia la sera che il w.e. ci dedichiamo a lui.
ora luca è grande e mi aiuta a cucinare la sera (se vuole altrimenti gioca), ma prima stavo con lui finchè non arrivava mio marito (lui arriva verso le 18.30) così poi ci davamo il cambio e cucinavo (se non lo facevo in pausa pranzo).
mi sono dilungata troppo come al solito scusatemi
13 gennaio 2012 alle 09:51
@mary: hai ragione ognuno in questo campo fa le proprie scelte, piu’ o meno obbligate come il lavoro full time (per sopravvivere ma anche per dare una stabilita’ economica alla famiglia) o la volonta’ di mandare i bimbi al nido pur potendoli far stare a casa e cosi’ via. Quello su cui non concordo con te e’ la parte finale in cui dici “Un bambino deve essere capito per essere sereno e sentirsi amato non so davvero come si possa fare solo nel week end e alla sera mentre si cucina e si deve pulire la casa a percepire le perplessita’ di 1 figlio” perche’ tu ne fai esclusivamente una questione di tempo e non di qualita’. Io, ma anche le altre amiche del blog che sono intervenute sull’argomento, ho specificato che a parte il tempo in cui lavorio e Federico e’ a scuola (nido, materna comunque un luogo dove vive una bellissima esperienza), dedico a lui tutto il resto del tempo poco o tanto che sia, a discapito magari delle pulizie, del riposo personale, di altre attivita’ proprio perche’ lo mettio al primo posto e voglio dedicargli le attenzioni che merita. Quindi la mia risposta e’: si puo’ amare e capire un bambino anche solo nel week end e in poche ore al giorno…i bambini sentono il nostro amore e crescono comunque sereni anche se non stanno 24 h con noi
13 gennaio 2012 alle 09:57
Esprimo la mia opinione………..
La mia mamma biologica non ha mai lavorato e vi assicuro che era meglio il contrario ha fatto più danni che resto!! Con la prima figlia all’inizio è stata dura perchè lavorava solo mio marito. Si guardavano anche le 50 lire vi assicuro. Adesso potrei stare a casa ma sono fortunata perchè ho un lavoro che mi gratifica e soprattutto part-time. Riesco a conciliare tutto. Anche quando erano tempi duri eravamo felici lo stesso con poco e mi permetto di aggiungere che non conta solo la quantità di tempo che si dedica ai figli ma la qualità. Vedo amici della senior con genitori che hanno sempre lavorato tutto il giorno che sono fantastici e altri invece con la mamma a casa che sono da paura e viceversa. Secondo me non si può generalizzare.
13 gennaio 2012 alle 10:02
@mary: come ho detto, se non avessi 600 euro di affitto (che mi portano via meta’ stipendio) lavorerei parti time. alle fine del mese i soldi sarebbero gli stessi, ma starei di piu’ con mia figlia.
non potrei permettermi di stare a casa neanche se no navessi l’affitto, perche’ lo stipendio di mio marito non basta. e come ho gia’ detto non ci sono spese extra. ma gli stipendi sono quell iche sono, e le spese quelle che sono.
poi c’e’ la scelta di non tenere un bambino in casa fino ai 6 anni, scelta che no ncondivido, potrebbe fare mezza giornata, quello si’, ma non si puo’.
e come ti ho gia’ detto, il tempo libero e’ tutto per lei.
cucino in pausa per la sera, pulizia idem, quindi non ascolto mia figlia mentre cucino e pulisco.
se tu ci riesci sei fortunata, ma bisogna sapere anche dove vivi. il posto incide.
in alcune citta’, anche se lavori in due, permettersi una pizza e’ difficile.
13 gennaio 2012 alle 10:10
il mio ‘proposito’ direi ke va benissimo….grazie!!! è da lunedì ke non fumo…..e ancora non ho ucciso nessuno
:):) in realtà pensavo ke sarebbe stata più dura…. vediamo se resisterò per sempre!!!!
è vero ke i nostri figli sono più importanti di noi stesse….su questo non c’è dubbio….però non credo ke sia necessario annullarsi completamente…. piuttosto ke una mamma triste e insoddisfatta 24 ore su 24, penso sia meglio una mamma contenta 6/8 ore al giorno… e cmq, come ho già detto, secondo me non è giusto tenere a casa i bimbi fino a tre anni….io sono pro asilo nido….credo ke per i bambini sia un’esperienza molto importante!!! io magari sarei anche contenta di stare a casa…..ma non è proprio possibile…. cmq gli asili e le bollette vanno pagati…e anche con una macchina in meno non sarebbe possibile….. il mio stipendio serve…per fortuna basta lo stipendio da lavoro part-time…..qnd penso a quelle poverette ke lavorano tutto il giorno…ragazze, non so proprio come fate…. ma non solo per i bimbi….proprio voi…..siete davvero GRANDI!!!! organizzare tutto dev’essere davvero difficile………io non so se ce la farei!!!
propongo un nuovo PROPOSITO PER IL 2012: BASTA COI SENSI DI COLPA!!! se lavoriamo è per il bene dei nostri figli……….facciamo tutto il possibile per i nostri figli….e state sicure ke loro lo sanno!!!!!!!!!! quindi tranquille………………..
13 gennaio 2012 alle 10:17
@ Mary: io non ho figli. Ma se poco poco mi azzardassi a dire a mia madre “sai mamma, voglio lasciare il lavoro dopo che ho messo su famiglia”, penso che mi guarderebbe così O.O
E’ egoismo non voler dipendere da un marito? E’ egoismo non dover andare da lui a dire “Amore scusa, mi dai i soldi per andare dal parrucchiere?” – anzi no, andare dal parrucchiere è egoismo, allora per “portare il bambino dal parrucchiere”?
Mia madre ha lasciato il lavoro quando si è sposata e mai come per quella scelta si è mangiata mani/gomiti/ginocchia e quant’altro.
Una donna puo’ avere figli felici e lavorare, anche fosse un part-time.
Tu mi dai l’impressione di essere una di quelle donne che non sono donne se non si annullano per un figlio. Ma se per te avere un figlio vuol dire annullarsi, allora aspetta quando a 18 anni se ne andrà a studiare fuori e vedi quanto sarai felice di passare le tue giornate da sola a pulire casa e fare la spesa… aspettando la sera che tuo marito torni per fare due chiacchiere… Allora sì che ti pentirai di non avere un lavoretto…
13 gennaio 2012 alle 10:33
Mi intrometto nella conversazione perchè come ben sapete è un tema che mi sta molto a cuore.
Io l’ho detto tante, tantissime volte: lavoro perchè mi piace. Mi piace il mio lavoro. Mi piace sentirmi indipendente economicamente. Mi piace sentirmi realizzata, anche se in parte (quando arrivano i figli… tante rinuncie si fanno ugualmente!!) e quindi non mi sento minimamente in colpa per il fatto che ogni mattina faccio i salti mortali per arrivare in ufficio. Anzi.
Di sicuro il part-time, per chi se lo può permettere, almeno nei primi anni di vita del bambino sarebbe l’ideale.
Ma se non si può, meglio una mamma appagata, che una insoddisfatta!
La mamma appagata, anche se stanca, trasmette gioia e tranquillità ai propri figli.
Diverso è il caso di chi, volutamente, resta a casa a fare la mamma, come per esempio la nostra mitica Cettina.
Lei è felice così, ha una splendida famiglia. E noi siamo felici per lei. E’ veramente bello avere delle testimonianze come la sua!
13 gennaio 2012 alle 10:37
@mary: ti spiego 1 cosa sui mutui, a me e mio marito ne hanno aperto 1 a tasso variabile di € 600, con la crisi è diventato di 950€, a quel punto siamo riusciti a bloccarlo, ti posso garantire che anche io vorrei avere mamma e papà che mi regalano la casetta, ma non tutti hanno questa fortuna e quindi prima di fare un figlio come in tutte le famiglie ci si fa il mazzo lavorando per cercare di avere una posizione quasi stabile.
13 gennaio 2012 alle 11:02
@maria: è vero l’importante x figli è avere una mamma appagata e serena.
Chi sta a casa e lo fa x scelta deve però rispettare chi, x un motivo o x un altro lavora. non è xchè lavoriamo siamo mamme egoiste e incapaci di comprendere i ns figli, certo abbiamo i sensi di colpa per lasciarli, ma poi (almeno nel mio caso) a mente fredda sappiamo di fare il bene dei ns figli, li lasciamo al nido/asilo in mezzo ad altri bambini con cui giocano e fanno 1000 attività diverse ed educative (tutti dicono, mia mamma compresa che è un insegnante elementare, che si vede chi è andato all’asilo, anche mezza giornata, e chi invece è stato a casa), non li lasciamo in mezzo ad una strada. arriviamo a casa e, con tanti sacrifici al ns tempo personale e ai ns vizietti, ci dedichiamo a loro, con tanto amore. se la mamma ama profondamente il proprio figlio, anche se lavora e il tempo è poco, trasmette il suo amore al figlio, dedicandosi a lui.
parlo per me, io non vedo l’ora, nonostante amo come Maria il mio lavoro anche se impegnativo (st. commercialista e 8 ore se non di più al gg, che rubo alla pausa pranzo), di tornare da mio figlio, stritolarmelo tra le braccia e soffocarlo di baci (anche se lui ridendo dice “mamma via, batta”), di giocare con lui a nasconderci quando torna il papà sul divano sotto la coperta con mio marito che finge di non vederci, di rotolarmi con lui per terra, di giocare con le sue macchinine e anche solo di leggergli un libro (o più visto che non è mai sazio di letture).
tutto questo per dire che io nonostante il mio lavoro capisco benissimo miio figlio e lo vedo crescere sereno e lui sa di essere amato oltre ogni limite.
se dovessi stare a casa tutto il giorno credo che poco alla volta morirei anche se sono tutto il tempo con lui, inoltre quando lui andrà a scuola e volessi riprendere a lavorare avrei molte difficoltà a reinserirmi nel mondo del lavoro.
per questo non credo di essere egoista, ma una mamma appagata e felice nonostante i normali sensi di colpa…
13 gennaio 2012 alle 11:14
Essendo una casalinga dovrei essere d’accordo con Mary, ma invece non lo sono e vi spiego perchè: il fatto che io abbia voluto stare a casa ad accudire i figli, il marito e la casa è stata una scelta però io ammiro tutte quelle donne che lavorano e si sentono realizzate nel loro lavoro fuori e dentro casa e che abbiano diritto anche loro di avere dei figli 1 2 3 ecc. e se poi si corre per arrivare a fare tutto che importa, tra l’altro una delle domande che mi faccio frequentemente in questi ultimi tempi è: Ma se succedesse qualcosa a mio marito io cosa so fare? Chi darebbe lavoro a una donna di 49 anni che sa fare solo pulizie e la mamma? E allora mi rispondo che forse ho fatto la scelta sbagliata a volere restare a casa e non essermi resa indipendente economicamente, si ho avuto altre soddisfazioni questo non lo nego però ai nostri giorni è un bene che le donne siano autonome finanziariamente, io guardo le mie nuore che lavorano e accudiscono benissimo i miei nipotini e ne sono orgogliosa. I miei maschioni li ho avuti giovanissima, il primo a 20 anni non ancora compiuti e adesso sono grandi, sposati e indipendenti e penso ma se non avessi le due piccole che cosa avrei fatto tutto il giorno? Ecco perchè sono d’accordo con le mamme che lavorano, perchè il periodo delle corse dura poco, i figli poi crescono, vanno a scuola, escono pure il pomeriggio e le mamme? Spero di essermi spiegata bene e di avere espresso bene il mio pensiero e come al solito Un Abbraccio a Tutte da Cettina
13 gennaio 2012 alle 11:24
@marry: mio marito è un libero professionista e prende un po’ più di me per questo ci possiamo permettere di pagare un mutuo che supera le € 1000 al mese. Di comune accordo abbiamo deciso che io non avrei messo un centesimo nel mutuo ma avrei provveduto a tutte le spese che riguardano la gestione della casa, dalle bollette alla spesa, e ti assicuro che a fine mese il mio stipendio si volatilizza senza che io mi sia potuta permettere di togliermi uno sfizio personale. Se io non lavorassi lo stipendio di mio marito non potrebbe bastare per vivere ma solo per sopravvivere ( ed è diverso). Al di là del fatto che comunque io amo il mio lavoro, al tempo stesso adoro il mio bambino ed il tempo che passo con lui anche se è poco ti assicuro che è così di qualità da permettergli di essere un bambino sereno, felice e sempre sorridente che adora i suoi genitori. Figurati che pur avendo due anni e mezzo quando andiamo a lavorare ci saluta col sorriso dalla finestra dicendoci “prendete tanti soldini così compriamo tanta pappa per la nostra bella casina”. Come hanno già detto le altre amiche del blog contala qualità e non la quantità.
13 gennaio 2012 alle 11:25
@mary: scusami, ho inserito una r in più…
13 gennaio 2012 alle 11:27
Ciao a tutte,
premetto che concordo con Maria e le amiche che hanno voluto liberamente esprimere il proprio modo di affrontare la vita da donna, moglie e mamma a Mary, che credo abbia qualche nuvoletta sulla testa che le oscura la vita reale di tutti i giorni della comune gente!!!!
Vorrei sottoporre alla Dott.ssa un quesito:
da diversi giorni il mio Luca,tre anni e mezzo, mi chiede sempre quando diventerà grande, mamma ci misuriamo….quando mi cresceranno i peli sulle braccia, e la barba?!,,,perchè sono ancora piccolo?!
il suo oggetto transizionale sono i miei capelli….mamma ho bisogno di un po di capellli!!!
Grazie
Sonia
13 gennaio 2012 alle 11:47
ciao a tutte!! la mia bambina Martina che ha appena compiuto 3 anni, non si è mai staccata dalla sua bavaglia che usa per farsi le carezzine.L’ha sempre portata al nido e adesso che va alla materna la metta nella tasca del grembiule, altrimenti non riesce a dormire!!!
solo adesso sono riusciata a convincerla che “ogni tanto” va lavata, altrimenti la usava acnhe se era sporca e se provavo a mettere in lavatrice erano guai!!!
da quando va alla materna sono riuscita a fare part time, perchè prima con il nido che era un secondo mutuo era impossibile solo pensarci….adesso vado a prenderla tutti i giorni all’asilo e ho più tempo per giocare con lei. prima mi sentivo molto in colpa perchè erano le nonne che la tenevano al pomeriggio e quando arrivavo a casa dal lavoro era sempre arrabbiata con me.
la mia maggior soddifazione per me non è il lavoro ma stare con la mia bambina e continuo a sperare un giorno di poter stare a casa a fare la mamma a tempo pieno!!!
un saluto a tutte.
13 gennaio 2012 alle 11:49
@mimi: bentornata mimi auguri di buon anno in ritardo!
Concordo con tutto quello che hai detto ad eccezione del discorso dipendenza dal marito, perche’ nella mia famiglia io e mio marito abbiamo due conti (uno solo per il mutuo), entrambi abbiamo le firme, versiamo e preleviamo senza chiedere permessi l’uno all’altro. Se uno dei due non dovesse piu’ versare per qualunque motivo, tipo perdita del lavoro, rimarrebbe tutto uguale non perche’ uno non versa non preleva, le spese personali e per la famiglia sono in comune.
Sono assolutamente d’accordo che una donna ha diritto alla realizzazione personale fuori e dentro la famiglia, quindi il lavoro e’ una necessita’ ma anche una gratificazione e un’opportunita’per crescere e confrontarsi in ambiti diversi, l’ho gia’ scritto ieri e lo ribadisco, siamo persone e non solo mamme!
13 gennaio 2012 alle 12:22
@Cettina… che persona stupenda che sei !
13 gennaio 2012 alle 12:52
@ Silviafede: ciao e tanti auguri anche a te! ^^
Sono d’accordissimo con quello che dici, in effetti è bello poter parlare con il marito anche di cose che non siano “il bambino è stato tranquillo/agitato/ha vomitato/è stato bene. Tu che hai fatto amore?”
Dopo un po’ credo che uno impazzisca!
Per la questione conto, purtroppo non tutte le coppie si organizzano in quel modo, ci sono anche i mariti che passano un tot al mese alle mogli e loro devono organizzarlo… il resto rimane al marito o nel conto.
13 gennaio 2012 alle 13:25
Maria io non finirò mai di ringraziarti per i complimenti che mi fai ma io li giro a voi mamme lavoratrici che per me siete speciali perchè fate un doppio lavoro e vi prendete cura dei vostri bimbi con amore e devozione e ricordate che il tempo passa in fretta e tutti i sacrifici che fate ora raccoglieranno i frutti molto presto, a me sembra ieri che il mio grande è nato e quest’anno compie 30 anni, piango solo a pensarci ma non perchè io sto diventando vecchia ma perchè ne sono orgogliosa e poi ogni volta che ci vediamo (quasi ogni giorno) mi abbraccia e mi bacia come se non ci vedessimo da anni, mai uno sgarbo o una brutta parola………….. Che uomo di figlio (ma son tutti così ………..coccoloni). Queste sono le vere soddisfazioni della vita.Un Abbraccio Grandissimo a tutte da Cettina
13 gennaio 2012 alle 13:42
la questione soldi è molto delicata…. anche io e mio marito abbiamo due conti, ma entrambi in comune….ognuno versa e preleva in base alle necessità…senza dover chiedere il permesso….e penso ke sarebbe così anche se io non lavorassi….
però…..una certa parte un po’ più razionale di me pensa ke finchè non ci sono problemi i soldi sono della famiglia…. se arrivano problemi economici ho paura ke anche il marito migliore potrebbe cominciare a rinfacciare certe spese alla moglie….quindi….ben venga un po’ di indipendenza economica!!!!
13 gennaio 2012 alle 14:13
@cettina: grazie delle belle parole!sei fantastica!
13 gennaio 2012 alle 14:40
@cettina: sei davvero un apersona speciale e soprattutto hai una grande sensibilita’ verso gli altri, anche verso chia ha fatto e sta facendo scelte di vita diverse dalle tue. Ti ripeto ancora una volta che sei un grande esempio per tutte noi e fai benissimo ad essere orgogliosa dei tuoi figli sono sicura che loro lo sono altrettanto di te!
13 gennaio 2012 alle 14:42
Quello che ha detto Mimi è giusto…anche mia mamma non mi dice altro che devo lavorare (a marzo inizierò a cercare)…che per la donna è molto importante essere indipendente…..perchè è vero anche quello che dice ge1977..anche il miglior uomo potrebbe rinfacciarti le spese che per loro sono inutili….mia mamma si è pentita amaramente delle sue scelte anche se mio padre non le ha fatto mai pesare niente, ma con tre figli le difficoltà ci sono state…..@mary:secondo me sbagli…la qualità è più importante della quantità..e poi togliersi uno sfizio è meglio…quindi meglio 2 stipendi che uno…
@Cettina: sei MITICA
13 gennaio 2012 alle 15:01
@Cettina: sei grande. grazie x le belle parole
14 gennaio 2012 alle 17:53
A parte chi mi ha detto che ho 1 nuvoletta sulla testa rispetto tutte le opinioni. Io di anni ne ho 27 e mia figlia 4 percio’ tra 1 decina d’anni potro’ tranquillam riprendere a lavorare… non sono 1 vecchietta ancora e non mi vedo in futuro seduta sul divano a guardare telenovelas!!! Parlo per mia esperienza personale e vedo molti bambini al nido ke fanno scenate e poi spediti dai nonni e poi accontentati di ogni piccolo capriccio materiale e tirati su ad omogeneizzati pronti tisane solubili e merendine. Negli asili la roba da mangiare che si spreca e’ impressionante, molti bimbi non assaggiano nulla di verde e fanno gli schizzinosi e le loro mamme danno la colpa al cuoco ke cucina male. La mia bimba mangia sempre tutto e va in una piccola struttura la cucina e’ casalinga percio’ fumo dalle orecchie quando sento le mamme dar la colpa al cuoco!
Se mia figlia e’ piu’ nervosa in 1 certo periodo capisco il motivo ma se sta 1 po’ all’asilo 1 po’ coi nonni e 1 po’ con la tata mi spiegate come fate a sapere esattam cosa fa tutto il giorno per capire il suo disagio? forse la mia e’ particolarm sensibile ma per es 1 volta ha visto 1 polipo e mi ha fatto parecchie domande perke’ le avra’ fatto paura..se succedeva con la tata e si dimenticava di dirmelo avrebbe avuto gli incubi forse.
O se mi vede stanca mi chiede subito perke’ sono triste o se non provo particolari simpatie per qualcuno se ne accorge e ci parla poco persino lei.
Io credo che nel 2012 le donne siano finalm libere di non sposarsi, non avere figli o se si programmarli,fare carriera ecc e io sento molto la responsabilita’ della libera scelta… i figli non ci chiedono di metterli al mondo ma siamo noi che decidiamo di dar loro la vita e di accompagnarli finche’ non saranno autonomi. Credo sia doveroso dar loro tutto cio’ che sappiamo esser necessario per la loro serenita’.
16 gennaio 2012 alle 08:26
@mary: una mamma che lavora (parlo x la mia esperienza) ha le antenne drizzate ancor di più, soprattutto visto quello che si sente su ALCUNI (e pochi x fortuna) asili in tv. io, nonostante lavoro 8 ore o più sono molto attenta ad ogni piccolo cambiamento di umore del mio piccolo e comunque al nido che frequenta ogni bambino ha un libretto in cui viene annotanto anche se va in castigo. lo scorso anno il mio piccolo (che ora ha 2 anni) continuava a mordere. siamo stati chiamati al nido dalla sua educatrice. ci ha fatto arrabbiare perchè ha insinuato che il mordere del mio piccolo potesse essere causato da tensioni tra me e mio marito, ma con calma le ho spiegato che con ogni probabilità il vero motivo era la potente dermatite collegata anche al fatto che ogni settimana mi tagliava un dente. guarda caso appena ha tagliato i denti si è calmato.
se mio figlio sta con i nonni a mezzogiorno chiamo x sapere se tutto ok e chiedo cosa fa.
comunque anche a lui chiedo cosa fa, ma ha talmente fantasia in questo periodo che la risposta non è mai quella giusta (es. al nido colorano e lui mi dice che ha fatto pasta di sale o viceversa).
questo esempio x farti capire che anche se lavoriamo non abbiamo le fette di salame sugli occhi anzi.
e da mamma credo che i ns piccoli nel ns cuore non saranno mai autonomi…saranno sempre i ns piccolini. dobbiamo usare la testa non sempre il cuore…
16 gennaio 2012 alle 09:12
@mary: a volte per dar loro quello di cui hanno bisogno (tra cui ti ricordo ci sono anche cibo e vestiti dignitosi, non di marca, dignitosi) occorre lavorare, volenti o nolenti. se non te ne rendi conto, inizio a pensare che tu non ne abbia bisogno di lavorare per vivere. se io mi potessi permettere di stare a casa, capirei pero’ chi non puo’ permetterselo. fai bene a non lavorare se puoi, cio’ vuol dire magari arrivare a fine mese con numerose rinunce anche per te, ma pensa noi che di rinunce ne facciamo ugualmente, ma che per vivere anche con rinunce dobbiamo comunque lavorare? forse dovresti aprirti un po’ e capire che no ntutte siamo fortunate da avere una casa di proprieta’, non sai cosa vuol dire pagare ogni mese 600 euro ad una pesrona per vivere in una casa non tua.
quello che dici sui figli in parte e’ vero, ma allora non li farebbe piu’ nessuno i figli, e la razza umana si sarebbe estinta da un pezzo. invece noi facciamo figli, li amiamo li cresciamo ma dobbiamo lavorare.
mia figlia non e’ cresciuta con pappe pronte, ma cucino sempre io e ho sempre cucinato io per lei e per mio marito (ti ricordo che sacrifico la mia pausa pranzo anche per questo), e mangia di tutto. di certo non e’ schizzinosa.
secondo il tuo ragionamente, tu sola potresti fare figli tra noi.
non e’ questione di scegliere la carriera o la famiglia, ma di arrivare a fine mese con una famiglia.e’ diverso, se avessi scelto la carriera, ora non fari 8 ore al giorno ma farei un lavoro senza orari senza sabati ne’ domeniche, sicuramente piu’ remunerato e piu’ bello, ma incompatibile con la famiglia.
e ti assicuro che mi accorgo quando mia figlia e’ nervosa, e sono abbastanza sensibile e la amo abbastanza da capire il perche’ lo e’.
anche mia figlia se mi vede triste viene da me mi abbraccia e mi accarezza, o se ho mal di pancia mi propone una camomilla.
ma non prova antipatia per le persone che io non trovo simpatiche, semplicemente perche’ ha una sua testa con cui provare simpatia o antipatia. il fatto che io sia sua madre non vuol dire che debba fare tutto esattamente come me.
riesco a fare tutto cio ‘anche se lavoro pensa un po’. e come faccio? perche’ amo mia figlia, semplice.
come faccio? sacrifico molto tempo per me, questo si’. ma le soddisfazioni no nsi contano.
ti prego quindi di non descriverci come madri snaturate ne’ con stereotipi (i figli di mamme che lavorano non mangiano niente all’asilo perche’ vivono di pappe pronte, ecc….), perche’ penso a questo punto che tu proprio non abbia idea di che vita facciamo.
e non vorrei deluderti, ma gia’ si fatica a trovare lavoro a 25 anni, al giorno d’oggi, figuriamoci a 37 con una famiglia.
amare un figlio non significa tenerlo necessariamente a casa solo con la mamma, significa anche aprirlo al mondo. se poi uno potesse, certo, in una giornata, mezza la passerei con mia figlia, e mezza al lavoro e lei a socializzare all’asilo, ma non si puo’. e forse e’ questo che no nti e’ chiaro. CHE NON SI PUO’. e allora cosa dovevo fare? non fare figli? li puo’ fare solo chi e’ ricco o chi ha una casa di propireta’ e puo’ permettersi di non lavorare? queto mi sembra un ragionamento un pochino superato.
comunque, tu libera di pensarla come vuoi, ma smettila di additarci come madri irresponsabili che fanno i figli senza curarsi di loro, e che li crescono a pappe pronte.
16 gennaio 2012 alle 09:13
@Mary: in bocca al lupo “tra una decina d’anni”.
Si spera che per allora la situazione lavorativa sia migliore di quella di oggi, perché se aspetti che tua figlia abbia 14 anni per riprendere a lavorare, non so quanto e cosa trovi…
Oltretutto, ti preoccupi che ora, a 4 anni, tua figlia sia serena. Giustissimo, per carità! E da madre preoccupata della salute psicofisica della tua bambina, torneresti a lavorare nella fase più delicata e complicata, quella dell’adolescenza?
Quella in cui hanno più scompensi emotivi ed emozionali? Non hai paura che non la capiresti? E non pensi che non ha avuto paura del polpo ma magari era solo curiosa, altro che incubi? A volte sono le paure delle madri a far venire su figli paurosi…
16 gennaio 2012 alle 09:21
oddio mary!!!abbiamo la stessa età, stesso nome, ma diverso modo di pensare! se tua figlia avesse visto il polipo con la tata e coi nonni avrebbe fatto a loro le domande!!! o al max non avrebbe dormito e il giorno dopo tu gli avresti spiegato del polipo!!! non si muore di queste cose! anzi SI CRESCE! mi sa che sei un pò tr apprensiva! anch’io sono una mamma giovane come te, il mio maggiore ha 8 anni, e il min 4, per scelta preferisco lavorare, purtroppo non trovo un part time, e allora faccio a giornata! i miei figli crescono cmq, sono molto sereni! ma tu sei sicura che tra 10 anni troverai lavoro? non per demoralizzarti, ma forse non ti sei accorta di che cosa ci sta fuori dalle tue mura, la crisi primo, e poi l’ esperienza che richiedono sempre quando assumono una persono di circa 40 anni! ma poi scusa cosa fai tutto il giorno quando tua figlia è a scuola?
16 gennaio 2012 alle 11:00
@mary: mi sa che tu vivi in un altro pianeta…già a 25 anni ci sono delle difficoltà enormi per entrare nel mondo del lavoro senza aver avuto un minimo di esperienza, figuriamoci a 34….e poi sei sicura che riusciresti a lasciare tua figlia nella fase più delicata: l’adolescenza?..mah…..io non ti capisco…per quanto riguarda le pappine hai torto..conosco tante mamme lavoratrici che preparano in casa gli omogenizzati, i passati di verdura, etc….da premettere che ancora non lavoro (ma inizierò presto a cercare) ma ieri mattina ho preparato tutto per il mio bimbo: passati di verdura, brodo, omogenizzati e poi li ho congelati perchè qui sono sola e durante la settimana non avrei molto tempo….basta sapersi organizzare…e quando avrò la fortuna di lavorare continuerò a fare lo stesso in modo che la tata possa dargli le cose che preparo io…
16 gennaio 2012 alle 11:33
vale ha detto esattamente ciò ke penso anch’io in modo perfetto….. quindi io dico solo ke non sono per niente d’accordo con mary!
mia mamma ha sempre lavorato tutto il giorno, io sono cresciuta benissimo, serena e felice…..ho sempre saputo ke potevo contare su di lei….mi ha sempre capita benissimo…..l’adoro ed è stata una mamma fantastica…….e lo è ancora!!!
@cettina: sei un mito!!!!!!!!!!!!
16 gennaio 2012 alle 11:34
@vale/mimi/mary84/mammamaria76: credo che a questo punto sia inutile prendere come una cosa personale (per mary saremo sempre madri snaturate) e cercare di far comprendere che chi lavora non è una persona egoista perchè pensa solo alla propria soddisfazione personale, che chi lavora non è una madre attenta e premurosa, anche se i ns figli sono sereni nonostante li mandiamo al nido/materna/scuola/nonni/tate, che non ci preoccupiamo dei ns famigliari e facciamo mangiar loro solo schifezze (io ieri ho fatto la pizza, 2 ore per prepararla/lievitare ecc, ma fa niente, adoro cucinare e preparare la pasta fatta in casa, certo ora ho meno tempo e non lo faccio, ma l’inverno prossimo ricomincerò, è il mio proposito x 2012 visto che il mio cucciolo farà 3 anni verso la fine dell’anno). ragazze è inutile “dar da bere al cavallo che non ha sete”…
avete detto cose giustissime.
mio marito non ha un lavoro fisso, ha un contratto a tempo determinato che gli rinnoveranno x un altro anno. questo week-end abbiamo parlato di rimandare al prossimo anno il secondo figlio, proprio x dare alla famiglia una stabilità. non rinuncerò a lavorare, vogliamo mettere da parte i soldi x i ns figli, l’università costa e saranno sicuramente obbligati a farla x trovare sbocchi nel mondo del lavoro, sperando che ci sia ancora x loro opportunità lavorative qui da noi.
@mary: tu mi sembri mia cognata. non offenderti, ma ti senti molto principessa sul pisello… perfetta solo tu… beh ti sbagli. lavorare costa più fatica se sei mamma, ma poi fare la mamma ti dà più soddisfazioni. come aveva detto cettina noi lavoriamo il doppio, anche se i ns mariti ci aiutano (e credimi mio marito mi aiuta, anche solo facendo giocare o portando a fare un giro in bici il piccolo) e anche i ns mariti sono persone che fanno sacrifici per la famiglia. ai figli bisogna insegnare che la vita non è tutta rose e fiori, ma anche spine. mio papà dice sempre questa frase “passare dal brutto al bello è bello, ma passare dal bello al brutto…” questo x dirti che bisogna essere abituati a fare sacrifici perchè non sai cosa può succedere nella vita di tutti noi.
avere un lavoro per una donna, non è solo egoismo, ma anche indipendenza, non dal marito, ma dagli imprevisti che la vita può riservare.
ti auguro di trovare lavoro, ma come dicono bene le altre già non è facile per chi lo ha perso e non è uscito dal mercato, figuriamoci rientrarci tra 10/20 anni!!! anche perchè l’esperienza che puoi aver acquisito prima di avere figli (se mai hai lavorato in vita tua, mi viene anche questo dubbio) ormai sarà inutile perchè superata, già è così se ti fermi un anno. (nel mio lavoro ho dovuto studiare e riaggiornarmi eppure sono stata a casa solo 5 mesi e mezzo, ma negli st. commercialisti, l’aggiornamento è quotidiano, 5 mesi sono un’eternità)
comunque ti auguro di non aver mai bisogno di lavorare, altrimenti rischi un esaurimento nervoso dopo solo 2 gg…
16 gennaio 2012 alle 12:25
Mi sembra di essere alle solite…mamme contro altre mamme! Invece di essere solidali tra noi ci mettiamo a fare mille confronti, dopo parto naturale contro cesareo, allattamento al seno contro allattamento artificiale, ecc ora abbiamo mamme lavoratrici contro mamme a tempo pieno! Assurdo! Credo che ogni mamma faccia del suo meglio, proprio perche’ ama infinitamente il proprio bambino, per stargli vicino, dedicargli attenzioni e cure e cercare di crescerlo nel migliore dei modi anche dal punto di vista economico. Quindi cara mery tu hai fatto la tua scelta pensando in buona fede che sia la migliore per tua figlia, altre mamme come me hanno scelto o sono obbligate a lavorare, ma tutte agiamo per il bene dei nostri figli e cerchiamo di non fargli mancare mai il nostro amore. Un consiglio di cuore e senza pretese : far crescere i figli sotto una campana di vetro, per proteggerli dalle paure o dalle esperienze negative della vita non li aiutera’ ad affrontarla meglio anzi… quindi non far vivere tua figlia prevenendo i suoi possibili traumi faglieli vivere ed aiutala ad affrontarli cosi’ gli darai gli strumenti per crescere
16 gennaio 2012 alle 16:41
Mio dio!!! di lavori ne ho fatti davvero parecchi prima di rimanere incinta! comunque e poi non scrivo piu’, non mi sono mai permessa di criticare chi lavora per NECESSITA’ ma volevo solo cercare di intavolare 1 discussione interessante su dove sia arrivata l’emancipazione femminile. Abbiamo forse superato il limite?sara’ mai possibile che se 1 donna vuole fare bene la mamma (che ripeto si puo’ scegliere) debba sentirsi dare della principessa sul pisello??? Siete cosi’ sicure di aver compreso la differenza tra parita’ dei sessi o vi siete vendute la parte piu’ bella dell’essere femmine per un po’ di soldi??? Una che sta a casa a smazzarsi tutto il giorno dietro la casa e i figli e’ diventata 1 sfigata o 1 fannullona??? addirittura i bambini crescono meglio lontani dalla propria madre altrimenti vivono sotto la campana di vetro???? stanno meglio in mano agli insegnanti e agli psicologi che a casa loro??? con ke coraggio riuscite a dire che siete in grado di fare tutto bene? vorrei sentire le urla isteriche nelle vostre case di certe sere che siete particolarm stanche. e non mi venite a dire che vengon meglio su i bimbi con 8 figure di riferim che con i genitori! l’ ultima cosa pensate che tra 10 anni saremmo ancora nella stessa situazione di crisi del lavoro??? voi che fate i figli con ottimismo anche senza soldi??perche’ altrim solo chi e’ ricco puo’ fare figli! ma perche’ 1 bambino non puo’ avere diritto alla tranquillita’ famigliare ed economica prima di nascere? o i bimbi sono giocattoli da vestir bene e portare in giro la dom o da fotografare col cell.? o il proseguimento narcisistico dei propri genitori??? Non ci chiedono di venire al mondo e 1 volta al mondo solo di essere seguiti e amati
16 gennaio 2012 alle 17:13
@mary: inutile rispondere, queste tue congetture dicono tutto di te.
pensala come vuoi, vivi fuori dal mondo reale se vuoi (beata che te lo puoi permettere, e che sei ricca abbastanza da fare figli, mi viene da pensare a questo punto, noi povere mortali madri snaturate non dovremmo farli, perche’ non siamo ricche abbastanza da dargli tranquillita’ economica senza lavorare).
PERO’ NON PERMETTERTI DI DARCI DELLE MADRI SNATURATE (frasi di questo tipo “o i bimbi sono giocattoli da vestir bene e portare in giro la dom o da fotografare col cell.”, per intenderci, te le devi risparmiare,).
questo non e’ un confronto, qui ci stai seriamente mancando di rispetto.
quindi per me si chiude qui.
finche’ si parla civilmente bene, quando si passa il segno e’ meglio smettere.
16 gennaio 2012 alle 17:32
@ Mary: scusa, ma da quando una persona che vuol lavorare per avere soddisfazione personale e due Euro da spendere per se stessa è diventata una donna che si è venduta la parte più bella dell’essere femmina per un po’ di soldi?
O una donna egoista?
Una donna che vuole fare bene la mamma ci può stare, vedi Cettina che ha deciso per scelta di essere mamma e basta – nessuno qui ha detto che chi sta a casa è fannullona. Anzi, anche le casalinghe dovrebbero avere lo stipendio….
Ma veramente tu ti sei chiesta come farai a lasciare tua figlia nel periodo più complicato della sua vita, l’adolescenza? Se già adesso per un polpo è roba che ha gli incubi se non c’eri tu a spiegarle che animale era?
E sì, se guardi la situazione lavorativa, 10 anni fa eravamo messi un pochetto meglio… quindi chi ti dice che non si vada a peggio? Certo la speranza è l’ultima a morire… ma dire “torno al lavoro quando avrò quasi 40 anni” secondo me è ingenuo… non sappiamo nemmeno come andrà domani…
16 gennaio 2012 alle 17:45
@mary: scusa la schiettezza ma se tutti la pensassero come te e non facessero figli se lavorano e se non hanno una buona posizione economica i tuoi figli un domani avrebbero molta difficoltà a trovare una fidanzata o un fidanzato, e poi diresti un domani ad una figlia femmina di non lavorare perchè sarebbe una cattiva madre, e a tuo figlio di farsi il mazzo e guadagnare abbastanza per far stare a casa sua moglie?pensaci bene
17 gennaio 2012 alle 09:31
mary ti dico solo una cosa, ritieniti fortunata ad avere la casa di proprietà,e basta. evita di giudicare mamme che si fanno il mazzo tutto il giorno, correndo come matte, si a volte isteriche, ma sempre innamorate dei propri figli, coi sensi di colpa per non vedere abbastanza, ma che danno L ANIMA…siamo mamme come te, e i ns figli sono bambini uguali alla tua. fossi in te mi vergognerei per tutta la superficialità con la quale ci hai giudicate.stop
17 gennaio 2012 alle 10:03
@mary: non so perche’ i tuoi commenti iniziano sempre con “non voglio giudicare, non voglio fare polemica, ecc ” ma poi contuinuano con frasi tipo “vi siete vendute la parte piu’ bella dell’essere femminile per un po’ di soldi…” oppure “vorrei sentire le urla isteriche nelle vostre case…” e non vado oltre perche’ i toni sono ben chiari. Se vuoi convincerci che le uniche mamme degne di questo nome sono quelle che stanno a casa 24 h con i propri bambini ti avverto che perdi tempo, perche’ qui tutte lavoriamo per necessita’ e realizzazione personale (siamo persone non solo mamme!!) e curiamo i nostri figli con tutto l’amore possibile e solo questo conta…quando si fanno le cose con amore chi ci e’ accanto lo avverte ed e’ sereno. Si corre dalla mattina alla sera e’ vero, a volte si vorrebbe allungare la giornata per farci stare dentro piu’ cose, ma le soddisfazioni (lavorative e familiari) ripagano sempre dello sforzo e della fatica per questo tutte noi andiamo avanti e non molliamo…quindi non capisco il tuo astio sembra che chi lavora tolga qualcosa a te…boh? Prendi esempio dalla mitica Cettina lei ha scelto di stare a casa con i suoi figli ma non si e’ mai permessa ne’ di giudicare, ne’ di offendere nessuno per questo e’ apprezzata da tutti …cresci e impara a rispettare gli altri mary , hai una bambina ma non mi sembri molto matura
17 gennaio 2012 alle 10:39
@ Mary, adesso ti parlo direttamente premettendo che io sono una casalinga mamma di 5 figli di cui mi sono occupata personalmente il più grande ha quasi 30 anni e la più piccola3, tu hai detto che volevi “intavolare” una discussione su dove è arrivata l’emancipazione femminile però non hai detto secondo te dove è arrivata. Comunque da come ti proponi io ho capito, correggimi se sbaglio, che soltanto le casalinghe hanno diritto ad avere figli e visto la mole di donne che fortunatamente lavorano e possono contribuire economicamente ai bisogni della famiglia facciamo estinguere la razza umana, perchè di casalinghe forse ci siamo rimaste solo io e te, poi dici che i figli bisogna programmarli e farli venire al mondo quando la situazione economica è consolidata così ce ne si può occupare a tempo pieno, niente di più sbagliato perchè i figli non si possono programmare, perchè non è sempre facile rimanere incinta quando non li vuoi arrivano e quando li vuoi impieghi anni per raggiungere l’obiettivo. Poi dici che fra dieci anni puoi riprendere a lavorare…………beh mi sembra alquanto difficile senonchè smetti di fare pulizie a casa tua e li vai a fare a casa degli altri facendoti pagare perchè a 40 anni non puoi di certo aspirare a un lavoro dietro una scrivania. Comunque io rispetto tutte le opinioni e se per te questo è giusto vai diritto per la tua strada. Io posso solo dire che rispetto tutte quelle donne che lavorano fuori casa e se lo fanno per bisogno o per una soddisfazione personale sono fatti loro e nessuno dico nessuno si deve permettere di dire loro di non fare figli perchè non sono in grado di prendersi cura di loro, che per caso li conosci e abiti con loro? E se poi dici che la sera se sono stanche urlano istericamente………beh anche io se mi incavolo perchè sono stanca divento isterica e lavoro solo a casa, perchè secondo me è normale essere calme e controllati ma a volte bisogna anche urlare per buttare fuori un pò di tensione che si accumula dentro di noi. Avrei altro da dire me è meglio se mi fermo qui, solo una cosa quando ho cominciato a leggere questo blog ho capito subito che tutte le mamme o future tali erano donne lavoratrici e in un primo momento mi sono sentita un pesce fuor d’acqua e mi sono detta ma è giusto che io mamma casalinga entro a far parte di questo gruppo di amiche? E poi mi sono risposta si è giusto perche così anch’io posso portare la mia esperienza di mamma e che importa se loro fanno un triplo lavoro (fuori casa, dentro casa e mamme) e io solo due(a casa e la mamma) siamo tutte donne uniche e speciali, e questo nessuno ce lo può negare, e dovremmo essere solidali tra noi e non attaccarci l’una con l’altra. Ora è meglio che mi fermo perchè sto scrivendo la pagina di un libro Un Abbraccio a Tutte da Cettina
17 gennaio 2012 alle 11:10
@Cettina: mitica!!!! sei supersaggia…un bacio
17 gennaio 2012 alle 11:11
Mary: avrai tanto tempo da passare con tua figlia ma se queste sono le tue idee e se giovane come sei la pensi così penso che sia meglio per tua figlia avere altri punti di riferimento. A te non ho nulla da invidiare. Lavoro anche per risparmiare qualcosa per i miei figli e adesso ne ho una ma entro l’anno prossimo (natura permettendo) ne cercherò un altro. Ti auguro solo di non avere mai problemi economici, o che tuo marito non perda il lavoro, perché tu tra di noi saresti la prima a crollare. Vivi nel paese delle meraviglie se pensi che il mondo del lavoro aspetta te a 40 anni con poca esperienza e magari con solo il diploma (anche perché se vanti a 27 anni di aver lavorato tantissimo penso che avrai sacrificato il tempo allo studio). Anzi visto che noi siamo quelle isteriche, madri snaturate, a me sembra che tu stia cercando giustificazione al tuo non aver voglia di fare qualcosa nella vita come donna non come madre. E pensa che donne realizzate sul lavoro o soddisfatte del proprio lavoro sono comunque donne fortunate perché tante per mangiare si accontentano pur di riempiere il piatto ai propri figli. Hai voluto generalizzare senza avere argomenti per farlo o comunque sei troppo limitata per intavolare una discussione. Visto che non ti sei risparmiata niente su di noi mi sono permessa anch’io di allargarmi nei toni e con le parole.
17 gennaio 2012 alle 11:21
@mary: vedi cosa intendevo parlando di Cettina? Dovremmo tutte prendere lei come modello e imparare ad essere coprensive e solidali tra noi…soprattutto tu che stai facendo una scelta simile alla sua (fare la mamma a tempo pieno), ma ti poni verso le altre mamme dall’alto di un piedistallo sparando gudizi…
17 gennaio 2012 alle 11:24
@cettina: grande cettina, tu che sei saggia…
il tuo bello e’ che qualsiasi sia la tua vita e quell oche fai, accetti tutti, senza condizioni, e riesci a relazionarti con tutti anche con chi ha vite totalmente diverse dalle tue.
Un abbraccio.
grazie per essere sempre qui a portare le tue esperienze, che anche se diverse dalle nostre, sono sempre utili !
17 gennaio 2012 alle 11:40
@cettina altro che pesce fuor d’ acqua! qui sei la mamma di tutte! complimenti!
17 gennaio 2012 alle 11:43
@mary: io non sono contro chi sta a casa (facendo sacrifici o anche potendoselo permettere) e decide di fare solo la mamma, io come le altre non accetto che tu critichi la mia scelta di essere una mamma lavoratrice. io lavoro perchè: 1) non posso permettermi con le spese che ho (mutuo, ecc) di stare a casa; 2) mando mio figlio al nido perchè credo che sia giusto che stia con altri bambini, faccia attività e impari regole tra le quali anche il mangiare quello che non sempre a casa si mangia (io ad esempio odio le lenticchie, al nido le mangia a casa no, mangia altro) e anche perchè devo lavorare (x pagare anche il nido che purtroppo è privato); 3) mi piace il mio lavoro, ho un semplice diploma ma sono stata fortunata a trovare il lavoro che amo e x cui ho studiato appena uscita da scuola; 4) provengo da una famiglia modesta (madre insegnate e padre agricoltore), i soldi erano pochi e ho 2 fratelli più piccoli, i miei genitori hanno fatto sacrifici x mandarci a scuola (io ho rinunciato all’università per motivi anche economici) e credo sia giusto utilizzare il pezzo di carta che grazie a loro sono riuscita ad avere; 5) ero incinta quando mio marito ha perso il lavoro, il mio è quindi l’unico lavoro fisso e l’unica entrata garantita; 6) miio marito è riuscito a trovare solo lavori a tempo determinato che non ci danno stabilità, vorremmo fare un secondo figlio, ma visto che gli hanno rinnovato il contratto di un altro anno (con quasi certezza di avere poi il posto fisso) abbiamo deciso di rimandare di un altro anno il ns desiderio di avere il 2 figlio; 7) abbiamo il desiderio di prendere una casa più grande e x farlo servono soldi
quasi sicuramente i figli andranno all’università e questa costa, con uno stipendio nn ce la fai a metter da parte soldi x il loro futuro.
come vedi non sono una madre snaturata solo perchè lavoro.
amo mio figlio più di quanto si possa dire e così come me anche tutte le mamme, sia che siano a casa a fare le casalinghe sia che lavorino part-time che full-time.
tu mi sembri mia cognata: ha fatto mille lavoretti (ma nessuno che la soddisfacesse), non ha un titolo di studio da sfruttare nel mondo del lavoro (o meglio nella realtà in cui vive), ha dei genitori che le hanno trovato il lavoro, l’hanno aiutata a comprarsi la casa, le hanno dato la paghetta perchè stesse a casa dopo aver avuto la figlia, lei è sempre la primadonna (estetista, parrucchiera, donna che le stira, ecc), mio fratello è un semplice operaio, ora, ha il dente avvelenato con me e sai perchè? xchè una volta ho detto che nn vedo l’ora che il mio bimbo vada alla materna x risparmiare un po’ di più. secondo lei io non ho problemi ma me li creo, solo lei ora ha i problemi, certo che li ha, i suoi hanno tagliato i fondi…con lo stip di mio fratello fanno fatica a tirare avanti e lei non riesce a trovare nulla…
dai tuoi discorsi mi sembri più che una mamma felice, una donna insoddisfatta. mi sembri la volpe con l’uva, non potendoci arrivare l’uva non era buona.
se stare a casa ti rende così “acida”, forse dovresti pensare a fare qualcosa fuori dalle 4 mura domestiche. sarai stanchissima, ma forse un po’ più serena e tua figlia non soffrirà anzi vedrà una mamma stanca ma con il sorriso sulle labbra un po’ più spesso di ora.
inoltre trovare lavoro non è così semplice, se ne esci per troppo tempo è difficile rientrarci (un po’ come in un vecchio vestito)…
17 gennaio 2012 alle 11:46
@mary: la mia opinione è ke sei una donna insoddisfatta e infelice……..invidiosa di chi fa una vita diversa dalla tua….e quindi ci accusi tutte di essere cattive madri…….. trova qls da fare e forse sarai meno acida!!!!
@cettina: come già detto da altre…. SEI DAVVERO UN MITO!!!
17 gennaio 2012 alle 13:26
Nel primo post che ho scritto avevo toni bassissimi e le migliori intenzioni di comprendere cosa fosse per voi quella cosa cosi’ forte che vi spingesse a lavorare tutte tutto il giorno sentendomi subito dare della ricca, della mantenuta e di avere la testa tra le nuvole! Ho studiato restauro di opere d’arte con la precisa intenzione di fare carriera in quel campo se non mi fossi sposata o non avessi avuto figli ma con la convinzione che invece se fossi diventata mamma avrei smesso visto che e’ 1 lavoro che richiede di spostarsi.
Faccio ancora delle piccole cose quando ho tempo e dipingo insegne per i locali saltuariam e sono soddisfattissima della mia vita anzi dico sempre che ho gia’ piu’ di quello che potevo sognare!
Adorate tutte quello che dice Cettina perche’ vi da’ ragione e basta!!! io ho avuto 1 mamma che per entrambi i figli si e’ fermata 3 o 4 anni e poi si e’ reinventata come donna in lavori diversi perche’ ha sempre visto il lavoro come 1 mezzo per portare a casa soldi per la famiglia e non la nuvoletta dello spazio personale e della scrivania! Fare le pulizie lavorare nei bar o nei supermercati e’ dignitosissimo esatt come stare dietro alla scrivania. Mi sono sentita molto amata dalla mia famiglia anche perche’ mia madre mi ha fatto recepire il messaggio che stare con me fosse la cosa che preferisse fare al mondo e spero di trasmettere anch’io lo stesso messaggio a mia figlia! Ognuno poi fara’ come vuole ma mi sembra che sia diventata la regola far seguire i figli agli altri e cio’ mi spaventa visto che i risultati ancora non possiamo vederli. La societa’ in cui viviamo non ama i bambini infatti i bambini perfetti sono quelli che non danno fastidio e non quelli vivaci perche’ hanno voglia di vivere ed imparare e noi mamme dovremmo opporci per prime se li amiamo invece di lasciarli nelle mani degli “esperti” che ce li tirano su a gruppi di 20 guardando poco l’individualita’ percio’ credo sia meglio stare il piu’ possibile solo coi genitori. Comunque scusate se mi sono sentita attaccata e mi sono difesa forse con i toni troppo alti sono sicura che farete tutte del vostro meglio! baci a tutti i vostri bimbi mi cerchero’ un forum di mamme noiose moraliste e etiche come me!kiss
17 gennaio 2012 alle 13:38
@ciocco 73 (lo dico a te ma questo vale anche per tutte le altre mamme lavoratrici ) ma perchè devi giustificari per il fatto che lavori elencando i tuoi problemi economici? Tu sei una persona adulta e puoi fare ciò che vuoi, sei padrona di te stessa e se ritieni che quello che fai è giusto continua così, da quello che scrivi mi sono fatta l’opinione che sei una grande donna e una mamma attenta e se qualcuno osa dire il contrario è perchè non ci arriva mentalmente, chi dice che è più importante la qualità del tempo che si passa con i figli che la quantità ha ragione, ma credete che io sto appiccicata ai miei figli giorno e notte, no lascio anche a loro il loro spazio mica li sto ad assillare tutto il giorno, se ad esempio vogliono stare a giocare nella loro stanzetta io faccio altre cose e quindi in quel momento anche se stiamo nella stessa casa non stiamo insieme, poi vedo il rapporto con il loro papà che malgrado li vede solo due ore a sera hanno creato un’intesa che a volte mi sembra più forte di quella che hanno con me e quindi sia a te che a tutte le altre mamme lavoratrici di questo blog dico continuate così e non giustificatevi con nessuno. La vita è una sola e va vissuta come meglio si crede nel rispetto prima di tutto di se stessi e poi degli altri. Un grazie e un Abbraccio a tutte da Cettina
17 gennaio 2012 alle 14:27
@cettina: che persona stupenda sei!!!!!
@mary: mi sa che vivi in un mondo ovattato……lo so che sarò dura ma mi fai pena…..mia mamma è più evoluta di te…..
17 gennaio 2012 alle 14:36
@Mary, io credo che ognuna abbia il diritto di esprimere la propria opinione nel rispetto degli altri. Ho sempre tifato per la libertà di idee. E per questo, in questo anno di blog, ho cercato di far passare tutti i commenti, anche quelli che potevano accendere discussioni animate!
Mi dispiace se lascerai il nostro blog, esattamente come mi dispiace non sentire più Agnese o Atena. (E’ da un po’ che mancano all’appello! Sigh!).
Speravo, o mi illudevo, di aver costruito un posto virtuale in cui il dialogo fosse libero, sincero e aperto a tutte le idee. Questo perchè credo che lo scambio di opinioni, soprattutto se diverse, sia un modo per crescere e una opportunità per riflettere. Ma evidentemente non è così!
Su una cosa però vorrei contraddirti: a noi non piace Cettina perchè ci dà ragione, ma perchè in tutto questo tempo ha sempre dimostrato di essere una persona vera, saggia, speciale. Una grande amica!
17 gennaio 2012 alle 14:53
@mary; mi spiace mary ma la prima ad attaccare sei stata tu, noi avevamo semplicemente spiegato che lavoriamo ma pensiamo o almeno cerchiamo di essere ugualmente delle brave mamme, o semplicemente delle mamme, che gia’ come parola racchiude tanto, tantissimo!
tu hai iniziato ad attaccarci con frasi poco carine, e i toni si sono poi inevitabilmente alzati.
magati potremmo cercare tutte di ricominicare, non credo sia necessario lasciare il blog.
ma , tanto per chiarire, anche io passo a mio figlia i lmessagio che stare con lei e’ la cosa piu’ bella del mondo, perche’ anche se ci sto due ore al giorno, quelle sono davvero le ore piu’ belle per me.
e se tu avessi frequentato asili o simili, vedresti che i bambini no nsono trattati come un numero.
mia figlia ha sempre trovato persone pronte ad amarla, amarla come individuo, non come gruppo.
se la sua tata del nido quando la vede si commuove, credo che entrino in ballo dei sentimenti anche all’asilo, no? le persone non sono di ghiaccio.
credo che per un bambino sia un arricchimento essere amato da piu’ persone possibili, non solo dai genitori, e amato vuol dire anche che se mia figlia ha bisogno, non ci sono solo io, ma anche tutte le persone che la amano pronte ad aiutarla.
se al nido piangeva e mi chiamava, la tata la amava con tutto i lcuore e la consolava e si preoccupava per lei. questo e’ un arricchimento secondo me.
comunque pazienza, ma CEttina e’ amata non perche’ ci da’ ragione, ma perche’ e’ adorabile, aperta, affettuosa, si preoccupa per noi, ci da’ consigli da mamma, da nonna e da suocera! e’ la mamma la nonna e la suocera che tutte vorremmo avere, per il suo modo di porsi, qualsiasi cosa dica, sia che ci da’ ragione sia che ci da’ torto. forse tu hai da imparare coem modo di porti, qualsiasi cos atu pensi, e’ come lo dici che fa la difefrenza, la differenza tra te e cetitna.
17 gennaio 2012 alle 15:00
@Cettina: grazie per le tue belle parole. non mi sento una grande donna e non so se come mamma sono attenta, cerco solo di fare del mio meglio, di amare e dare delle regole al mio piccolo ometto, sperando di vederlo diventare un uomo stupendo, gentile e dolce, ma anche forte. sono umana e come tutti gli umani sbagliamo. sono anch’io dell’openione che meglio poco ma buono. io ti stimo perchè sei tu la grande donna. non è da tutte fare 5 figli…e non immagino come sarai stanca la sera, forse proprio come noi che lavoriamo fuori casa, perchè credo che sia così per tutti, i figli stancano (perchè impegnativi) ma rendono felici.
17 gennaio 2012 alle 15:06
@Mary: ti voglio raccontare una cosa: alla scuola materna hanno fatto questa domanda ai bambini: che cosa è una famiglia? Ovviamente la maggior parte dei piccoli ha risposto: la famiglia è la mamma con il papà. Marco ha risposto: “la famiglia è un fratello o una sorella con una mamma e un papà. Ma anche una nonna, perchè quando Luca sta male lei viene sempre a casa a coccolarlo”.
Questa risposta mi ha lasciata di stucco. Perchè? Perchè la nonna a cui si riferisce Marco è la nonna Emilia, ossia la tata. Quell’angelo che mi aiuta quando sono in difficoltà. E lei ama talmente tanto i bambini da considerarli i suoi veri nipoti. E loro sono così legati a lei e a nonno Angelo da considerarli i nonni di Milano. I veri nonni di Milano.
Quando li lascio con loro io sono tranquilla, perchè sono seguiti e amati. E questa risposta di Marco ne è la prova lampante!
17 gennaio 2012 alle 15:14
@Mary: forse hai ragione nel dire che i toni si sono animanti da parte di tutti non soo da parte tua. Proviamo a ricominciare il confronto: tu ci hai chiesto cosa intendiamo per emancipazione femminile, beh io intendo la mia storia e dopo che ce l’hai scritta anche la tua, ovvero la possibilita’ per una donna di scegliere che tipo di vita condurre senza avere una strada obbligata come avveniva un tempo. La possibilita’ di studiare, di lavorare realizzandosi fuori casa (qualunque lavoro e’ dignitoso ma non tutti ci gratificano dipende da cosa ci piace/interessa fare), di sposarsi solo se si vuole e di avere filgi se e quando si vuole. Come vedi non siamo tanto diverse ognuna di noi ha scelto quello che riteneva piu’ giusto, tu rinunciare temporaneamente al lavoro per stare sempre con tua figlia, io mantenere in piedi due situazioni (lavoro e famiglia-mamma), ma sempre in liberta’ e con lo scopo di essere felici e di dare felicita’ alla nostra famiglia. Non ti sembra che vista cosi’ le distanze tra noi diminuiscano? Mi dispiacerebbe che non partecipassi piu’ alle nostre discussioni perche’ mi piace confrontarmi con chi fa scelte diverse dalle mie e cercare di capire il suo punto di vista, ti assicuro che l’affetto per Cettina e’ dato dal fatto che e’ una persona speciale, che mette a disposizione la sua esperienza non certo perche’ ci da ragione. Spero di leggerti ancora ….
17 gennaio 2012 alle 15:15
@maria: che bello maria, sapere che i propri figli sono cosi’ amaai anche da altri!
17 gennaio 2012 alle 15:24
@Cettina: credo che tu sia un’ottima mamma, una brava suocera e una stupenda nonna.
17 gennaio 2012 alle 15:45
@Mary io ho 49 anni e visto che ho un figlio di quasi 30 tu che ne hai 27 potresti benissimo essere mia figlia e quindi posso parlarti tranquillamente, io in questo blog non ho mai attaccato nessuno ho sempre portato la mia esperienza di mamma, suocera e nonna, si perchè i miei due grandi sono sposati, hanno due figli per ciascuno e ho pure due nuore stupende che lavorano non solo a casa ma anche fuori, ho due figli che abitano a Bergamo cioè a 1600Km distanti da me (il secondo che è sposato e il piccolo di 20 che ha raggiunto il fratello per trovare lavoro e crearsi un futuro) a casa siamo rimasti in quattro io mio marito e le mie due piccole di 7 e 3 anni, ti racconto tutto questo per farti capire appunto l’esperienza che io posso portare a tutte le altre mamme del blog che hanno ancora tutti figli piccoli e quindi non penso proprio che mi “adorano” come dici tu perchè dò ragione a tutti ma penso che mi stimano perchè dico la verità Io rispetto tutti, sono molto tollerante e non mi piace giudicare nessuno, ognuno di noi è libera di impostare la propria vita come meglio crediamo e se anche io come scelta di vita ho preferito stare a casa con i figli non penso proprio che altre devono fare lo stesso e quindi non mi permetto di dire alle mamme lavoratrici che non sono delle brave mamme perchè dedicano poco tempo ai loro piccoli.Con questo spero di chiudere qua ogni polemica e lo dico sempre Viva il sano confronto Un Abbraccio a tutte da Cettina
17 gennaio 2012 alle 16:12
Cara Maria (Redazione) io non penso che tu debba farti venire dei dubbi sulla qualità del tuo blog. Da quando l’ho trovato anche se non scrivo sempre, leggo e anche solo leggere tutti i pareri insegna o per lo meno da un punto di riflessione. So che quando ho una domanda voi ci siete e so che se ho bisogno di sfogarmi voi ci siete. Tante volte il problema è che quando scrivo vorrei dire tante cose cercando di sintetizzare il più possibile …. e tante volte il risultato è non riuscire a esprimere il vero concetto. Certe volte basta fermarsi chiedere scusa se sì è state fraintese o se si sono usati i toni sbagliati e cercare di rispiegarsi. Il chiedere scusa non è voi avete ragione io sbaglio. L’ultimo post di mary mi è sembrato migliore come toni rispetto ai primi nonostante io mi senta anni luce distante da lei e anche quelli successivi di tutte.
17 gennaio 2012 alle 16:33
@Cettina:un abbraccio per tutto quello che hai scritto………
17 gennaio 2012 alle 16:44
Ciao a tutte.
Intervengo un pò in ritardo su questo post, ma solo perchè ho letto tutti i Vostri interventi.
@Cettina, ti confermo quello che dice Maria. Sei il nostro mito non perchè ci dai ragione, ma semplicemente perchè sai accettare tutti anche se hanno delle opinioni diverse dalle tue.
Questo è un blog di mamme, e vero, ma dietro a ogni mamma c’è una donna (mi sembra che l’una non escluda l’altra). Lavoriamo e siamo mamme, e allora!? Io prima di diventare mamma ero comunque una donna.
@Mary ti racconto un pò di me. Ho 34 anni, faccio di lavoro il pilota collaudatore in pista di vettura per i marchi. Che significa? Significa che entro in una macchina, mi piazzo in pizsa e corro a più di 250km. rischio quindi la mia vita. E’ ho fatto questo lavoro anche dopo che è nato il mio bambino. Ora sono ferma per una malattia, ma ricomincerò a correre. Vuoi aggiungere alla tua lista anche me fra le mamme più snaturate, io forse più delle altre. Vuoi sapere perchè faccio questo lavoro? Perchè mi piace. Sono laureata in scienza della comunicazione, parlo 5 lingue e di offerte di lavoro ne ho avute tantissime. Ma ho scelto di fare quello che mi piace. Ho fatto un figlio, perchè avevo tanto amore da dare e sono certa che il mio pargolo è sereno e felice. Il mio lavoro posso farlo part time, e quando non ci sono c’è la nonna tutta per lui o il papà. Le urla la sera in casa ci sono ovunque, anche in quella dove le mamme fanno solo le mamme e badano alla casa. Non ho problemi economici, ma perchè lavoriamo in due e fortunatamente la casa è di proprietà. Ti ho raccontato questo, per farti capire che ci sono anche delle donne che oltre a lavorare per necessità amano fare il proprio lavoro e questo senza nulla togliere ai figli. Noi che ci spacchiamo la schiena dentro e fuori casa abbiamo il DIRITTO DI FARE FIGLI COME OGNI DONNA CHE VOGLIA DARE IL PROPRIO AMORE E LA PROPRIA VITA AD UNA CREATURA. Non c’è mai un momento buono per fare le cose. Fare un figlio è non è la risposta di egoismo di donna, ma esattamente il contrario. E’ l’immenso amore che una donna/casalinga/lavoratrice o altro dà a un bimbo.
17 gennaio 2012 alle 17:26
@rossella31: le tue parole mi fanno commuovere, fors emeglio di ogni altra hai saputo esprimere cosa proviamo…grazie.