Adozione, una famiglia che nasce

Qualche settimana fa mi ha chiamato la mia amica giornalista Isabella Dalla Gasperina dicendomi: “Ho letto un libro proprio bello, tratta il tema delle adozioni dei bambini. Che ne dici di scrivere una recensione sul blog?”
L’adozione è un argomento che non ho mai affrontato perché, sinceramente, non ne ho le competenze. Però ho letto questo libro e devo dire che mi ha dato tanti spunti su cui riflettere.
Domande spesso inopportune che si fanno alle coppie che dopo qualche anno di matrimonio o convivenza non “allargano” la famiglia. A quelle battute che sembrano simpatiche e che invece feriscono il corpo e l’anima di chi le riceve.
Leggendo la prefazione, di Aldo Cazzullo, mi sono soffermata su questa frase: «Un bambino nato da un’altra donna mi chiama mamma. Non mi sfuggono la grandezza di questa tragedia e la profondità di questo privilegio».
Mi sono venuti i brividi. Quanta saggezza in queste poche righe!

E se i genitori adottivi dopo un lungo percorso fatto anche di ostacoli burocratici, di psicologi, assistenti sociali, arrivano pronti (o quasi) all’evento, i nonni o i parenti più vicini lo sono altrettanto?

L’autrice di questo libro, Francesca Mineo, in questo libro racconta la sua storia di mamma adottiva, ma lascio a Isabella l’onore della recensione: Continua a leggere

… E poi c’è Gardaland!

Qualche settimana fa sono tornata a casa e con un bel sorriso sulle labbra ho fatto il lieto annuncio: “Ragazzi ci hanno invitato a Gardaland per l’inaugurazione della nuova stagione del parco!”
Luca: “Uahoo… quando?”
Io: “Il 7 aprile”
Marco: “Papà mi misuri? Vedi quanto sono alto? Ho superato il metro e 40 centimetri di altezza?”
Luca: “Misura pure me, papà!”
Io: “Scusate, vi dico che andiamo a Gardaland e correte a misurare l’altezza? C’è qualcosa che mi sono persa per strada?”

Marco: “Mamma, non ti ricordi che per andare sulle giostre più veloci come Oblivion, Raptor, bisogna essere alti almeno 140 cm? Io quest’anno posso andare, sono  alto 142 cm, più le scarpe!”
Luca: “Io no, sono alto 137 cm, me ne mancano solo tre, faccio in tempo?”
Io: “In tempo per cosa?”
Luca: “Per i tre centimetri?”
Non vi nego che da quel giorno Luca ha mangiato più del solito. Lui voleva crescere in altezza, invece ha solo messo su un po’ di morbidissima pancetta! (Beato lui…già smaltita 😉 )
Sabato 7 aprile alle 7 del mattino erano già svegli e pimpanti. Le previsioni meteo erano incoraggianti: sole e caldo. Cosa desiderare di più?
Zaini in spalle alle 10 e mezza eravamo già a Gardaland.
Il tempo di fare due giri su due giostre insieme e poi ho lasciato i miei tre uomini per andare a seguire la conferenza stampa. Continua a leggere

Gli “scherzi” della memoria

Lo scorso sabato pomeriggio ha squillato il mio cellulare. Non sono riuscita a rispondere in tempo perché ero al campo di calcio a guardare la partita della squadra di Luca e non ho sentito subito le vibrazioni dello smartphone.
Con la dovuta calma, tra un’azione e l’altra dei piccoli giocatori, ho preso il cell e ho guardato il display per capire chi mi avesse chiamato. Era una mia collega, in verità più amica che collega.
“Cosa sarà successo? Come mai mi ha chiamata durante il weekend?”, mi son chiesta.
Neppure il tempo di fare delle ipotesi, che il cell ha cominciato a vibrare. Stavano arrivando dei messaggi: “Maria, ho messo per errore il pannolino della bambina in lavatrice, che faccio?
Tra me e me mi sono detta: “Boh! Perché dovrei saperlo io?” Continua a leggere

Separazione, la battaglia dove tutto è lecito? I consigli della psicologa

Oggi con la psicologa amica, la dottoressa Francesca Santarelli, torniamo a parlare di separazioni.
C’è una frase del suo intervento che mi ha colpita: “E’ difficile unirsi per dividersi, eppure è l’unico modo per preservare gli elementi di continuità che permangono anche quando tutto sembra ormai finito”.

Durante separazioni, tra la mura domestiche, volano parole che a volte feriscono molto più che i coltelli. I colpi bassi diventano all’ordine del giorno. E il rancore condisce il tutto facendo diventare questa difficile esperienza ancora più dolorosa.

E’ vero, è un lutto. In fondo è il funerale del “progetto famiglia” così come era stato pensato nel meraviglioso giorno del “sì”.

Eppure c’è un modo per evitare che si arrivi all’esasperazione.

Ecco cosa ci consiglia la dottoressa Santarelli: Continua a leggere

Qual è il momento giusto per mettere al mondo un figlio?

Oggi non voglio raccontare, ma vorrei leggere le vostre opinioni. La domanda non è delle più banali, anche se in prima battuta potrebbe sembrarlo. Quello che vorrei capire è: “Esiste un momento giusto per  mettere al mondo un figlio?”
Non parlo tanto di condizioni economiche, come avere un lavoro stabile, una casa in cui accogliere il nascituro, avere la possibilità concreta di sostenerlo e di dargli un futuro…

Ma mi riferisco più alla condizione psicologica di chi pensa di fare questo grande passo. Insomma, secondo voi per fare figli ci vuole più incoscienza o più coraggio?

Ieri sera, eravamo tra colleghi e stavamo scherzando con un prossimo quarantenne.
“Allora, quando ti decidi a fare questo figlio?” gli ha chiesto simpaticamente una collega.
Ed io: “Occhio, guarda che un figlio ti scombussola la vita. Sei certo di voler rinunciare ai tuoi aperitivi serali, ai tuoi sabati fatti di locali notturni, discoteche, drink e libertà, alle domeniche mattina passate a poltrire fino al pomeriggio nel lettone, ai lunghi viaggi, eccetera, eccetera? Continua a leggere

Il dubbio

E’ già da tempo che mi chiedo se sia giusto o meno raccontare, mettere nero su bianco quanto accade dentro le mura di casa mia, anzi di casa nostra, visto che a viverci siamo in quattro.
Fino a quando i miei figli erano piccolini era bello e divertente condividere con tutti voi le loro prime esperienze, lo svezzamento, i primi dentini, i primi passi, il nido, la materna, i primi anni di scuola elementare. Le gite fuoriporta, i viaggi, le loro bravate, le marachelle e gli aneddoti divertenti.

In fondo, son cose che accomunano tutti i bimbi.

Ma ora Marco ha già 10 anni. Sta avvicinandosi prepotentemente alla fase della preadolescenza. Sta diventando un ragazzino, nella terra di mezzo tra il bambino e il ragazzo, e non so se abbia voglia un giorno di leggere che sua madre ha raccontato a tutti i suoi pensieri, ciò che ha detto e ciò che ha fatto. Continua a leggere

Se un bambino disegna Babbo Natale…

In questo periodo tutti i bambini o quasi fanno lavoretti in tema Natale e tante volte disegnano proprio lui, Babbo Natale.
C’è chi lo ritrae sulla slitta mentre vola in cielo trainato dalle renne, con un sacco pieno di regali. C’è chi lo ritrae seduto su un trono mentre ascolta i desideri dei bambini. C’è chi lo disegna piccolo piccolo e chi invece grande quanto l’intero foglio.
Ognuno di questi lavori esprime uno stato d’animo dei piccoli artisti.
Ci spiega tutto la nostra grafologa Candida Livatino: Continua a leggere

E se Babbo Natale non portasse i regali chiesti dai bambini nella letterina?

“Luca hai scritto la lettera a Babbo Natale?”, ho chiesto qualche settimana fa a mio figlio.
E lui: “Sì, gli ho chiesto la PS4 con Fifa17 (perché la 18 costa troppo). Oppure la Nintendo Switch”
Io: “Luca, ma sono regali veramente importanti. Aggiungi anche qualcosa di più fattibile, altrimenti rischi di non ricevere proprio nulla!”
Allora lui ha aggiunto una riga: “Babbo, se proprio non riesci, allora mi va bene anche un regalo a sorpresa”.
Ma non mi sembrava molto convinto. Questa rettifica non lo soddisfaceva pienamente.
E infatti dopo qualche giorno è tornato a casa, ha ripreso la letterina e ha cancellato l’ultima riga.
Io: “Luca, perché lo hai fatto? Perché io voglio solo uno di quei due giochi. Se gli lascio l’opzione sorpresa, lui mi porta la cosa che piace a lui, non quella che piace a me”
A quel punto gli ho risposto: “Sappi che ti stai accollando il rischio di non ricevere proprio nulla!”

Qualche giorno dopo, parlando con la Psicologa Dora Siervo, le ho chiesto: “E se Babbo Natale non esaudisse i desideri dei bambini?”
Come possono reagire i piccoli davanti a una delusione di questo tipo?
Ecco cosa ci risponde la psicologa: Continua a leggere