Il viaggio continua: da Zara all’Istria

Come vi ho raccontato ieri, il primo giorno di viaggio, per sbaglio e per errore, abbiamo visitato un pezzo dell’entroterra della Croazia. La parte più rurale e meno turistica, quella fatta di case con le facciate ancora crivellate dai colpi della guerra, alternate a case in costruzione con i mattoni rossi a vista.
Le case erano chiaramente abitate da tempo, anche se senza intonaco e rifiniture esterne.

Essendo nata e cresciuta al Sud Italia questa cosa non mi doveva meravigliare. In alcune zone del Mezzogiorno non è raro trovare case perfettamente arredate all’interno, ma senza intonaco all’esterno.

Eppure in Croazia ho respirato un’aria diversa. C’erano ancora chiari ed evidenti i segni di una guerra non tanto lontana. Un conflitto che ha sicuramente lasciato un segno profondo. E quelle facciate crivellate mi hanno parecchio amareggiata. Pensavo alle persone che erano lì in quegli anni, ai bambini, chissà quanta paura!
Nello stesso tempo, però, si vedeva anche la voglia di ricostruire e ripartire.

Marco ci ha tempestati di domande sul perché di quella guerra. Ma a tante domande, ahimè, non ho saputo dare risposta.
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Un paradiso sulla terra: i laghi di Plitvice!

Luglio 2018.
L’estate che si era appena affacciata non prometteva nulla di buono.
Mio padre doveva sottoporsi ad un lungo ciclo di radioterapia che lo avrebbe tenuto a Milano fino a settembre. Mio marito doveva sottoporsi ad un piccolo intervento operatorio.

I ragazzi fino alla fine del mese erano sistemati presso i vari centri estivi e poi ad agosto sarebbero andati giù in Puglia, ospiti dei tanti zii e parenti che per fortuna non ci abbandonano mai. Avere una GRANDE famiglia è anche questo: sapere che c’è sempre qualcuno pronto a sorreggerti e ad aiutarti nel momento del bisogno.

L’umore non era al TOP, posso confessarlo. Ero arrivata a luglio già abbastanza stremata.
I programmi del weekend che stava per arrivare non erano grandiosi: sabato mattina dovevamo accompagnare mio padre all’aeroporto (i medici gli avevano concesso una settimana di stop prima della terapia!), la domenica mattina mio marito si doveva ricoverare in ospedale.
Era già giovedì.
Nel pomeriggio mi arriva una telefonata. Era mio marito: “Ho sentito adesso il medico. La cura ha funzionato, l’intervento salta”. Ero incredula. Cavolo… Finalmente una buona notizia. Lo richiamo: “Ma… visto che hai dovuto cancellare tutti gli appuntamenti di lavoro, perché non partiamo? Pensaci potrebbe essere l’unica settimana di ferie!”
E lui: “Per andare dove?”
Io: “Boh, montagna, mare, che ci importa. L’importante è partire!”

Venerdì sera ho fatto le valigie. Dentro c’era di tutto dal piumino leggero, al costume da bagno. Destinazione: “Boh!” Continua a leggere

Arrieccomi…

Ieri, dopo tanto tempo che non lo facevo, sono entrata nel Blog per approvare i vostri commenti.
Ormai sono mesi che non scrivo più. Eppure di cose ne sono successe… e anche tante, forse troppe.
Marco ha salutato la scuola elementare e le sue meravigliose maestre. Ora la sua nuova sfida si chiama “Scuola Secondaria dell’obbligo”, in pratica la vecchia e cara scuola media.
Luca frequenta la terza elementare (o per meglio dire la Scuola Primaria dell’Obbligo) e quest’anno ha deciso di lasciare la sua vecchia squadra di calcio dell’oratorio, il tanto amato GSO, per iscriversi ad una scuola calcio. E anche lì… altro mondo. Continua a leggere

… E poi c’è Gardaland!

Qualche settimana fa sono tornata a casa e con un bel sorriso sulle labbra ho fatto il lieto annuncio: “Ragazzi ci hanno invitato a Gardaland per l’inaugurazione della nuova stagione del parco!”
Luca: “Uahoo… quando?”
Io: “Il 7 aprile”
Marco: “Papà mi misuri? Vedi quanto sono alto? Ho superato il metro e 40 centimetri di altezza?”
Luca: “Misura pure me, papà!”
Io: “Scusate, vi dico che andiamo a Gardaland e correte a misurare l’altezza? C’è qualcosa che mi sono persa per strada?”

Marco: “Mamma, non ti ricordi che per andare sulle giostre più veloci come Oblivion, Raptor, bisogna essere alti almeno 140 cm? Io quest’anno posso andare, sono  alto 142 cm, più le scarpe!”
Luca: “Io no, sono alto 137 cm, me ne mancano solo tre, faccio in tempo?”
Io: “In tempo per cosa?”
Luca: “Per i tre centimetri?”
Non vi nego che da quel giorno Luca ha mangiato più del solito. Lui voleva crescere in altezza, invece ha solo messo su un po’ di morbidissima pancetta! (Beato lui…già smaltita 😉 )
Sabato 7 aprile alle 7 del mattino erano già svegli e pimpanti. Le previsioni meteo erano incoraggianti: sole e caldo. Cosa desiderare di più?
Zaini in spalle alle 10 e mezza eravamo già a Gardaland.
Il tempo di fare due giri su due giostre insieme e poi ho lasciato i miei tre uomini per andare a seguire la conferenza stampa. Continua a leggere

Gli “scherzi” della memoria

Lo scorso sabato pomeriggio ha squillato il mio cellulare. Non sono riuscita a rispondere in tempo perché ero al campo di calcio a guardare la partita della squadra di Luca e non ho sentito subito le vibrazioni dello smartphone.
Con la dovuta calma, tra un’azione e l’altra dei piccoli giocatori, ho preso il cell e ho guardato il display per capire chi mi avesse chiamato. Era una mia collega, in verità più amica che collega.
“Cosa sarà successo? Come mai mi ha chiamata durante il weekend?”, mi son chiesta.
Neppure il tempo di fare delle ipotesi, che il cell ha cominciato a vibrare. Stavano arrivando dei messaggi: “Maria, ho messo per errore il pannolino della bambina in lavatrice, che faccio?
Tra me e me mi sono detta: “Boh! Perché dovrei saperlo io?” Continua a leggere

Qual è il momento giusto per mettere al mondo un figlio?

Oggi non voglio raccontare, ma vorrei leggere le vostre opinioni. La domanda non è delle più banali, anche se in prima battuta potrebbe sembrarlo. Quello che vorrei capire è: “Esiste un momento giusto per  mettere al mondo un figlio?”
Non parlo tanto di condizioni economiche, come avere un lavoro stabile, una casa in cui accogliere il nascituro, avere la possibilità concreta di sostenerlo e di dargli un futuro…

Ma mi riferisco più alla condizione psicologica di chi pensa di fare questo grande passo. Insomma, secondo voi per fare figli ci vuole più incoscienza o più coraggio?

Ieri sera, eravamo tra colleghi e stavamo scherzando con un prossimo quarantenne.
“Allora, quando ti decidi a fare questo figlio?” gli ha chiesto simpaticamente una collega.
Ed io: “Occhio, guarda che un figlio ti scombussola la vita. Sei certo di voler rinunciare ai tuoi aperitivi serali, ai tuoi sabati fatti di locali notturni, discoteche, drink e libertà, alle domeniche mattina passate a poltrire fino al pomeriggio nel lettone, ai lunghi viaggi, eccetera, eccetera? Continua a leggere

Il dubbio

E’ già da tempo che mi chiedo se sia giusto o meno raccontare, mettere nero su bianco quanto accade dentro le mura di casa mia, anzi di casa nostra, visto che a viverci siamo in quattro.
Fino a quando i miei figli erano piccolini era bello e divertente condividere con tutti voi le loro prime esperienze, lo svezzamento, i primi dentini, i primi passi, il nido, la materna, i primi anni di scuola elementare. Le gite fuoriporta, i viaggi, le loro bravate, le marachelle e gli aneddoti divertenti.

In fondo, son cose che accomunano tutti i bimbi.

Ma ora Marco ha già 10 anni. Sta avvicinandosi prepotentemente alla fase della preadolescenza. Sta diventando un ragazzino, nella terra di mezzo tra il bambino e il ragazzo, e non so se abbia voglia un giorno di leggere che sua madre ha raccontato a tutti i suoi pensieri, ciò che ha detto e ciò che ha fatto. Continua a leggere

“Perché non sono nato re!”

Ogni giorno è la solita tiritera. Da mattina a sera sia io che mio marito ripetiamo sempre le stesse frasi.
La mattina: “Marco sbrigati!” e poi “Luca lavati i denti”, “Luca vai in bagno” “Luca vestiti”.
E la sera: “Luca fai la pipì prima di andare a dormire”, “Luca lavati i denti”…

Ma nonostante il solito mantra, l’opposizione è forte.

“Io non voglio fare la pipì, non mi scappa!”, “Io non voglio andare in bagno, non ho voglia!” urla il monello più piccolo, aggiungendo: “Perché mi dovete sempre obbligare!”
“Voi  sapete solo obbligarmi. Obbligarmi a fare tutto: Luca raccogli i giochi sparsi sul pavimento. Luca vai in bagno. Luca lavati i denti. Luca lavati i piedi…
In questa casa ci sono solo cose da fare!” Continua a leggere

Come una regina… o quasi!

Stamattina i bambini erano già andati a scuola (Luca va con il Piedibus e Marco con gli Amicibus) e io stavo finendo di sistemare le ultime cose prima di uscire, quando mio marito mi ha chiesto: “Ma tu hai mai pensato al Blue Whale?”
Io: “Ma sei scemo? Io sono così attaccata alla vita che non faccio neppure le cose che potenzialmente la potrebbero mettere a rischio: non fumo, non bevo, non faccio parapendio, mi tengo lontana dai precipizi in montagna, vado piano con l’auto…” Continua a leggere

La magia di HalLeoween!

“Quando la notte arriverà,
qualche fantasma apparirà,
quando la zucca di sveglierà
tu non aver paura… La magia di Halloween esploderà!
A Leolandia le streghe sono tutte belle
gli stregoni son saggi e sono buoni
A Leolandia i mostri sono dolci e cari e i bambini sono amici veri
La notte è la felicità e il buio si illuminerà.
E’ la magia di HalLeoween…
Dolcetto o scherzetto?”

Chi come noi è stato a Leolandia in questo weekend per la festa di HalLeoween, sono certa, che è tornato a casa continuando a canticchiare questa allegra filastrocca.
E’ un motivetto che fa da colonna sonora al parco, mette allegria e crea atmosfera.
La si ascolta talmente tante volte che alla fine la si impara senza neanche pensarci e la si continua a canticchiare anche tornando a casa…

Sabato scorso, lo avrete intuito 😉 , siamo andati a Leolandia. C’era un sole meraviglioso, un clima perfetto per trascorrere una giornata tra giostre e spettacoli, staccando la spina e allontanando almeno per qualche ora tutti i problemi quotidiani. Migliaia di zucche arancioni, ragni e ragnatele, pipistrelli, vampiri, maghi e maghette facevano da cornice a tutto il parco.

C’erano una marea di bambini piccoli, più o meno di quattro e cinque anni. Ed effettivamente per loro ci sono tantissime attrazioni appetitose: il mondo di Peppa Pig, Masha e Orso, i SuperPigiamini. Continua a leggere