Dimmi che penna scegli e ti dirò chi sei

“La grafologia è la chiave di lettura dell’animo umano”, scrive Candida Livatino nel suo quarto libro “Dagli scarabocchi alla firma”.
Scrivere una frase su un quaderno, fare degli scarabocchi sul foglio o mettere la firma su un documento svela davvero chi c’è dietro ad una penna.
Sembra incredibile, ma tutto influisce ad esprimere uno stato d’animo, anche il tipo di penna che si sceglie oppure il colore dell’inchiostro.

Vi faccio una domanda: immaginatevi di essere in una cartoleria, di fronte a una parata di strumenti per scrivere. Quali scegliereste tra penna a sfera, pennarello a punta larga, pennarello a punta fine, stilografica e matita?

“La scelta dei colori con cui si scrive non è ininfluente, anzi, ha un impatto importante sull’efficacia della scrittura”- scrive Candida Livatino-. “I colori ci aiutano a codificare meglio le diverse informazioni, parlando attraverso le emozioni. Anche quelle che non pensiamo possano esistere nella realtà… degli inchiostri”.

Torniamo alla domanda di prima. Cosa avete scelto?

Il colore nero?
“Se è brillante, cioè se ha il tipico aspetto dell’inchiostro di un pennarello a punta fine o della penna stilografica, indica orgoglio, desiderio di affermarsi, soprattutto attraverso la razionalità. Se è spento, tipico della biro nera, segnala invece un senso del dovere esasperato, rigidità, scarso ottimismo”.

La penna azzurra?
“Chi sceglie questo colore per scrivere ha una forte immaginazione, è dotato di intuizione, ma è anche un po’ ingenuo. È idealista e desidera instaurare rapporti improntati sulla reciproca comprensione e fiducia”.

La matita?
“La matita ha in sé una caratteristica importante: è cancellabile. Chi sceglie di scrivere a matita è un perfezionista, ma con qualche insicurezza e quindi vuole avere la possibilità
di cambiare idea”.

Ma ovviamente non basta la scelta di una penna per capire che tipo è una persona. Bisogna considerare l’insieme di tutti i fattori, di tutti i segni.

Con l’aiuto della grafologa Candida Livatino, pian piano impareremo ad osservare e comprendere il significato dei singoli segni.

E magari, così come ha fatto lei, riusciremo a capire meglio la scrittura dei nostri figli e perché no, anche dei nostri compagni di vita e, se ci va, anche dei colleghi di lavoro 😉

 

La grafologia è una scienza meravigliosa che aiuta a conoscere la nostra anima. Esiste un significato che va oltre il segno che una mano può tracciare su un foglio. Siano parole scritte, scarabocchi o disegni, il risultato di quel movimento parla di noi” scrive Candida Livatino nel suo ultimo libro: “Dagli scarabocchi alla firma” .

Tanti i profili di personaggi analizzati: da Mattarella a Conte, a Trump, a Ronaldo, a Totti, ai Reali Inglesi, a Buonarroti, a D’Annunzio a Rossini, e poi ancora Borsellino, Falcone, Aldo Moro…

Candida Livatino ha anche un sito Internet in cui racconta tutte le sue esperienze lavorative e tanto altro ancora.

L’indirizzo : www.livatinocandida.it

2 risposte a “Dimmi che penna scegli e ti dirò chi sei

  1. Ciao Candida, scelgo la seconda penna, perché mi sembra ad intuito che funzioni oppure la penultima, sempre per lo stesso problema. Dato che, purtroppo, inciampo sempre in penne che non scrivono. Grazie e buona giornata, Deli

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